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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/12/19 15:27

MSC inizierà ad usare biofuel per alimentare alcune sue navi

Mossa della compagnia per ridurre il suo impatto ambientale, che è tra i più alti del settore secondo uno studio della NGO Transport & Environment's (che lo stesso liner però critica nel metodo)

Con l’obbiettivo di avvicinarsi agli obbiettivi in tema di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall’IMO e dalle altre istituzioni internazionali per i prossimi decenni, e anche di ridurre l’impatto ambientale delle sue attività, che secondo un recente report della NGO Transport & Environment's (T&E) è notevole, MSC ha deciso di iniziare ad utilizzare una quota di biocarburanti nella miscela di bunker bruciata per la propulsione della propria flotta.

E’ lo stesso liner svizzero ad annunciare le decisione di utilizzare una miscela contenente biofuel a bordo delle proprie navi che scalano il porto di Rotterdam, in Olanda.

Dopo una prima fase di test conclusa con successo, durante la quale – spiega la società in una nota – è stata utilizzata una miscela di combustibile contenete il 10% di biocarburante, MSC ha deciso di continuare ad utilizzare su base regolare (per ora solo durante gli scali nel porto olandese) questo tipo di miscela, portando però dal 10% al 30% la quota di biofuel.

“Siamo contenti che l’esito della sperimentazione sia stato positivo. Ora guardiamo avanti e siamo pronti ad utilizzare questo tipo di carburante sostenibile su base regolare. Dall’utilizzo di tale blend ci aspettiamo una riduzione delle emissioni di CO2 tra il 15 e il 20%” ha dichiarato Bud Darr, Executive Vice President, Maritime Policy & Government Affairs del gruppo MSC. “La potenziale riduzione di CO2 connessa con la quota di fuel di origine biologica può arrivare fino all’80-90%, dato che intendiamo monitorare e confermare nel tempo”.

I biofuel prodotti in modo responsabile, secondo MSC, possono essere una soluzione alternativa a disposizione dell’industria marittima per raggiungere gli obbiettivi, in tema di riduzione delle emissioni, stabiliti dall’IMO per il 2030, e anche per fare significativi progressi in vista degli ancor più ambiziosi target previsti per il 2050.

Un processo ormai inevitabile, considerando l’impatto ambientale delle attività marittime. Proprio la compagnia fondata da Gianluigi Aponte, in questi giorni, è finita sotto la lente della organizzazione non governativa Transport & Environment's (T&E), che ha come mission il monitoraggio delle emissioni dell’industria dei trasporti.

Secondo T&E, nel 2018, MSC è stata la compagnia marittima che ha emesso più inquinanti in atmosfera, ed è entrata, unica società di armamento, nella top-10 degli ‘emitters’, i 10 soggetti che hanno emesso più sostanze dannose in atmosfera nel corso del 2018.

I primi 7 sono centrali a carbone, all’8° posto si trova appunto il carrier ginevrino, al 9° di nuovo una centrale a carbone e al 10°, unica altra società del settore trasporti nella top-10, la compagnia aerea low-cost Ryanair.

Con una nota diramata alcuni gironi dopo, però, MSC ha voluto rispondere alla ONG con una nota in cui sostiene che il report di Transport and Environment (T&E) offra “un’analisi incompleta dei dati” e che quindi non riproduca “un’immagina accurata delle emissioni del settore marittimo”.

“In particolare – scrive MSC, che ricorda di essere fortemente impegnata per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 – l’analisi di T&E non tiene in adeguata considerazione una serie di aspetti operativi relativi all’attività di MSC, e questo non consente di effettuare una valutazione completa del nostro suolo e dell’impatto in termini di emissioni”.

 

F.B.

 

TAG : bunker
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