APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
10/12/19 11:52

Faro di Bruxelles anche sulla fusione Hyundai-Daewoo

Quasi certa un’indagine approfondita della DG Competition sul merger tra i due mega cantieri navali sudcoreani

La decisione non è ancora ufficiale, ma – secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa Reuters da fonti di settore – la DG Competition della Commissione Europea sarebbe intenzionata ad avviare un’indagine approfondita sulla prospettata fusione dei due cantieri navali sudcoreani Hyundai Heavy Industries e Daewoo Daewoo Shipbuilding and Marine Engineering.

L’operazione di concentrazione, una delle tante che in questo periodo stanno caratterizzando l’industria navalmeccanica internazionale, avrebbe un valore complessivo id 1,8 miliardi di dollari e, sempre in base alla ricostruzione fornita dalla Reuters, susciterebbe serie preoccupazioni a Bruxelles per gli effetti che avrebbe sulla concorrenza nel settore. La nuova entità che si creerebbe a valle del merger sudcoreano sarebbe infatti la prima al mondo per quota di mercato, con il 21%.

Il deal, che necessita del via libera delle authority antitrust (oltre a quella europea) di Corea del Sud, Cina e Giappone (il Kazakistan ha già dato la sua ‘luce verde’), era stato comunicato alla DG Competition lo scorso gennaio e formalizzato a Seoul nel marzo successivo con la firma di un protocollo che prevede che la Korea Development Bank (KDB) ceda a Hyundai il suo 55,7% di Daewoo, ricevendo in cambio azioni di nuova emissione di Hyundai per un controvalore di 1,3 miliardi di dollari, a cui si aggiungerà un estensione della linea di credito da parte di KDB in favore di Daewoo per 880 milioni di dollari.

Come da prassi, Bruxelles si era riservata un periodo di tempo per compiere una prima valutazione dell’operazione e decidere se procedere o meno con l’apertura di un’indagine approfondita. La scadenza, per comunicare l’esito di questa procedura preliminare, è fissata per il 17 dicembre prossimo, ma secondo le informazioni raccolte dalla Reuters ormai il dado è tratto: la deep investigation ci sarà.

L’esito, comunque, non è scontato, anche se difficilmente Bruxelles darà un via libera senza condizioni al termine dell’investigazione. In ogni caso, Hyundai porterà a sostengo della sua tesi un riferimento a quanto sta succedendo in Cina, dove le autorità di Pechino solo pochi giorni fa hanno annunciato la nascita di China Shipbuilding Group, frutto della fusione tra i due colossi navlameccanici statali China Shipbuilding Industry Company (CSIC) e China State Shipbuilding Corporation (CSSC). Un’evoluzione a cui i competitor devono per forza reagire, spingendo un processo di concentrazione che ha varie ragioni, dal sempre maggiore potere contrattuale dei liner all’eccesso di capacità produttiva che affligge in questo periodo la cantieristica navale, almeno sul versante cargo. Situazione che anche in Giappone, come noto, ha spinto due delle principali aziende nazionali del settore, Imabari Shipbuilding e Japan Marine United, a valutare una possibile partnership azionaria.

Va detto però che la DG Competition non sta riservando questo trattamento solo ai cantieri asiatici: la stessa attenzione è infatti focalizzata anche su un deal tutto europeo, ovvero l’acquisizione del controllo di Chantiers de l’Atlantique (ex STX France) da parte di Fincantieri, operazione anch’essa sottoposta ad un’indagine approfondita da parte di Bruxelles.

 

F.B.

TAG : cantieri
Stampa