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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/09/17 15:09

Crociere nel mirino degli ambientalisti

Secondo l’associazione tedesca NABU e l’italiana Cittadini per l’Aria l'inquinamento causato dalle navi da crociera è ancora enorme

Malgrado i proclami su nuove navi verdi e pulite i progressi compiuti dalle compagnie crocieristiche nella riduzione dell'inquinamento atmosferico sarebbero scarsi.

A sostenerlo è la storica associazione ambientalista tedesca NABU, che ha pubblicato “la classifica delle navi da crociera 2017”, resa nota in Italia dai colleghi di Cittadini per l’Aria. Risultati accettabili, “grazie all'installazione di catalizzatori per gli ossidi di azoto”, solo per Hapag Lloyd e Tui Cruises secondo le due associazioni, che hanno invece criticato duramente “i leader del settore, Costa, MSC e Royal Caribbean, che offrono ben poco per dimostrare di preoccuparsi per l'ambiente e la salute di persone che vivono nelle città di porto, lavorano o vanno in vacanza su queste navi”.

“La mancanza di interventi da parte di Costa, MSC e Royal Caribbean per migliorare le prestazioni ambientali della loro attività mette a rischio i loro stessi clienti, i residenti delle città di porto e il clima. Siamo anche delusi dal greenwashing messo in atto da Aida Cruises. Non sono riusciti mantenere la loro promessa di investire in filtri per il particolato per l’intera flotta” ha dichiarato il Ceo di NABU, Leif Miller, cui ha fatto eco Dietmar Oeliger, responsabile della politica dei trasporti di NABU: “L'anno scorso il settore aveva fatto sapere che 23 navi avrebbero installato filtri per il particolato carbonioso (black carbon), mentre risulta che neppure un singolo filtro stia attualmente funzionando”.

Oltre alle accuse tecniche, NABU e Cittadini per l’Aria stigmatizzano un presunto atteggiamento di rifiuto del dialogo e scarsa trasparenza: “Nessuna delle compagnie di crociera ha risposto al semplice questionario stilato e inviato loro per accertare i progressi ambientali in questo settore mentre CLIA, l'Associazione internazionale dell'industria crocieristica,  ha risposto con un commento vago affermando di aver preso in seria considerazione il problema” ha spiegato Anna Gerometta, presidente dell’organizzazione italiana, fornendo alcuni dati (non circoscritti all’ambito crocieristico) sull’incidenza di alcune malattie nelle popolazioni residenti presso i porti: “A Civitavecchia è stato stimato un incremento del 51% del rischio di morte per malattie neurologiche e del 31% per tumore al polmone fra la popolazione residente entro i 500 metri dal perimetro dal porto”.

Secondo la nota delle due associazioni “una nave da crociera di medie dimensioni brucia fino a 150 tonnellate di carburante al giorno, emettendo un numero di particelle paragonabile a un milione di automobili. Le emissioni dei motori diesel come quelli impiegati sulle navi da crociera sono classificate cancerogene dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste emissioni causano inoltre diverse gravi malattie polmonari, cardiovascolari e danni al sistema neurologico”.

Per queste ragioni Cittadini per l’Aria chiede un divieto generale di utilizzo di olio combustibile pesante, il passaggio a carburanti più puliti e norme che impongano l'installazione di filtri di particolato e catalizzatori SCR su tutte le navi. E ha scritto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiedendogli di attivarsi per l’istituzione di una zona ECA (Emissions Control Area) nel Mediterraneo.

Nabu ranking AMzoom

 

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