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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/12/19 17:57

SIOT è il primo generatore di traffico per il porto di Trieste

Presentato uno studio sull’impatto economico della società, che ogni anno scarica 40 milioni di tonnellate di greggio e lavora 500 navi nello scalo giuliano

SIOT genera un impatto economico sul territorio del Friuli Venezia Giulia pari a circa 3 volte il suo fatturato e, come terminalista portuale, è il maggior generatore di traffico dello scalo di Trieste.

Secondo uno studio commissionato dalla società parte del gruppo TAL, che gestisce sia il terminal portuale triestino che la tratta italiana dell’Oleodotto Transalpino (infrastruttura tramite cui viaggia il greggio destinato a soddisfare il 90% del fabbisogno energetico dell’Austria, il 40% della Germania e il 50% della Repubblica Ceca), alla MIB Trieste School of Management, infatti, SIOT nel 2018 ha totalizzato un fatturato di 84,5 milioni di euro a fronte di un impatto generato sul territorio in cui opera compreso tra 246,9 e 282,3 milioni di euro.

In ambito strettamente portuale (da cui deriva il 9% del fatturato dell’azienda, mentre il resto è collegato a prestazioni effettuate in Friuli Venezia Giulia per clienti austriaci e tedeschi), SIOT – si legge nel report, presentato dal Presidente del gruppo TAL, Alessio Lilli, alla presenza del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del Presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci – scarica oltre 40 milioni di tonnellate di greggio l’anno, e gestisce circa 500 navi all’anno rendendo il porto di Trieste il principale scalo petrolifero del Mediterraneo. Numeri che fanno della controllata del gruppo TAL (a sua volta partecipato da 10 aziende petrolifere ed energetiche internazionali) il maggior generatore di traffico portuale dello scalo triestino.

“L’obiettivo che l’azienda si è posta in questo contesto – ha spiegato Lilli, illustrando i risultati dello studio – è quello di quantificare, e quindi rendere visibile, l’apporto economico creato dalla SIOT a vantaggio del territorio. Il progetto, infatti, nasce dalla volontà di veder restituiti da uno studio autorevole, sviluppato con metodo scientifico, numeri di sintesi in grado di contestualizzare nel dettaglio il ruolo e il valore economico dell’azienda per Trieste e per Friuli Venezia Giulia”.

Nel dettaglio, lo studio ha preso in considerazione l’impatto diretto, costituito nel 2018 dagli 84,5 milioni di euro di fatturato di SIOT (che occupa 580 persone tra lavoratori diretti e indotto), a cui è stato aggiunto l’impatto indiretto, costituito dalla somma degli acquisti generati dai fornitori di SIOT presso il sistema economico regionale, come conseguenza della presenza e dell’attività della società (ma non da questa direttamente effettuati), e che presenta un valore pari a 122 milioni di euro. La somma di questi due valori, pari a 206,5 milioni, va per l’88% a vantaggio di realtà economiche in Friuli Venezia Giulia, il restante 12% crea valore nel resto d’Italia. Infine i ricercatori della MIB hanno aggiunto il calcolo dell’impatto indotto, che consiste nell’effetto sul territorio determinato dalle spese effettuate dai percettori di reddito da lavoro e da capitale, generato direttamente e indirettamente da SIOT, stimato in un range compreso tra 40,4 e 75,8 milioni di euro.

 

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