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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/01/22 16:24

Grimaldi: depositi chimici a Ponte Somalia “scelta scellerata”

L’armatore annuncia la volontà di percorrere tutte le possibili vie legali per stoppare questa decisione e critica il voto favorevole in commissione consultiva del CEO di GNV Catani

Dopo aver mandato avanti il Vicepresidente di ALIS Marcello Di Caterina – che aveva addirittura paventato un “rischio Beirut” (il richiamo è alla spaventosa esplosione che nell’agosto 2020 aveva causato oltre 200 vittime nel porto libanese) – il gruppo Grimaldi si è esposto direttamente, ribadendo con parole altrettanto nette la propria contrarietà alla ricollocazione dei depositi chimici di Superba e Carmagnani dall’attuale sito di Multedo al bacino portuale di Sampierdarena, su un’area di Ponte Somalia oggi parte del Terminal San Giorgio, società del gruppo Gavio di cui la corporation marittima partenopea è il principale cliente. E non risparmiando una stoccata al CEO di GNV Matteo Cattani, il cui voto favorevole a questa soluzione in commissione consultiva sarebbe stato “interessato” (ovvero dettato dalla volontà di togliere spazio a un concorrente).

L’iter avviato nelle scorse settimane dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale – con l’appoggio del Sindaco di Genova Marco Bucci, principale sponsor di questa operazione – per ricollocare gli impianti ha suscitato non poche perplessità in diversi operatori del cluster portuale e logistico, ma quella di Grimaldi è sicuramente, tra le voci contrarie, quella di maggior ‘peso’. Specie ora che a parlare è stato in prima persona Emanuele Grimaldi, CEO del gruppo, ex Presidente di Confitarma e Presidente ‘in pectore’ dell’ICS (International Chamber of Shipping), l’associazione mondiale degli armatori.

Interloquendo con l’agenzia Ansa, Grimaldi ha ribadito di ritenere lo spostamento di Superba e Carmagnani a Ponte Somalia, “un problema enorme per quanto ci riguarda ed enorme per il trasporto”, e di giudicare questa opzione contraria “agli interessi di tutti, della città, della sicurezza, delle grandi isole che sono servite dalle nostre navi attraverso il terminal San Giorgio”.

Grimaldi alterna nelle sue argomentazioni temi relativi alla sicurezza e problematiche connesse ai danni che le sue attività e quelle del relativo indotto patirebbero in conseguenza di una riduzione degli spazi assentiti in concessione al terminal del gruppo Gavio.

Nella prima casella è infatti da inscrivere l’affermazione secondo cui “portare al centro di un porto e una città depositi e traffici di prodotti chimici infiammabili potrebbe essere una scelta scellerata”,  mentre afferisce alla seconda categoria il riferimento alle autostrade del mare “che permettono la continuità territoriale verso la Sicilia e la Sardegna, quindi di un interesse nazionale che meriterebbe attenzione, anche al di là di quella che meriterebbe un armatore italiano che opera con navi italiane e occupa 15 mila persone nel mondo”.

L’attacco su due fronti prosegue, con l’armatore che sostiene come “queste cose” (i depositi di prodotti chimici; ndr) si dovrebbero “mettere in sicurezza in zone lontane dai grandi traffici e dall’abitato” per poi ricordare che, con le sole autostrade del mare operate a Terminal San Giorgio il gruppo sottrare “ben 150 mila camion e 50 mila auto dalle autostrade a terra” e aggiungere che “lo spazio che oggi ospita le nostre navi è appena sufficiente” e ora “levano altri 70 mila metri quadrati al terminal”.

Ma Grimaldi dalle parole è già passato ai fatti, rivelando di aver scritto al Ministero dei Trasporti, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (a cui peraltro compete la decisione sull’ammissibilità della procedura di Adeguamento Tecnico Funzionale avviata da Palazzo San Giorgio ed essenziale per procedere con la ricollocazione dei depositi; ndr) e alla Capitaneria di Porto, chiedendo di bloccare l'operazione: “Finora nessuna risposta ufficiale. Impugneremo tutte le decisioni, quello che si può fare per legge lo faremo, fino in fondo”.

Infine, lo sfogo dell’armatore partenopeo si conclude con una stoccata al ‘collega’ Matteo Catani, CEO di Grandi Navi Veloci (gruppo MSC) e rappresentante della categoria nella commissione consultiva dell’authority, che “ha votato a favore del provvedimento, quindi a favore di levare spazi a un concorrente”.

 

F.B.

TAG : porti
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