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11/05/22 11:37

Via libera del Commissario: ripartono i lavori sulla Torino-Lione

Mentre nella tratta italiana di competenza RFI possono riprendere i progetti della linea ferroviaria AV, nella sezione francese parlano le ruspe e si festeggiano i p rimi 10,5 km del tunnel di base

di Andrea Barbieri Carones

 

Eppur si muove. Dopo 450 anni, l’aforisma di Galileo Galilei torna attuale in riferimento alla tratta ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione, infrastruttura pensata negli anni ’90 e progettata a partire dai primissimi anni Duemila.

Un’opera strategica, parte del programma di reti transeuropee TEN-T e pure pomo della discordia che ai lavori col piccone ha visto alternarsi proteste sopra le righe, ricorsi e stop.

Ebbene: la notizia è che il Commissario Straordinario Calogero Mauceri, il quale sovrintende tutto l’iter che porterà alla realizzazione dell’opera, ha dato il via libera al completamento di un progetto molto articolato, che si era fermato alla fine del 2017 quando il Cipe aveva recepito l’informativa sulla “Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale e sullo sviluppo della progettazione definitiva nell’ambito di una project review e con riduzione dei costi”.

Per rallentare – se non bloccare – quest’opera, ci aveva messo del suo anche il MinistroM5S  Danilo Toninelli, contrario allo scavo e promotore di un’analisi sui costi-benefici.

Detto e fatto: l’11 febbraio 2019, la commissione presieduta dall’analista ‘di casa’ Marco Ponti diede sostanzialmente parere negativo.

Ma ora, con la firma apposta dal Commissario, riprendono dunque le ‘danze’ (la progettazione) nel tratto tra Avigliana e Orbassano, nella tanto chiacchierata Val di Susa a ovest di Torino e prima della galleria di base vera e propria.

Proprio a Orbassano, comune a sud ovest del capoluogo piemontese, sono partiti i lavori di ampliamento della piattaforma logistica che, nel giro di due anni diventerà un grande interporto da 100.000 metri quadrati, porta occidentale di accesso alle merci in ingresso in Italia.

Intanto, mentre in Italia parlano i timbri e le carte bollate, nel versante occidentale delle Alpi parlano le ruspe e i colpi di piccone.

A Saint-Martin-la-Porte, in Val Maurienne (circa 100 km in linea d’aria a ovest di Torino e 170 a est di Lione), da qualche giorno è terminato lo scavo dei primi 10,5 km del tunnel di base di questa opera strategica. E prima parte della galleria da 57,5 km.

L’ultima parete di roccia è caduta sotto lo sguardo di ingegneri e maestranze, soddisfatte della puntualità nei lavori e nel rispetto dei costi preventivati.

Si tratta del secondo cantiere dei lavori definitivi dell’opera che si conclude nel rispetto dei tempi e dei costi, dopo quello per la realizzazione del portale d’ingresso a Saint-Julien-Montdenis (una decina di chilometri più a est) terminato nell’autunno 2021.

Contemporaneamente, sono iniziati i lavori, assegnati a luglio 2021, per completare il tratto francese del tunnel in cui passeranno i treni. Ad oggi sono oltre mille le persone impegnate nei 10 cantieri dell’opera attivi nei due Paesi.

Nei prossimi anni i cantieri vedranno al lavoro oltre 4mila persone.

Il progetto della TAV tra Torino e Lione divide la linea ferroviaria in tre parti.

Quella principale è la sezione transfrontaliera, che copre il tratto tra Susa/Bussoleno (in Italia) e il citato comune francese di Saint-Jean de Maurienne. Questa tratta è di competenza del promotore pubblico italo-francese TELT, è lunga 65 km, di cui 57,5 km in galleria, e prevede la creazione di due ‘canne’ separate tra loro e unite ogni 300 m. La nuova galleria trasforma l’attuale linea di montagna in una ferrovia di pianura, dando maggiore competitività al trasporto su rotaia.

Il costo preventivato è di 8,6 miliardi di euro con termine dei lavori nel 2030.

L’opera è finanziata al 40% dall’Unione Europea, al 35% dall’Italia e al 25% dalla Francia.

A ovest di questa tratta, c’è la sezione francese a cura di SNCF (le ferrovie transalpine).

Ad est, i lavori sono in capo a RFI che costruirà la sezione tra Susa e Torino. Quello autorizzato dal Commissario Mauceri è quindi solo una parte (circa 15 km) del segmento italiano.

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