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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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02/02/09 22:10

Zamponi (So.Ge.I) solleva in alto la cultura marittima

In attesa di lavori marittimi l’imprenditore ha dedicato a spettacoli e mostre l’imponente pontone galleggiante Langer Heinrich, dalla vita quasi centenaria

Ha smarrito la sua funzione primigenia, ma a distanza di quasi cent’anni dalla nascita, è sempre in attività. La gigantesca gru Langer Heinrich dal nome Maestrale che fa bella mostra di sé ai bacini di riparazione del porto di Genova oggi è diventata testimone di importanti manifestazioni culturali e spettacoli teatrali.
Costruita nel 1915 per volontà della marina militare tedesca, a Bremerhaven, essa è diventata un esempio particolarmente interessante dell’evoluzione tecnologica del secolo scorso con peculiarità ben precise: maggior capacità di sollevamento, possibilità di roteare su se stessa e di inclinare il suo braccio. Grazie a tali prerogative divenne subito operativa nel settore  della costruzione di navi.
Si tratta di una gru a torre, con traliccio d’acciaio, collocata su piattaforma girevole a 360°, con braccio inclinabile dotato di tre argani su carrello e con portata massima di 250 tonnellate che raggiunge un’altezza di 84 metri con il braccio alzato, mentre con braccio abbassato è alta 56 m.
La gru, nonostante il peso, si può affiancare agli scafi in costruzione già varati e può posare componenti già assemblati a terra con molta delicatezza e precisione; grazie a queste qualità fu impiegata a fondo durante gli anni della prima guerra mondiale, partecipando a svariati lavori marittimi, negli arsenali per la costruzione o demolizione di navi, nei porti per le operazioni di carico e scarico delle merci o a largo per il recupero dei relitti sommersi.
La Langer Heinrich, finita la prima guerra mondiale, partecipò al disarmo della navi tedesche e subito dopo riprese il lavoro di ricostruzione della marina militare, sfuggendo ai bombardamenti del secondo conflitto prima di essere requisita dagli Stati Uniti.
Molti anni dopo nel 1985, dopo aver vissuto fondamentali passaggi della storia mondiale, la gigantesca gru arriva in Italia acquistata dal gruppo Coe&Clerici e, rinominata Maestrale, viene posizionata in Sardegna, nel porto di S. Antioco (Sassari) per scaricare il carbone.
Ma è proprio oggi che acquista il proprio valore fondamentale: testimonianza storico-architettonica.
Nel 1990 approda a Genova, diventa proprietà dell’armatore Alessandro Zamponi della società So.Ge.I che  tuttora la ritiene un prezioso valore storico da conservare.
La grande macchina vaglia un altro traguardo nel 2002 quando viene vincolata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come “bene culturale di archeologia industriale” e da questo momento la società armatrice, con la collaborazione della PSAEL, imposta diverse attività di valorizzazione del mezzo dopo che lavori di conservazione e di restauro da parte del cantiere Gino Gardella, presieduto da Massimo Messina, iniziati nel 2005, vengono terminati nel 2008. Un’impresa definita dal cantiere “non semplice” in quanto si è trattato di un intervento unico nella tipologia e nelle dimensioni; ma grazie ad essa oggi la gru è ancora in grado di svolgere il lavoro per cui era nata.
Il mezzo prevede tutt’ora l’alloggiamento per 21 uomini, suddiviso tra una tuga in coperta e due locali sottocoperta, composto da cabine singole e multiple, servizi igienici, lavanderia, cucina, sala pranzo, ufficio, cambusa, depositi.
Insomma, un autentico monumento della tecnica che si trova ormeggiata, quando non esce in mare, su un pontone galleggiante nel porto di Genova a Calata Gadda.
La gru è realizzata in profilati e lamiere di acciaio chiodati, gli argani per la movimentazione dei carichi sono in ferro forgiato, le cabine di controllo hanno struttura in acciaio tamponata con listelli di legno originali. Lo scafo in acciaio del pontone misura quasi 50 metri di lunghezza, 30,5 di larghezza e 5 m di altezza, con immersione massima di 3,18 m per una stazza lorda di 2.393 tonnellate.
È dunque un mezzo di grande pregio e rarità, per la sua vetustà, per lo stato di conservazione e per le tecniche di costruzione, testimonianza non comune della tecnologia navale del secolo scorso; altre gru galleggianti sono conservate all’aperto presso alcuni musei navali esteri, ma sono di dimensioni ben inferiori.
Come detto, Maestrale si differenzia anche perché da qualche anno è al centro di importanti manifestazioni culturali, spettacoli teatrali e visite guidate.
Nel 2004, in occasione delle manifestazioni per “Genova capitale Europea della cultura” fu allestita la mostra fotografica “La gru galleggiante. Una testimonianza di archeologia industriale per la storia dei lavori marittimi”, molto gradita dal pubblico (venne visitata da ben tremila persone nella sola settimana di apertura) e non meno gradita fu la visita guidata dal titolo “Merci, lavoro e attrezzature del porto di Genova” realizzata nella VI e VII “Settimana della Cultura”.
Negli anni successivi sono stati organizzati spettacoli teatrali a cura della compagnia teatrale Teatro Cargo; gli spettatori, ospiti a bordo e coinvolti nelle azioni sceniche, furono affascinati, sia dal contenuto del testo sia per la scenografia di una nave speciale del 1915.

Elisabetta Cantalini

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