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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/05/19 08:37

Una banca marittima tra le Alpi svizzere

Decolla il Propeller Club di Lugano con la presentazione ai Soci del nuovo membro Cornèr Bank

Lugano – Entra a pieno regime l’attività del Propeller Club di Lugano, costituito lo scorso anno.

Dopo il primo meeting ufficiale tenuto a inizio 2019, il Presidente Michel’angelo Piccinini ha organizzato al ‘fantasmagorico’ locale Metamorphosis presso Palazzo Mantegazza, Riva Paradiso, dotato di una high-tech conference room, una serata conviviale sulla falsariga di quello che, come per gli altri Chapter che sono parte del consesso internazionale, dovrebbe essere lo standard abituale in termini di format.

L’avvocato genovese, che da anni ha eletto la piazza finanziaria e di trading ticinese come suo ulteriore domicilio professionale, tra i primi promotori dell’iniziativa che intende coagulare il cluster marittimo (finora un poco ‘slegato’) con interessi di business su Lugano – aderiscono infatti al Club anche soci di Lugano, Amburgo, Ginevra, Zugo, e forse prossimamente anche dall’Italia, che ha manifestato interesse ha partecipare – ha tenuto i lavori come perfetto master of ceremonies, esprimendosi in un inglese oxfordiano (la lingua britannica è quella ufficiale prescelta per onorare anche i non Italian-speaking members).

“Siamo ufficialmente diventati 31 membri (alla precedente riunione erano 27, ndr) con gli ultimi ingressi, ma sono convinto che vi sia molto spazio per crescere ancora” ha esordito Piccinini, approfittando dell’occasione per presentare il sito interattivo del Club (appena realizzato), di sicuro appeal, e consegnando ai membri di più recente adesione il certificato di appartenenza, prima di cedere la parola all’ospite di onore della serata.

Molto apprezzata dal pubblico di soci (una trentina circa i partecipanti) anche la presentazione della propria attività aziendale da parte di Vittorio Cornaro, ultima generazione della famiglia che da quasi 70 anni gestisce una della maggiori banche in Canton Ticino, e da sempre la più vicina allo shipping tra quelle elvetiche.

Le radici di Cornèr Bank affondano a Lugano nel 1945, quando la cittadina era poco più di un villaggio di pescatori placidamente adagiato sul Lago Ceresio, con attività finanziaria assai debole e poca economia ‘viva’.

“Mio nonno Vittorio, di origine bergamasca, venne inviato qua col preciso compito di chiudere una filiale del Banco di Roma, che evidentemente non dava troppe soddisfazioni ai suoi azionisti, tra cui il principale (col 51%) era lo IOR Istituto di Opere di Religione del Vaticano. Con una certa lungimiranza, capì che si poteva fare qualcosa; dunque decise di rilevare la banca, assumendo quasi tutti i dipendenti, e nel 1952 fondò la nostra prima sede in Via Nassa, in un palazzo ancora oggi esistente per altre attività” ha spiegato l’imprenditore, che da metà 2016 è diventato numero uno aziendale.

Ma come si spiega una banca dello shipping tra le Alpi?

“La risposta è semplice, e si deve ad un viaggio che fece mio padre a Napoli, dove scoprì l’esistenza del filone dello shipping finance, che l’appassionò così tanto che nel 1956 la nostra banca diede vita ad una costola dedicata allo shipmanagement, che ancora oggi sussiste, seppure scorporata dal nostro gruppo quale spin-off”.

Stiamo parlando della Navimar, di cui è attualmente titolare Nicola Frandoli, specializzata in dry bulk tonnage.

Alla morte del nonno nel 1992 le redini vennero prese dal padre Paolo, che era entrato in banca nel 1980, fino al recente cambio di timone tre anni fa a favore del figlio Vittorio, a sua volta entrato nell’azienda di famiglia nel 2004, col padre che mantiene il ruolo di Presidente del CdA.

“Continuiamo a mantenere tale impronta artigianale, che ci ha finora premiato, anche se i nostri achievement sono stati notevoli. Siamo stati tra i fondatori del circuito VISA nel 1970 nell’ambito di un consorzio costituito da banche internazionali.

Abbiamo una raccolta in costante crescita, da 4,435 miliardi di franchi nel 2010 a quasi il doppio, esattamente 8,208 miliardi lo scorso anno; e per il quarto anno di fila siamo stati riconosciuti come la migliore banca della Svizzera per solidità patrimoniale, in base alle statistiche pubblicate da The Banker a luglio 2018. Si tratta di una conferma decisamente importante da parte del noto periodico finanziario inglese edito dal Gruppo Financial Times, che, analizzando e comparando i dati di bilancio delle prime mille banche mondiali, dal 2015 mantiene inalterato questo eccellente risultato per Cornèr Banca. Il perdurare di tale posizionamento in cima alla lista della banche svizzere più solide corrobora la validità della politica di gestione delle attività e di dotazione di capitale proprio” ha rimarcato il CEO di una società che oggi ha 1.319 addetti ripartiti nelle diverse sedi: il Gruppo è composto dalla casa madre Cornèr Banca SA di Lugano, dalle 4 succursali di Chiasso, Ginevra, Locarno e Zurigo, dalle affiliate Cornèr Bank (Overseas) Limited, BonusCard.ch SA, Cornèrcard UK Ltd, Diners Club Italia S.r.l. e Dinit d.o.o., con filiali a Nassau (Bahamas), Londra, Vaduz (Lichtenstein), Milano e Isola (Slovenia), e - mantenendo la piena indipendenza - è attivo nell'intera gamma dell’offerta bancaria tradizionale, con una specializzazione nei settori del Private Banking, del finanziamento, delle carte di pagamento Visa, Mastercard e Diners Club e del trading online, operando sul mercato nazionale in qualità di banca ‘universale’, mentre la presenza sui mercati internazionali è finalizzata a diversificare ed ampliare l’offerta di prodotti e servizi, con un'attività focalizzata sul private banking. L’ultimo esercizio del Gruppo Cornèr Banca si è chiuso in linea con gli anni precedenti. I ricavi sono aumentati a 418,0 milioni di franchi (+0,2%), mentre l’utile netto si è attestato a 53,6 milioni (56,3 nel 2017).

“Il nostro coinvolgimento nello shipping è dedicato all’85% al ramo dei carichi secchi, prevalentemente a navi di media e piccola stazza, mentre ci teniamo alla larga dal settore dei carichi liquidi, che reputiamo più rischioso, memori della lezione che ha avuto il settore marittimo dopo il disastroso caso della Exxon Valdez a fine anni ‘80, come pure a quello dei container, dove girano navi troppo grandi per la nostra filosofia di money lending, e delle passeggeri” ha precisato ancora Cornaro. “Possiamo finanziare sino all’80% del capitale sulle newbuildings e sino al 55% di quelle second hand come regola generale. Ma siamo attivi anche nel trading, così importante come branca economica qua a Lugano e in tutta la Svizzera: acciaio, ferro e carbone sono le nostre commodities preferite, mentre non trattiamo il petrolio”.

 

Angelo Scorza

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