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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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03/12/19 10:14

Un 2020 ancora incerto per lo shipping globale

Fitch assegna al settore un outlook negativo ed esprime scetticismo anche rispetto al fenomeno della concentrazione verticale tra operatori

Nonostante stia riscontrando una gestione più accorta della capacità (e dei suoi incrementi) da parte delle compagnie marittime di tutti i segmenti, Fitch ha assegnato un outlook negativo al settore dello shipping anche per il 2020. Una decisione che spiega di avere preso tenendo conto delle previsioni di rallentamento della crescita globale e di una valutazione complessiva dei rischi, che la porta a tendere al pessimismo.

Secondo l'agenzia di rating, infatti, se anche ora si allentasse la tensione tra Stati Uniti e Cina, sulla domanda di trasporto continuerebbero a pesare dinamiche globali come l'incertezza legata alla Brexit, l'atteso calo della crescita del PIL della stessa Cina, cui si aggiungerebbero quelle proprie del settore come l'incremento dei costi (operativi o legati a investimenti) dovuto all'entrata in vigore di IMO 2020 (cui tra l'altro, secondo Fitch, la maggior parte degli operatori si adeguerà tramite l'acquisto di fuel a basso tenore di zolfo). Secondo l'agenzia infatti gli operatori non riusciranno a spostare sulle spalle della clientela la totalità dei costi extra legati gli adeguamenti alla normativa.

Nel dettaglio, Fitch stima comunque una crescita del 2,5% nei volumi del trasporto via mare di container per il 2020, un dato positivo e superiore anche a quello del 2019 ma che viene salutato senza particolare soddisfazione poiché comunque molto al di sotto della media del 4,5% osservata negli ultimi 8 anni. Detto questo, la capacità di gestione della capacità del settore container sarà più efficiente poiché nel complesso questa crescerà del 3,3% (contro il 3,6% del 2019), e il suo andamento contribuirà a tenere stabili le rate di nolo. Il segmento dry vedrà invece, secondo Fitch, un incremento della domanda di circa il 3% nei volumi, circa 1,5 punti percentuali in più rispetto al 2019, una crescita legata a un aumento del trasporto di minerale di ferro (calato di molto quest'anno), carbone, granaglie e acciaio. La capacità netta risulterà in aumento, secondo le stime, del 3% (nel 2019 la crescita era del +2,7%), e intercetterà l'incremento della domanda di trasporto. Relativamente al segmento liquid, Fitch prevede che nel 2020 l'offerta di capacità di navi cisterna cresca del 2,5% a fronte di una domanda in aumento del 2,5%, e che dunque si andrà verso un miglior bilanciamento tra le due, ma su questo mercato resta ,forte più che sugli altri, il rischio dovuto alle tensioni geopolitiche che potrebbero avere un significativo impatto negativo.

Su tutto il settore nel complesso inoltre, come detto, incombe una minaccia globale, che secondo Fitch si riassume sotto la voce Protezionismo, definito “potential disrupting factor”. In sostanza, “il principale rischio per il trasporto marittimo è che le misure protezionistiche si trasformino in una prolungata guerra commerciale, danneggiando le prospettive di scambio e crescita del PIL globali”.

Fitch ha poi dedicato anche una parte della sua analisi ai processi di concentrazione nel settore. Se quelli in senso orizzontale, tra compagnie marittime di trasporto container, sono ritenuti ormai al capolinea (tra operatori di grandi dimensioni appaiono “improbabili”, perché in grado di produrre “pochi benefici di scala”), riguardo quelli di concentrazione verticale – che in questo momento si sostanziano nello sbarco 'a terra' delle compagnie, per rilevare operatori e attività logistiche - l'agenzia esprime un certo scetticismo. In sostanza l'agenzia sostiene che gli effetti economici positivi sperati dagli operatori non sono certi, poiché “la capacità delle compagnie di navigazione di generare flussi di cassa stabili attraverso l'integrazione verticale potrebbe essere compensata (negativamente, ndr) dalla natura competitiva e frammentata dei mercati logistici”

F.M.

TAG : Dal mercato
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