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19/11/20 13:15

“Troppi contatti”, rinviato l’annual meeting di Assarmatori

Il presidente Messina ha fatto in tempo a chiedere sgravi contributivi per i marittimi italiani impiegati su navi comunitarie e a riconoscere al Governo attenzione al settore marittimo

Stefano Messina intervistato dal giornalista Marco Frittella, prima che il collegamento si interrompesse

L’anno scorso, per il primo annual meeting, Assarmatori era riuscita a riempire tutta la sala convegni di un lussuoso albergo nel quartiere Parioli di Roma. Quest’anno l’evento doveva andare in scena on line per i ben (tristemente) noti motivi, eppure anche questa volta, secondo quando comunicato dagli organizzatori, la platea virtuale è stata piuttosto numerosa. Tant’è che il server è andato offline dopo appena un paio di domande del giornalista Marco Frittella al presidente Stefano Messina. “Ci scusiamo per l’interruzione dei lavori. Una eccezionale affluenza di collegamenti ha causato un crash del sistema di rete. L’evento con nostro rammarico è rinviato (al prossimo 26 novembre, ndr). Buon lavoro a tutti”, il messaggio degli organizzatori. Rimandato il colloquio integrale con il numero uno dell’associazione e la successiva tavola rotonda, cui avrebbero dovuto prendere parte fra gli altri i governatori Giovanni Toti e Massimiliano Fedriga, il Comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Pettorino, il presidente di MSC Crociere Piefrancesco Vago.

Stefano Messina, tuttavia, ha fatto in tempo a delineare alcuni indirizzi di sicuro interesse, che avrebbero dato avvio ad una discussione avvincente. A partire dalla richiesta di includere i marittimi italiani impiegati si navi battenti bandiera comunitaria i benefici connessi al Registro Internazionale. “Sono indicazioni che ci arrivano dalla stessa Unione Europea – ha detto Messina - Gli sgravi contributivi sul costo del lavoro hanno permesso di invertire la tendenza negativa degli anni ottanta e di far crescere un’occupazione italiana che ora è tornata a stagnare.  Oggi l’unica possibilità di crescita dell’occupazione marittima italiana è legata alla possibilità dei nostri marittimi di lavorare sulle navi armate dalle imprese europee e battenti bandiere dell’Unione. Siamo convinti che questa modifica dell’impianto normativo porterà grandi sviluppi dell’occupazione”.

Messina ha poi riconosciuto al Governo, e nello specifico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di aver avuto “la giusta attenzione per il settore” in seguito alla pandemia, grazie a “interventi che hanno riconosciuto il trasporto marittimo come attività essenziale, che poi è uno degli obiettivi della nostra associazione”.

Nel piano di utilizzo del Recovery Fund sono previsti due miliardi per rinnovare e rendere green le flotte dei traghetti del corto (500 milioni) e lungo raggio (1,5 miliardi), oltre un miliardo per lo sviluppo del cold ironing (l’elettrificazione delle banchine) nei porti e 3 miliardi per lo sviluppo della mobilità a idrogeno. “Stanziamenti degni di un vero e proprio Piano Marshall per la flotta e ampliamento del regime del Registro rappresentano quindi – ha chiuso Messina – la grande, doppia, occasione per lo sviluppo del settore, visto che il solo traffico crocieristico impatta per 13 miliardi sull’economia italiana generando 120.000 posti di lavoro, e quindi l’innesco di un effetto moltiplicatore sull’economia del Paese”.

P.R.

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