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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/01/21 10:02

Traffico merci ‘guarito’ dal Covid, quello passeggeri ancora in prognosi riservata

I dati dell’Osservatorio voluto dal MIT mostrano una ripresa dei movimenti container, ro-ro e dei mezzi pesanti già nel primo semestre 2020, mentre per traghetti e crociere la luce in fondo al tunnel resta lontanissima

di Pietro Roth

Gli effetti del lockdown totale deciso dal Governo italiano per contenere la prima ondata pandemica di coronavirus (da inizio marzo a inizio maggio 2020) hanno avuto pesanti ripercussioni sia sul traffico marittimo passeggeri e merci, sia sugli spostamenti dei mezzi pesanti lungo la rete autostradale. Tuttavia l’andamento ha avuto una curva differente per le due tipologie: mentre i movimenti dei passeggeri sono rimasti nettamente al di sotto della media stagionale almeno sino a tutto luglio, quelli relativi alle merci hanno avuto una ripresa significativa già nel primo periodo estivo.

È quanto emerge – in estrema sintesi – dal report stilato dall’“Osservatorio sulle tendenze di mobilità durante l’emergenza sanitaria”, voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e relativo ai primi 6 mesi dell’anno scorso: clicca qui per scaricarlo in versione integrale.

“Dall’analisi condotta a partire dai dati messi a disposizione per le finalità dello studio dagli operatori multimodali nazionali, dalle Direzioni Generali del Ministero dei Trasporti, nonché dai database open source dei principali players nazionali ed interna-zionali della mobilità è stato possibile desumere i principali impatti che la diffusione del COVID-19 e le conseguenti politiche di regolamentazione/limitazione della mo-bilità hanno prodotto sulla domanda di spostamento (passeggeri e merci) e sulla sua ripartizione modale”, si legge nell’introduzione dello studio.

Viene rilevato come il traffico stradale di veicoli pesanti (merci) abbia subito una contrazione del 40÷50% nel periodo marzo-aprile 2020, recuperando quanto perso già a luglio 2020.

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Gli spostamenti su servizi marittimi, invece, hanno subito una riduzione della domanda passeggeri e merci leggermente differente rispetto a quella osservata per i servizi terrestri, con perdite sino al 90÷100% (10÷20%) nel periodo aprile-maggio 2020, per poi iniziare a crescere mostrando a luglio 2020 ancora una significativa riduzione del 20% della domanda passeggeri (del 100% per quella delle crociere); per contro, per le merci si osserva invece una ripresa quasi totale per i TEU e le tonnellate (-10% rispetto al 2019) ed un +20% per i traffici ro-ro, rispetto ad un analogo periodo del 2019.

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Per quanto riguarda nello specifico i servizi di trasporto marittimo passeggeri su traghetti, i dati evidenziano appunto un crollo sino al 100% nel periodo marzo-aprile-maggio, con ripresa non significativa a giugno e luglio. A tornare in territorio positivo in questi due mesi solo l’AdSP dello Stretto (per ovvi motivi di conformazione geografica) e quella del Mare Adriatico Orientale, ovvero il porto di Trieste. Non è certo una sorpresa, invece, il quasi totale azzeramento del traffico crocieristico fra marzo e luglio, così come il calo generalizzato della domanda merci nei porti italiani, eccezion fatta per Ravenna e per Gioia Tauro, che nei mesi più duri del lockdown invece hanno fatto segnare un considerevole aumento del tonnellaggio movimentato rispetto al 2019, anche se va ricordato come per lo scalo calabrese il 2020 possa essere considerato una sorta di ‘anno zero’.

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L’Authority guidata dal commissario Andrea Agostinelli in tutti i primi sei mesi dell’anno ha visto schizzare verso l’alto anche, di conseguenza, i numeri dei container movimentati: a febbraio era oltre il 100% rispetto all’anno precedente, ma il segno positivo è rimasto anche a marzo, aprile, maggio, giugno e luglio.
 

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