APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
08/02/20 19:46

Tirrenia interrompe il collegamento merci tra Napoli e Catania

Lo ha annunciato la compagnia alle società di trasporto: “Poco traffico, linea insostenibile economicamente”. Intanto CGIL, CISL e UIL proclamano sciopero per il prossimo 13 marzo contro la chiusura delle sedi di Napoli e Cagliari

Da lunedì prossimo, 10 febbraio, Tirrenia interromperà il collegamento merci ro-ro tra Napoli e Catania, una linea che era stata inaugurata nel giugno del 2018. Ad annunciarlo è stata la stessa compagnia di navigazione in una nota inviata alle società di trasporto: “Siamo costretti a interrompere l’esercizio alla luce della mancanza di traffico a sufficienza per sostenere economicamente la linea. Gli altri collegamenti marittimi proseguiranno come da programmazione”. La stessa compagnia ha ricordato come il collegamento fosse nato a suo tempo “su richiesta del mercato dell’autotrasporto e Tirrenia l’ha supportato con importanti investimenti”.

Una vicenda che si innesta in un momento assai delicato per il Gruppo che fa capo all’armatore Vincenzo Onorato. La stessa CIN-Tirrenia, la scorsa settimana, aveva confermato la volontà di chiudere le sedi amministrative di Cagliari e Napoli, trasferendo i lavoratori a Portoferraio, Livorno e Milano. Chiusasi in maniera negativa la procedura di raffreddamento prevista dalla normativa, FILT CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti hanno annunciato lo sciopero nazionale del personale navigante, amministrativo e di terra per il prossimo 13 marzo. Stop per l’intera giornata per il personale amministrativo e di terra, mentre quello navigante nei traghetti che collegano le isole maggiori e minori ritarderà di quattro ore la partenza delle navi, con esclusione delle linee e servizi essenziali.

“La società Tirrenia-Cin ha confermato la volontà di procedere con il processo di riorganizzazione, che prevede, intanto, la immediata chiusura delle sedi operative e amministrative di Napoli e di Cagliari. Una posizione che non trova alcun elemento di giustificazione, appare pretestuosa e provocatoria, oltre a essere finalizzata a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori gli effetti di una gestione discutibile”, scrivono in una nota CGIL, CISL e UIL.

Intanto, sempre con riferimento allo stesso gruppo armatoriale, da ieri Moby non sta effettuando il collegamento fra Santa Teresa e Bonifacio, ripreso dopo due giorni di stop obbligatorio per le condizioni meteo-marine. Questa volta lo stop al servizio è dovuto al fatto che il traghetto Giraglia, appena uscito dallo scalo sardo, ha urtato uno scoglio e, come riferiscono le cronache locali, è dovuto rientrare in banchina dove sono iniziate le operazioni di riparazione dello scafo. L’incidente non ha comportato feriti fra i passeggeri e l’equipaggio né sversamento di idrocarburi in mare.

Stampa