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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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03/12/18 12:41

Tirrenia in A.S. ricorre in tribunale contro la fusione Moby-CIN

I commissari della bad company incaricano due professionisti di contrastare il reverse merger con un’apposita azione giudiziaria

La fusione inversa fra Moby e Compagnia Italiana di Navigazione, come previsto, troverà sulla sua strada un possibile ostacolo perché i commissari i commissari straordinari di Tirrenia di Navigazione Spa in amministrazione straordinaria incaricati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Prof. Avv. Beniamino Caravita di Toritto, Dott. Gerardo Longobardi e Prof. Avv. Stefano Ambrosini) hanno ingaggiato due professionisti per contrastare in tribunale questa operazione. Lo si apprende dal sito della procedura di Tirrenia in A.S. dove, alla pagina “Amministrazione trasparente”, sono riassunti i diversi incarichi legali affidati e gli ultimi due (assegnati a un legale, il Prof. Bruno Inzitari, e a un commercialista, il Prof. Emanuele D’Innella) riguardano un giudizio ordinario civile presso il tribunale di Milano.

A confermare che si tratti di un incarico mirato a contrastare la fusione fra Moby e Cin è lo stesso Prof. Inzitari che a Ship2Shore spiega: “Il ricorso ci sarà e verrà presentato presso il Tribunale il Milano, poi decideranno i giudici. Non voglio entrare nei dettagli prima che venga presentato il ricorso ma verrà applicata la legge come sempre con competenza e giustizia. Si difenderà il credito di Tirrenia in A.S. perché con la fusione fra Moby e CIN si ritiene che questo credito possa essere minacciato”.

I commissari straordinari di Tirrenia in A.S. hanno infatti il compito di massimizzare i crediti esigibili collegati alla bad company creata quando l’ex compagnia di navigazione pubblicata è stata ceduta nell’estate 2012 a Moby e fra questi crediti figurano sia le rate di prezzo ancora dovute da Moby (180 milioni entro il 2021), sia le navi traghetto di Tirrenia (alcune delle quali potrebbero essere destinate alla vendita dopo la fusione) che costituiscono una garanzia reale. Il rischio, secondo i commissari, è infatti quello che fondendo le due società Moby e CIN in un’unica entità, i crediti vantati sugli asset esclusivamente di Tirrenia un domani si trasformino in crediti sulla flotta della ‘nuova CIN’ condivisi con altri pretendenti.

Si tratterà ora di capire se e in che modo questo giudizio avviato presso il Tribunale di Milano possa ritardare o mettere in stand by il progetto di fusione fra Moby e CIN perché nel business plan 2018-2023 allegato al progetto di fusione è espressamente scritto che “il perfezionamento dell’operazione risulta subordinato alla mancata opposizione da parte dei creditori di Moby e di CIN”. Condizione che, evidentemente, sembra non verificarsi.

Nicola Capuzzo

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