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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/03/19 09:27

Tassazione delle AdSP: procedura in stand-by fino alle elezioni europee

Rixi: “A breve incontreremo la Commissione per dialogare, ma non possiamo equiparare enti pubblici a società private”

Genova – Nella sua risposta, inviata alla Commissione Europea alcuni giorni fa, l’Italia ha semplicemente “difeso la sua posizione” in tema di tassazione delle Autorità di Sistema Portuale nazionali, questione sollevata da Bruxelles lo scorso gennaio.

Lo ha spiegato, a margine del convegno Italian LNG Summit 2019, organizzato a Livorno da OLT (la società che gestisce il locale rigassificatore) e Assocostieri, Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Replica italiana che ha già ottenuto un primo risultato: “La nostra rappresentanza diplomatica a Bruxelles ci ha appena informato che, sulla questione, la Commissione ha deciso di soprassedere fino a dopo le elezioni europee, e si è detta disponibile ad aprire un dialogo con l’Italia”. Con questo obbiettivo, ha aggiunto Rixi, “dovremo avere un incontro con i i rappresentanti della Commissioni prima delle elezioni”.

La strategia, secondo il Viceministro, deve essere impostata sul dialogo: “Nella nostra risposa abbiamo anche detto a Bruxelles che ci piacerebbe capire quale potrebbe essere, secondo loro, una via che consenta di contemperare entrambe le esigenze: quella di mantenere il controllo pubblico sui porti e quella di rispettare le norme europee. E' evidente, però – ha ribadito l’esponente leghista – che non possiamo accettare che un ente pubblico non economico venga equiparato ad una società di tipo privato”.

Dialogo quindi, anche se l’Italia metterà dei paletti, a partire da quello a ‘difesa’ della natura pubblica dei porti italiani. Sembra però allontanarsi l’ipotesi di uno scontro frontale con la Commissione, che pareva invece quella più probabile all’indomani della decisione di Bruxelles.

“C’è chi vorrebbe a prescindere impugnare la cosa e andare per vie legali – ha ammesso il Viceministro – ma temo che questo potrebbe causare un blocco degli investimenti nei porti italiani. Il tempo della magistratura, non solo in Italia ma anche in Europa, non è quello dell'economia quindi nel momento in cui ci sono rinnovi di concessioni e non si sa come va a finire la cosa, non è detto che si crei un clima sereno nei nostri confronti”.

Tutto rimandato quindi al vertice tra Governo italiano e Commissione, la cui data non è ancora stata fissata ma che si terrà comunque prima delle elezioni europee: fino a quel momento la procedura avviata da Bruxelles (che in origine dava tempo all’Italia fino a fine anno per porre rimedio all’attuale situazione, considerata irregolare) resterà in stand-by.

 

Francesco Bottino

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