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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/05/19 14:24

Sanzionabile a breve la violazione degli obblighi sul monitoraggio della CO2 marittima

Via libera del Parlamento al decreto legislativo che introduce ammende per gli armatori che infrangano le norme europee su controllo e comunicazione della CO2 generata dalle proprie navi

Immagine scattata da Pjotr Mahhonin e utilizzata sulla base della Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license

È arrivato la scorsa settimana il parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari allo “schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) 2015/757, concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo”.

Il Regolamento europeo menzionato introdusse ormai 4 anni fa una serie di norme per il monitoraggio, la comunicazione e la verifica accurati delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altre informazioni pertinenti in relazione alle navi che arrivano, circolano o partono da porti europei. L’articolo 20 obbligava gli Stati membri a introdurre un sistema di sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio e comunicazione previsti dagli articoli da 8 a 12 del regolamento e ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che tali sanzioni siano irrogate. Il limite era fissato al luglio 2017, ma solo adesso, pendente la procedura d’infrazione per il ritardo, il Governo italiano si prepara ad adempiere.

Destinatari del Regolamento sono gli armatori o le società che abbiano assunto dall’armatore la responsabilità dell’esercizio della nave. La norma prevede in capo a costoro il monitoraggio su base annua delle emissioni di CO2 per ogni nave e per tratta. Le informazioni monitorate riguardano: il porto di partenza e il porto di arrivo, comprese la data e l'ora di partenza e di arrivo; la quantità e il fattore di emissione per ogni tipo di carburante consumato in totale; la CO2 emessa; la distanza percorsa; il tempo trascorso in mare; le merci trasportate; l'attività di trasporto.

È previsto inoltre un monitoraggio su base annua, in cui indicare: la quantità e il fattore di emissione per ogni tipo di carburante consumato in totale; i dati aggregati relativi alle emissioni di CO2; la distanza totale percorsa; il tempo totale trascorso in mare; l'attività di trasporto totale; l'efficienza energetica media. Gli armatori dovranno inoltre presentare alla Commissione europea e alle autorità degli Stati di bandiera, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sulle emissioni di CO2 e altre informazioni pertinenti che riguardano l'intero periodo di riferimento per ogni nave sotto la loro responsabilità.

Non appena il decreto approvato dal Parlamento sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entreranno in vigore le sanzioni definite dal decreto stesso per la violazione dei suddetti obblighi. L’ammontare sarà compreso fra i 20mila e i 150mila euro mentre la vigilanza sul rispetto degli obblighi di relazione e monitoraggio delle emissioni sarà competenza Capitaneria di Porto. I verbali di accertamento dovranno poi essere inviati al Comitato nazionale per

la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto, autorità competente per l'irrogazione delle sanzioni amministrative, con sede presso il Ministero dell’Ambiente.

A.M.

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