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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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22/05/20 17:32

Sanlorenzo non conosce crisi da Covid-19

La pandemia non penalizza il trend di crescita del cantiere nautico di Perotti. Primo semestre 2020 positivo con stabilimenti ripartiti in sicurezza grazie al protocollo sanitario adottato

di Roberta Vanore

 

Secondo l’analisi della società di consulenza internazionale Bain & Company quest’anno il settore nautico potrebbe subire perdite a livello globale del 22-25%, per un totale di 60-70 miliardi di euro.

Tuttavia sembra che il temporaneo lockdown dovuto alla pandemia non abbia danneggiato la produzione di Sanlorenzo SpA, e la prima metà del 2020 conferma un trend economico positivo, nonostante i rallentamenti e i cambiamenti dovuti all’attuale emergenza sanitaria.

Annoverato tra i primi tre cantieri al mondo nella produzione di superyacht e al primo posto come monobrand nel Global Order Book 2020 - la classifica certificata dell’andamento del mercato internazionale delle imbarcazioni, stilata ogni anno dalla rivista inglese Boat International - il cantiere, quotato in Borsa dal 10 dicembre 2019, certificato UNI EN ISO 14001 a tutela dell’ambiente, progetta e costruisce da oltre 60 anni un numero limitato di yacht all’anno su misura.

Il successo del brand si deve certamente all’eccellenza dei prodotti artigianali di altissima qualità, curati nei dettagli, con design innovativo e tecnologie avanzate, ma è anche merito del ‘manico in plancia’, la capacità imprenditoriale dell’Executive Chairman nonché proprietario, Cavaliere del Lavoro (dal 2017) Massimo Perotti, ‘Imprenditore dell’anno’ nel 2019 per aver contribuito alla crescita dell’economia italiana puntando su innovazione e internazionalizzazione.

Sotto la sua direzione Sanlorenzo ha sperimentato una rapida espansione e uno straordinario aumento di redditività, riuscendo ad incrementare fatturato e volumi di produzione persino nei periodi di crisi, come quello 2008-2014, il più critico (sinoea) per la cantieristica mondiale recente.

Ed anche oggi che l’intera economia globale è minacciata dal Coronavirus, il cui impatto negativo non risparmia neanche i beni di lusso, Sanlorenzo non trema, al contrario mostrandosi baldanzoso nella sua politica espansiva, anche non solo organica, come conferma il titolare in questa intervista.

Cav. Perotti, come è andato il 2019 e quali sono le prospettive per il corrente anno?

“Il bilancio 2019 ha registrato un andamento positivo con ricavi di 455,9 milioni di euro e risultato netto di 27 milioni di euro, +117% rispetto al 2018. Anche i primi tre mesi 2020, in crescita, testimoniano la validità del nostro modello di business, resiliente nelle diverse fasi del ciclo”.

Come avete affrontato l’emergenza sanitaria del Covid-19?

“Ci siamo adoperati per dare una pronta risposta; è stata avviata una task force interna e un tavolo di lavoro con tutte le parti sociali che hanno trovato piena condivisione su un protocollo di sicurezza. Questo ci ha permesso il 7 aprile la firma dell’accordo sindacale che una settimana dopo ha consentito la ripresa delle attività relative agli yacht in consegna entro luglio 2020 nei nostri siti in Liguria, e il 20 aprile in Toscana, per arrivare il 27 aprile alla piena ripartenza, in anticipo rispetto al 4 maggio, in quanto settore che esporta oltre l’80% della produzione. Siamo stati favoriti dal nostro modello di business basato su una struttura di costi molto flessibile, dalla forza del brand e dalla fidelizzazione della clientela, unite all’importante visibilità fornita dal nostro portafoglio ordini di 500 milioni di euro, coperto per il 92% da clienti finali; questo ci permette di prevedere un andamento dell’anno in corso in linea con risultati analoghi al 2019».

Qual è l’impatto dell’attuale situazione di emergenza sui progetti di investimento?

“Ci siamo distinti da sempre per elevata capacità di innovazione e per avere introdotto soluzioni ad altissimo profilo tecnologico. Abbiamo immediatamente varato un piano di contenimento dei costi di funzionamento e di riduzione degli investimenti differibili, ma abbiamo deciso in questa fase di mantenere inalterati tutti gli investimenti su sviluppo prodotto, innovazione e sostenibilità».

Come gestite attualmente il rapporto coi fornitori?

“Uno dei cardini del business è la filiera, la collaborazione di lungo termine con 1.500 imprese artigiane locali con eccezionali capacità manuali che lavorano direttamente nei nostri cantieri e consentono la personalizzazione distintiva di ciascuno yacht così da realizzare imbarcazioni in quantità limitata rigorosamente ‘fatte su misura, fatte a mano, fatte bene’, destinate a una clientela sofisticata. Grazie a tale assetto industriale, possiamo offrire esclusività di prodotto e flessibilità sui volumi”.

Come state adeguandovi alle misure per la prevenzione previste dal nuovo Protocollo per la sicurezza per il settore marittimo e portuale?

“Abbiamo messo a punto un protocollo sanitario considerato di eccellenza da tutte le parti firmatarie che ci ha consentito di riprendere le attività in tempi molto ristretti. Le principali misure prevedono un test sierologico periodico condotto direttamente in azienda ai dipendenti nostri e delle ditte in appalto, il controllo sistematico della temperatura corporea all’ingresso, percorsi e orario di entrata ed uscita scaglionati, oltre ai dispositivi di protezione individuale.

È inoltre prevista una valutazione col medico competente per situazioni permanenti o temporanee di immunodepressione e per i lavoratori fragili e con età maggiore di 60 anni. Viene effettuata ogni giorno una sanificazione chimica degli ambienti di lavoro con un registro degli interventi ed è stata predisposta apposita segnaletica a terra indicante la distanza minima interpersonale di 1 metro, in modo da evitare code e assembramenti. Al fine di mantenere il massimo distanziamento, la produzione è stata distribuita su 2 turni di 6 ore per sei giorni alla settimana, con eventuale terzo turno notturno. Ciò consente di evitare la riapertura di mensa e spogliatoi e permette le operazioni di sanificazione. Abbiamo poi attivato la modalità di lavoro da remoto per il personale degli uffici. Infine è prevista una specifica copertura assicurativa Covid-19 per tutto il personale”.

L’Italia resta il principale produttore internazionale di megayacht; cosa spinge gli armatori di tutto il mondo a puntare sul Made in Italy?

“La percentuale destinata all’estero nel nostro settore è superiore all’80%; questo eclatante risultato nasce dall’eccellenza di prodotto e di design. Il nostro mercato principale è storicamente l’Europa: nel primo trimestre del 2020, l’Europa ha registrato ricavi netti da nuovi yacht per 59,9 milioni di euro (di cui 18,8 milioni di euro generati in Italia), con un’incidenza del 61,1% sul totale. Seguono le Americhe con 15,2 milioni di euro e 15 e 8,8%. Sul mercato delle imbarcazioni oltre i 24 metri a gennaio 2020 l’Italia è il primo paese col 35% della produzione mondiale in termini di tonnellate lorde e col 71% per numero di imbarcazioni prodotte”.

Quali progetti avete per il futuro?

“Da un punto di vista dei prodotti, abbiamo mantenuto inalterato l’ambizioso piano di investimenti che coinvolge tutte le divisioni col lancio di nuovi modelli. Sul piano dell’R&D prosegue un incessante lavoro di ricerca e applicazione di soluzioni innovative che si stanno sempre di più concentrando sul tema della sostenibilità ambientale di cui beneficiano i nuovi progetti in corso”.

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