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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/11/18 11:23

San Giorgio del Porto unico demolitore italiano nella lista di Bruxelles

Per la prima volta ammessi anche cantieri extra-UE: uno stabilimento americano e due impianti di Izmir, il polo turco dello ship-recycling

Il passaggio era già ampiamente previsto, ma ora è diventato ufficiale: il cantiere genovese di riparazioni navali San Giorgio del Porto, controllato dalla holding GIN (Genova Industrie Navali, partecipata dalle famiglie Garrè, Bisagno e Negri) è stato inserito nella lista dei demolitori navali autorizzati dall’Unione Europea in base alla Ship Recycling Regulation entrata in vigore il 20 novembre 2013.

I tempi sono stati piuttosto lunghi, perché senza il recepimento della normativa europea nell’ordinamento italiano, avvenuto soltanto nel 2017, i cantieri nazionali non potevano neanche richiedere a Bruxelles di essere inseriti nella lista delle strutture abilitate ad effettuare attività di ship-recycling nel rispetto degli standard ambientali e di sicurezza fissati a livello comunitario.

Il cantiere genovese ha quindi presentato, appena possibile, la sua istanza alla Commissione Europea, che l’ ha accolta con una decisione dello scorso ottobre.

Con questo recente provvedimento, l’esecutivo comunitario ha infatti formalizzato un aggiornamento della lista dei cantieri autorizzati, in cui sono stati inseriti, oltre a San Giorgio del Porto – ad oggi l’unico operatore italiano presente nell’elenco – altri impianti di riciclaggio di navi situati in Danimarca, Finlandia, Turchia e Stati Uniti.

Per la prima volta, quindi, sono stati ‘approvati’ da Bruxelles cantieri di Paesi non comunitari: International Shipbreaking Limited di Brownsville, in Texas (USA), e Leyal Gemi Sokum e Leyal Demtas, entrambi di Izmir, noto polo delle demolizioni navali nei pressi di Istanbul, in Turchia.

Un allargamento significativo, che tuttavia al momento non arriva a soddisfare i desiderata recentemente espressi degli armatori europei, la cui associazione di categoria ECSA (European Community Shipowners’ Association) lo scorso settembre aveva chiesto alla Commissione Europea di allargare l’elenco dei demolitori autorizzati per incrementare la capacità offerta e il ‘bilanciamento geografico’, con l’inserimento di cantieri del Far East, e indiani in particolare. Apertura che, per il momento, non si è ancora verificata.

 

Francesco Bottino

TAG : demolizioni
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