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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/02/17 11:56

Rosso da quasi 2 miliardi per il gruppo AP Moller-Maersk

Cambio al vertice del colosso danese, che nel 2016 registra pesanti perdite nel trasporto container e nel settore petrolifero, bene invece i terminal e la logistica

Michael Pram Rasmussen, Presidente uscente del gruppo AP Moller-Maersk

Il 2016 per il gruppo danese AP Moller-Maersk, conglomerata marittima leader di settore a livello mondiale, si è chiuso con risultati “chiaramente insoddisfacenti”, riassunti dal valore della pesante perdita netta consolidata pari a quasi 2 miliardi di dollari.

Nonostante la corporation di Copenaghen si sia affrettata a spiegare che già per il 2017 è previsto un netto miglioramento dei conti, il rosso archiviato nell’esercizio appena concluso ha già causato uno scossone al vertice: dopo 14 anni Michael Pram Rasmussen ha infatti rassegnato le sue dimissioni da Presidente del gruppo Maersk, motivando la decisione con la necessità di lasciare spazio alle nuove generazioni alla guida di un gruppo che ha radicalmente modificato la propria struttura operativa attuando il piano di riorganizzazione messo a punto dal CEO del gruppo Sore Skou.

Rasmussen, che rimetterà formalmente il suo mandato durante il general meeting del prossimo 28 marzo, verrà sostituito da Jim Hagemann Snabe, entrato nel board di Maersk lo scorso anno dopo diverse esperienza dirigenziali in Danske Bank, Siemens, Allianz e come presidente del World Economic Forum USA.

Il cambio al vertice ufficialmente non è connesso ai risultati negativi del 2016, ma certamente il ‘tonfo’ ha pesato su questa decisione: lo scorso anno il gruppo AP Moller-Maersk ha totalizzato un fatturato di 35,5 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 40,3 miliardi del 2015, mentre il risultato netto è passato da un utile di 925 milioni di dollari a una perdita di 1,89 miliardi di dollari.

Andamento negativo che, analizzando i singoli settori di business del gruppo, ha riguardato alcune divisioni e non altre. In rosso anche Maersk Line, primo carrier al mondo nel trasporto container, che ha chiuso il 2016 con 20,7 miliardi di ricavi e una perdita di 376 milioni, con un crollo rispetto ai 1,3 miliardi di utile totalizzati nel 2015. Decisamente in negativo anche le attività legate all’industria offshore: se si salva la corporation petrolifera Maersk Oil, con 4,8 miliarid di ricavi e 477 milioni di utile, le altre business unit attive nei servizi al comparto delle estrazioni soffrono la crisi del settore, con Maersk Drilling che archivia una perdita di 694 milioni a fronte di 2,2 miliardi di fatturato e Maersk Supply Service che chiude il 2016 con 386 milioni di ricavi e ben 1,2 miliardi di perdita netta, dovuta in larga misura alla svalutazione degli asset.

Meglio sono andate le altre compagnie marittime del gruppo: Maersk Tanekrs, 877 milioni di ricavi e 62 milioni di utile, e Svitzer, attiva nel rimorchio sia portuale che d’altura, con 642 milioni di ricavi e 91 milioni di utile.

Risultati positivi, infine, per Damco, controllata dedicata ai servizi logistici che registra 2,5 miliardi di fatturato e 31 milioni di utile, e per il braccio terminalistico APM Terminals che ha fatturato 4,1 miliardi con un utile di 438 milioni.

TAG : container
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