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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/07/18 04:30

Ristrutturazione chiusa: la flotta di Gestioni Armatoriali passa di mano

Coccia spiega i dettagli dell’accordo con Deutsche Bank e Attestor Capital che include anche un diritto di riacquisto su tre navi cisterna a un prezzo predeterminato

Nicola Coccia

Gestioni Armatoriali, dopo sei anni di negoziazioni con il ceto bancario e con i propri creditori, ha raggiunto un accordo sulla ristrutturazione della propria esposizione finanziaria che sfiora complessivamente i 400 milioni di dollari, di cui circa 385 milioni nei confronti delle banche.

Lo rende noto la stessa shipping company controllata dagli armatori romagnoli Bazzi e Casadei e dai partenopei Coccia e Castaldo spiegando che “è stato firmato l’accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-bis l.f. tra Gestioni Armatoriali, Deutsche Bank AG (cessionaria nel novembre 2015 dei crediti di titolarità di Commerzbank e poi di recente anche di quelli di Banco di Napoli, Unicredit, Credem, GE Capital Interbanca, poi Ifis Interbanca, Banco Popolare BPM, Banca di Credito Popolare), Morgan Stanley Bank (che di recente ha acquisito i crediti di Monte dei Paschi di Siena e di MPS Capital Market) e Banca di Credito Popolare (unica banca originaria creditrice a non aver ceduto i propri crediti)”.

L’accordo ora dovrà essere omologato dal Tribunale di Ravenna e prevede, in tempi molto brevi (pochi mesi), “la esdebitazione completa della società, in parte mediante il pagamento in danaro e in parte mediante la cessione delle navi di proprietà a soggetti indicati dai creditori, con accollo liberatorio dei relativi debiti (da parte dell’acquirente della nave o di altro soggetto indicato dal creditore titolare del credito garantito da ipoteca sulla nave venduta)”. Gestioni armatoriali spiega infine che “la continuazione in capo alla società dell’attività è garantita da: 1) un accordo di gestione tecnica e commerciale di alcuni navi della flotta; 2) il diritto di rimanere proprietaria di alcune navi, ad un valore predeterminato”. Ad oggi, secondo il portale specializzato VesseslValue.com, il valore di mercato della flotta è pari a 197 milioni di dollari.

Il presidente della shipping company, Nicola Coccia, commenta l’esito finale di questa lunga ristrutturazione sottolineando che “la società potrà in questo modo continuare a operare sul mercato perché gestirà il management di 6 unità e a determinati valori di mercato avrà pure il diritto di riacquistare 3 delle navi oggetto di ristrutturazione”. Più nello specifico si tratta delle tre navi medium range tanker  Ray G, Mare di Venezia e Mare di Genova.

Inizialmente, però, la proprietà di tutte e 12 le navi passerà a Deutsche Bank e al fondo Attestor guidato dal finanziere italo-americano David Alhadeff lasciando in questo modo Gestioni Armatoriali libera da debiti, con i propri beni immobiliari e con la struttura di personale che ha avuto finora per continuare a operare sul mercato. Avendo una liquidità in cassa pari a circa 18 milioni di dollari non è escluso infatti che in futuro la shipping company 50% ravennate e 50% napoletana non possa tornare attivamente a investire nello shipping appena le condizioni di mercato lo consentiranno.

Coccia, sottolineando che la firma di questo accordo consente a Gestioni Armatoriali di proseguire la propria attività sul mercato in maniera ancor più tranquilla di quanto fatto finora, rivela che “negli anni scorsi emerse già l’opportunità di rilevare parte della flotta (quattro navi, ndr) finanziata originariamente dall’istituto tedesco Deutsche Schiffsbank che era stato successivamente salvato dallo Stato tedesco con garanzia del locale land di Brema. Ci era stato dato tempo fino al 31 dicembre 2015 per rilevare queste navi e come Gestioni Armatoriali avevamo approntato un’offerta che alla fine non fu possibile portare a termine per la difficoltà a trovare un’intesa con la restante parte del ceto creditizio in larga parte formato dalle banche italiane”.   

Nicola Capuzzo

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