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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/10/18 13:40

Procida, caput nantes

L’associazione Alamari ha svolto la terza edizione del convegno sul lavoro dei marittimi

Pagano, Scorza, Paudice

Dal nostro inviato

 

Procida (Napoli) – Cresce il consenso intorno alla neonata Alamari (Associazione Nazionale Lavoro Marittimo), ufficialmente fondata a maggio di quest’anno, e cresce anche, per importanza e calibro dei relatori, il convegno nazionale che la stessa organizza da ormai tre anni sull’isola più vicina a Napoli.

La location di Procida è tanto suggestiva quanto baricentrica negli interessi dei marittimi italiani, la  cui tutela e rappresentanza sono gli scopi primari dell’associazione senza fini di lucro che hanno ideato il Cap. Fabio Pagano, Presidente, e il Cap. Giovanni Paudice, Vicepresidente.

Due amici e colleghi isolani, attivamente impegnati in una carriera professionale già ricca di soddisfazioni – il primo è Pilota presso il Corpo del Porto di Livorno, il secondo ha la funzione di Technical Superintendent presso la compagnia di navigazione D’Amico – mossi da genuina passione, che hanno deciso di unire le forze e coagulare intorno a certi ideali ‘onesti’ un nucleo di altri naviganti, con l’obiettivo di salvaguardare le professionalità e arricchire la preparazione culturale del personale marittimo di ogni ordine e grado.

Nitidi e al di sopra di ogni sospetto – Alamari infatti non è una targa sindacale e non è un presidio politico - gli obiettivi che ci si prefigge: migliorare le condizioni professionali, giuridiche ed economiche dell’intero personale gravitante nell’ambito marittimo; promuovere iniziative volte a implementare le conoscenze professionali del personale marittimo e favorirne la riqualificazione professionale e culturale; tutelare gli interessi giuridico e normativi di tutti i lavoratori marittimi, attraverso la promozione e l’organizzazione di iniziative sociali giuridiche, e culturali; garantire la valorizzazione del personale, dal reclutamento a tempo determinato o indeterminato fino alla progressione di carriera, lo sviluppo e il rinnovamento, europeo ed internazionale, del sistema formativo del personale marittimo anche mediante la partecipazione ad altre realtà associative internazionali; difendere gli interessi economici e morali, sia collettivi che individuali, di tutti gli iscritti alla Associazione sindacale con assoluta obiettività e libertà; organizzare convegni e tavoli tecnici con le istituzioni civili e militari e tutelare gli interessi giuridico normativi dei lavoratori marittimi; elaborare studi e proposte sui problemi sociali che interessano i lavoratori marittimi.

A differenza delle più conclamate Capri e Ischia – anche a livello di marketing – Procida, che risulta essere l’isola più densamente popolata del Mediterraneo, è finora riuscita a mantenere una sorta di ‘splendido isolamento’ rispetto alle orde di turisti vacanzieri che invece scorrazzano sulle altre due. Dunque, un’isola che si potrebbe definire ‘all’antica’, per il momento riuscita a non consegnarsi al turismo di massa, e i cui 11mila abitanti puntano su altre risorse economiche, a cominciare dall’impiego a bordo.

Un mestiere certamente ricco di sacrifici, che però viene quasi tramandato di padre in figlio da numerose generazioni.

Proprio questo, nelle diverse sfaccettature, è il focus del dibattito aperto che dal 2016 con cadenza annuale hanno innescato i due leader di Alamari, i quali per l’edizione 2018 del convegno hanno scelto un titolo accattivante e significativo: “Da un futuro incerto ad un’opportunità”, con innovazione e formazione quali armi fondamentali per rilanciare la competitività dei marittimi tricolori, e quindi della nostra flotta.

E, vista la rilevanza quasi ‘sacrale’ che ha il lavoro marittimo in quel di Procida,  forse non a caso è stato individuato come pittoresco set dell’evento il Cenobio di Santa Margherita Nuova, una chiesa sul promontorio di Terra Murata, con tanto di (splendido) presepe permanente allestito all’interno.

Lì hanno fatto conversione, nell’arco di una giornata e mezza di lavori, circa un centinaio di partecipanti, molti dei quali provenienti da tutta Italia, ciascuno a portare la propria testimonianza, a seconda della categoria professionale specifica e del ruolo ricoperto, sul tema al centro del dibattito, declinato in varie situazioni: occupazione, istruzione scolastica, ingresso nel mondo del lavoro, formazione professionale, ricollocazione nel mondo marittimo, pensionamento, infortunistica, lavoro femminile.

Tutte queste tematiche sono state esaminate e rielaborate da una trentina di relatori sullo sfondo dei principali fenomeni che impattano in maniera decisa sul settore dello shipping odierno: globalizzazione, delocalizzazione, innovazione tecnologica, digitalizzazione, decarbonizzazione.

Una sorta di piccolo summit del cluster marittimo-portuale italiano, una completa rappresentanza di tutto ‘l’arco costituzionale’ degli stakeholders settoriale.

L’evento procidano nell’edizione 2018 è stato nobilitato dalla presenza di armatori di massimo risalto: dal Cav. Peppino D’Amato, il decano dello shipping meridionale e rappresentante nella circostanza anche di Confitarma a Stefano Messina, presidente della nuova associazione datoriale AssArmatori, passando per Salvatore Lauro, proprietario del Gruppo Alilauro e da un manager del Gruppo MSC, Salvatore Cafiero. E poi tanti presidenti: per conto di Fedepiloti, Francesco Bandiera, per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, per l’Accademia del Mare di Genova, Eugenio Massolo; per il Cetena, Sandro Scarrone; per Atena, Alberto Moroso; per Wista Italy, Daniela Aresu; per USCLAC, Claudio Tomei; per Federmar-Cisal, Alessandro Pico.

Per la Capitaneria di Porto di Napoli era presente il C.F. Pasquale Palescandolo, Capo Sezione Gente di Mare, mentre tre aziende di fornitura che vanno per la maggiore hanno voluto supportare l’organizzazione dell’evento in maniera tangibile: Kongsberg Maritime, ABB e IB Info.

Sono invece purtroppo un poco ‘latitate’ le istituzioni, sia quelle territoriali, come il Comune di Procida, che e soprattutto quelle centrali, con l’inatteso forfait del Direttore Generale del M.I.T., Mauro Coletta. Assenze peraltro rimediate con la partecipazione dell’Assessore con Delega al Mare del Comune di Napoli, Daniela Villani.

 

Angelo Scorza

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