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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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23/02/21 10:55

“Pratica commerciale scorretta”, sanzione da 1 milione per Grimaldi

L’Antitrust mette nel mirino “il riconoscimento di un bonus e non il rimborso monetario” in caso di ritardo nella partenza. La Compagnia annuncia ricorso. A Palermo un proiettile sulla scrivania di Alessandro Bisanti

Una sanzione da 1 milione di euro per “pratica commerciale scorretta”, con particolare riferimento alla gestione delle compensazioni per quanto riguarda i ritardi nella partenza. Ad infliggerla al gruppo Grimaldi di Napoli è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ne ha dato notizia nel suo ultimo bollettino settimanale.

“In particolare, da alcune segnalazioni di consumatori trasmesse dall’Autorità di Regolazione nei Trasporti (ART) in data 22 gennaio 2020 è emerso che Grimaldi, nonostante l’esplicita richiesta proveniente dai passeggeri di ricevere il risarcimento dovuto sotto forma di denaro, come previsto ai sensi del paragrafo 5, dell’articolo 19 del Regolamento (UE) n. 1177/2010, normalmente riconosce un bonus da utilizzare per una successiva partenza e non un rimborso pecuniario, salvo il caso di reiterate istanze o a seguito dell’intervento di un legale - ricostruisce l’Antitrust - Peraltro, il vettore, in questi casi, negando ogni addebito di responsabilità, riconoscerebbe il bonus ‘quale gesto di attenzione alla clientela’ e non come una compensazione economica dovuta in conformità a quanto disposto dall’art. 19 citato. Inoltre, Grimaldi non riconoscerebbe ai passeggeri il risarcimento calcolato come quota del prezzo dell’intero biglietto ma, utilizzando una clausola standard (i.e. ‘al netto di diritti fissi e pasti/servizi’), parametrerebbe la compensazione al mero servizio passeggeri, con esclusione della componente relativa al trasporto dell’auto e alle altre eventuali componenti accessorie (cabina, tasse, ecc.). Risulta inoltre che nei casi in cui un significativo ritardo si registri già alla partenza, Grimaldi proceda a riprogrammare l’orario di partenza e non riconosca ai consumatori alcuna compensazione in conseguenza dell’effettivo ritardo che si registra all’arrivo in quanto prende come riferimento l’orario di partenza rischedulato”.

Secondo quanto riportato nel bollettino, Grimaldi “registra un elevato numero di ritardi, come dimostra il gran numero di reclami che la società ha ricevuto e classificato con la dicitura ‘ritardo’. In effetti, dai tabulati interni della società emerge che, su circa 2 milioni di passeggeri viaggianti in media l’anno, più del 50% dei reclami ha come causale il ritardo”.

“Solo dal mese di agosto 2020 – fa notare ancora l’AGCM - la società ha predisposto una nuova formulazione della risposta da inviare al consumatore che lamenta il ritardo in arrivo della nave, offrendo in alternativa il bonus o il rimborso in denaro. Al riguardo, nella mail di accompagnamento del nuovo format, si sollevano perplessità sull’alternativa proposta – voucher/rimborso in denaro – posto che tutti i consumatori sceglieranno quest’ultimo”.

A sua difesa, la compagnia napoletana ha sollevato dubbi sulla competenza dell’Authority in merito (rigettati) e fatto presente le difficoltà di interpretazione del Regolamento UE, anche nella sua applicazione nel nostro Paese. Ancora, “La società osserva, peraltro, che l'avvio del procedimento si colloca proprio nel momento in cui il settore dei trasporti è tra quelli più duramente colpiti dalla crisi e, al contempo, uno dei settori più importanti per consentire la ripresa economica. Tale settore necessita, pertanto, del pieno supporto da parte delle Autorità nazionali e non di iniziative sanzionatorie che denotano, in particolar modo in questa fase, un rigore eccessivo e probabilmente ingiustificato” e fa notare che “i passeggeri che avevano diritto al rimborso avrebbero ricevuto quanto riconosciuto loro dalla norma, mentre i passeggeri che hanno ricevuto il bonus lo hanno avuto per un gesto di correttezza commerciale in quanto non avrebbero avuto diritto a nessun ristoro posto che la causa del ritardo non era imputabile a Grimaldi, ovvero avevano ricevuto l’assistenza dovuta con la riprotezione su altra nave”.

L’AGCM ha tuttavia rigettato questa tesi, confermando la pratica commerciale scorretta e irrogando la sanzione da 1 milione di euro, pagabile entro 30 giorni, fatto salvo il diritto di ricorso, da parte della compagnia, al TAR del Lazio. Diritto che Grimaldi ha intenzione di esercitare, come da comunicazione della stessa compagnia: “Con il massimo rispetto per l’AGCM, riteniamo di avere sempre garantito le prerogative dei passeggeri e di avere agito in conformità ad una disciplina peraltro molto complessa ed incerta, come dimostra il fatto che si attendono a breve dalla Corte di giustizia dell’UE i necessari chiarimenti sulla sua corretta interpretazione. Abbiamo affrontato le incertezze normative nel miglior modo possibile, ed anche nel momento di estrema difficoltà operativa per il settore causata dalla pandemia, abbiamo sempre assicurato al Paese la continuità dei collegamenti. Fin dalla scorsa estate, prima ancora della chiusura del procedimento dell’AGCM, abbiamo inoltre adottato misure che – come rilevato dalla stessa Autorità – hanno consentito di superare i dubbi emersi nel corso del procedimento stesso, e siamo addirittura andati oltre quanto richiesto dalla normativa, a riprova dell’approccio di massima tutela dei clienti. Tutto ciò, a dimostrazione della correttezza che assicuriamo nella gestione di milioni di passeggeri e dell’importanza che da sempre diamo al rapporto di fiducia con i nostri clienti. Prendiamo quindi atto con rammarico della decisione di chiudere il procedimento con una sanzione, peraltro inutilmente severa, con riferimento a pochi episodi gestiti in un momento di oggettiva incertezza normativa, nonostante il momento di crisi e le molte circostanze invocate a difesa della legittimità dell’operato della Società. Sottoporremo, quindi, il provvedimento dell’AGCM allo scrutinio del Giudice amministrativo, confidenti che possa venire accertata la correttezza della nostra azione.”

P.R.

 

A Palermo un proiettile sulla scrivania di Alessandro Bisanti

Un proiettile calibro 38 sulla sua scrivania. È la scoperta fatta ieri da Alessandro Bisanti, direttore della sede di palermo di Grimaldi, che ha immediatamente allertato la polizia, giunta sul posto per avviare le indagine relativamente a quello che sembra un chiaro gesto di intimidazione, per quanto il manager 48enne ha fatto sapere di non essere stato destinatario di altri tipi di minaccia. Gli agenti, su mandato della procura, stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza alla ricerca di indizi per risalire all’autore del gesto e, quindi, alle sue motivazioni. Nel frattempo è arrivata la solidarietà del presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti: “Le minacce subite da Bisanti, di cui ho avuto modo di apprezzare le doti professionali e umane, rappresentano un fatto gravissimo e inquietante, un episodio vile provocato da chi vuol creare paura e tensione per far prevalere interessi che nulla hanno a che vedere con le regole di correttezza. Negli ultimi tre anni l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale è impegnata in un’operazione profonda di rilancio dell’attività e dell’immagine dei suoi porti: una fondamentale componente di tale azione è che tutto avvenga nel rispetto e nella tutela della legalità".
 

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