APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
15/05/20 10:39

Perdita da quasi 2 miliardi di dollari per il gruppo NCL

La corporation, che taglierà temporaneamente del 20% lo staff di terra, stima ora di bruciare ogni mese tra i 70 e i 100 milioni di dollari. Anche Carnival annuncia una riduzione della forza lavoro

Si è chiuso con un rosso superiore ai ricavi il primo trimestre del 2020 di Norwegian Cruise Line. Il gruppo crocieristico ha annunciato infatti di avere archiviato i primi tre mesi dell'anno con una perdita netta per 1,9 miliardi di dollari (nel corrispondente periodo del 2019 aveva registrato utili per 118,2 milioni di dollari), a fronte di un volume d'affari di 1,25 miliardi di dollari (-11,2% sul Q1 dello scorso anno).

Nello stesso intervallo di tempo la corporation ha visto crescere le spese operative, lievitate a 994,3 milioni di dollari (+20,3%), mentre l'EBITDA è stato pari a -1,62 miliardi e il risultato operativo a -1,82 (nel primo trimestre 2019 i risultati erano stati positivi, rispettivamente, per 327,6 milioni e 158,3 milioni di dollari).

Dopo avere riassunto le azioni disposte nei giorni scorsi per accrescere la liquidità, NCLH per voce del suo CEO e presidente Frank Del Rio, ha spiegato di avere riserve sufficienti "per far fronte allo scenario improbabile di una sospensione di 18 mesi delle operazioni" (inizialmente aveva parlato di un anno di stop) aggiungendo che, considerate tutte le iniziative messe in atto per limitare le spese operative, ad oggi stima di bruciare "ogni mese tra i 70 e i 100 milioni di dollari" (a fine aprile parlava di una cifra compresa tra i 110 e i 150 milioni). Nella nota NCLH ha svelato anche che all'11 maggio, "poco più della metà" della clientela che aveva prenotato una crociera poi cancellata ha preferito chiedere un rimborso cash, anziché crediti per viaggi futuri.

Tra le azioni intraprese dal gruppo NCL per ridurre le spese vanno annoverati anche notevoli tagli alla forza lavoro, che la nota dettaglia in questo modo: introduzione della settimana corta, riduzione dell'orario lavorativo per i lavoratori 'a terra' con parallela riduzione del salario nella misura del 20%, nonché il furloughing (ovvero una sorta di aspettativa non retribuita, con il mantenimento del posto di lavoro e dell'assicurazione sanitaria) per circa il 20% dello staff di terra fino al 31 luglio.

Nelle stesse ore un annuncio simile è arrivato anche da Carnival Corporation. Nel comunicare "azioni aggiuntive" per "rafforzare ulteriormente" la sua posizione di cassa in vista di una "pausa prolungata delle operazioni", il gruppo ha infatti svelato che, tra le altre misure, darà avvio a "una combinazione di licenziamenti, furlough, riduzione della settimana lavorativa e dei salari" che interesserà tutto lo staff di terra, inclusi i manager. Carnival non ha precisato in che misura il personale sarà toccato da questi tagli, ma secondo Seatrade Cruise News il gruppo in Florida eliminerà 820 posti di lavoro (su circa 3.000) e disporrà il furloghing per sei mesi di altri 537. Nella stessa nota Carnival, per voce del suo CEO Arnold Donald, ha fatto sapere che allo stato attuale "meno del 38% della clientela toccata da modifiche al viaggio" ha chiesto un rimborso.

F.M.

Stampa