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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/12/05 18:46

Perasso: “Viva l'Accademia, ma con una certa ‘formazione’…”

La Federazione del Mare e il rilancio delle professioni marittime: coinvolgere i naviganti

Coinvolgere il personale navigante nel rilancio delle professioni marittime. Analizzare il modo di vivere a bordo, considerare le nuove tecnologie comunicative, perfezionare il primo approccio dei neo-diplomati al primo imbarco con la comunita' di bordo.
Sono solamente alcune voci della tematica sulla formazione che, secondo la Federazione del Mare - che associa tutte le principali componenti dello shipping italiano: cantieristica, armamento mercantile e peschereccio, diportistica, portualita', servizi marittimi, registri di classificazioni, terziario - potrebbero integrare ed arricchire le iniziative che le Istituzioni e il mondo imprenditoriale stanno assumendo nel settore dell’istruzione e formazione nautica.
“Rappresentiamo il cosiddetto cluster marittimo - termine che, ahime', dopo essere stato a lungo ignorato, oggi viene utilizzato piu' o meno a proposito - stato chiamato dalle sue singole componenti ad occuparsi anche di istruzione e di formazione” precisa Giuseppe Perasso, gia' Direttore Generale di Confitarma ed attuale Segretario Generale Federazione del Mare e Consigliere CNEL. “Le nostre motivazioni? La prima e' la necessita' di monitorare e possibilmente coordinare le iniziative che i singoli settori pongono in essere sia da soli sia in connessione con le Istituzioni competenti (vedi la brillante iniziativa dell’Accademia del Mare a Genova, frutto di una felice sinergia fra pubblico e privato); bisogno che nasce dall’evidente constatazione come per il personale navigante le esigenze dell’armamento mercantile si coniughino strettamente con quelli dell’armamento peschereccio e della nautica da diporto. In secondo luogo perche' solamente una struttura come Federmare, che inglobi le attivita' marittime di mare e terra, puo' favorire e incrementare uno sbocco professionale al navigante che non desideri passare a bordo l’intera vita lavorativa ma voglia valorizzare le conoscenze e le esperienze acquisite navigando”.
Perasso ammette di sentirsi altamente stimolante da questa sfida. “Una serie di interessi istituzionali e imprenditoriali convergono sugli stessi obiettivi. L’UE sta premendo sugli Stati membri affinche' iniziative a favore della formazione vengono adottate considerando strategico conservare un know-how professionale marittimo, anche a causa della massiccia carenza di ufficiali prevista. E il nostro Paese e' uno dei pochi Stati membri con forte armamento, cantieristica in piena attivita' e con serbatoi di marittimi, specie nelle regioni meridionali; e la riforma dell’istruzione secondaria prevista dalla Legge Moratti offre nuove possibilita'”.
Fattori di opportunita', ma anche di potenziale criticita', se non verranno rispettate certi paradigmi…
“Sara' un’occasione propizia, se la riforma dell’istruzione secondaria migliorera' (qualcuno direbbe … non peggiorera') la base formativa fornita attualmente dagli Istituti nautici; se iniziative come l’Accademia riusciranno a dare seguito agli entusiasmi iniziali attraverso l’elevata qualita' di docenti e l’alto grado di integrazione con le imprese utilizzatrici dei neo-diplomati completando l’insegnamento teorico con la pratica a bordo e con possibilita' di successivi sbocchi occupazionali; se le categorie imprenditoriali (armatori in primis) si impegneranno attraverso articolati interventi a favorire l’innesto di giovani a bordo”.
Note dolenti potrebbero invece generarsi se il primo inserimento del giovane nella vita di bordo non avverra' con le dovute avvertenze. “Il giovane lascia il protettivo ambiente familiare, amicizie, primi amori e si trova in una comunita' altamente professionale e con precise gerarchie, in un ambiente circoscritto (la nave) che si trasferisce nei mari e negli oceani verso le piu' svariate mete. Un momento ispido per qualunque ragazzo, oggi generalmente lasciato alla sola sensibilita' del Comandante e dei suoi collaboratori. Cosi, salvo rare e lodevoli eccezioni, non esiste un percorso suggerito che favorisca il compito non solo dell’allievo ma anche del Comando della nave, ovviamente impegnatissimo in altre incombenti priorita' attinenti l’esercizio della navigazione” e' il pericolo che Perasso ravvisa. “Per questo Federmare si propone, d’intesa con gli armatori, di studiare il modo migliore – verificando anche percorsi sperimentati altrove – per affrontare questo delicato momento che, se negativo, puo' allontanare il giovane dalla vita del mare appena iniziata, con pesanti ricadute negative sul sistema formativo sul quale molto si sta investendo”.
Strettamente connesso e' il tema piu' ampio e piu' difficile di come migliorare la vita di bordo sotto il profilo della socializzazione e del mantenimento di strumenti di comunicazione che consentano non solo di allietare le ore franche dal lavoro ma anche, per chi lo desideri, di migliorare le proprie nozioni culturali e tecniche, anche in campi contigui per facilitare il passaggio a impieghi a terra.

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