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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/12/17 18:25

Palumbo pronto ad approdare in Liguria

Quello del cantiere napoletano è il nome più quotato a subentrare nello stabilimento savonese di Mondomarine, ma gli angoli da smussare non mancano

Da domani l’arrivo di Palumbo Shipyard in Liguria potrebbe diventare questione di settimane.

Mentre proprio in vista dell’udienza i lavoratori e la rsu del cantiere savonese di Mondomarine hanno deciso di indire un'assemblea permanente e occupare lo stabilimento, il tribunale fallimentare, infatti, si pronuncerà sulla proposta che l’azienda facente capo ad Alessandro Falciai in estate si impegnò a presentare a supporto della richiesta di concordato.

Nelle scorse settimane, anche a seguito di alcuni incontri avvenuti al Ministero dello Sviluppo Economico, il nome di Palumbo si è fatto largo per quel che riguarda lo stabilimento ligure, mentre più incerta appare la situazione di quello pisano. Negli ultimi giorni, secondo indiscrezioni, l’Autorità Portuale di Genova e Savona avrebbe ricevuto adeguate garanzie sul pagamento dei canoni pregressi e sui relativi interessi, aprendo alla possibilità di un rinnovo quadriennale della concessione di Mondomarine in scadenza a fine anno.

Garanzie che sarebbero arrivate proprio in ragione dell’interesse di Palumbo, cui, presumibilmente, sarebbe affittato il ramo d’azienda di Savona per 6 o 12 mesi e girata in 45bis la concessione, in vista, in un secondo tempo, di una definizione più puntuale della situazione.

Le zone d’ombra, tuttavia, restano ampie. Se, stando a fondi sindacali, i commissari incaricati dal Tribunale avrebbero infatti aperto alla possibilità dell’affitto del ramo d’azienda savonese a Palumbo, resta da capire come intenda pronunciarsi il Tribunale stesso, dato che per quel che concerne Pisa sono circolate finora solo ipotesi molto fumose (l’ultima riguardante un non meglio precisato investitore del Bahrein).

Da capire inoltre, anche ammesso che la partita riguardante la concessione savonese sia stata positivamente chiusa, cosa il piano concordatario preveda per il resto del debito di Mondomarine. Senza dimenticare i rapporti di lavoro: all’atto della richiesta concordataria l’azienda ha presentato una fidejussione a copertura del pagamento degli stipendi dei circa 70 dipendenti fino a gennaio, ma per il futuro non c’è stato ad oggi alcun contatto fra i rappresentanti dei lavoratori e qualsivoglia potenziale subentrante, neppure Palumbo.

Il quale, del resto, mantenne il massimo riserbo anche a latere della non facile e non breve operazione che, un anno e mezzo fa, lo portò a rilevare (ottenendo successivamente una concessione trentennale) i cantieri ISA Yachts di Ancona. Ultimo tassello di un network che da Napoli si è ampliato negli anni a Messina, Malta, Marsiglia e Tenerife (senza dimenticare la sede commerciale di Montecarlo), aprendosi, oltre che al tradizionale business delle riparazioni navali, al refitting di yacht e superyacht.

 

A.M.

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