APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
11/10/18 17:26

Ombre sulla privatizzazione di Laziomar

La Corte dei Conti starebbe indagando sulla gestione regionale e sul passaggio dell’ex compagnia Tirrenia al trio Aponte-D’Abundo-Lauro: ipotizzato danno erariale da 80 milioni di euro

La Compagnia Laziale di Navigazione, la compagine pariteticamente formata dai gruppi armatoriali napoletani Alilauro, Medmar e Snav (MSC), che nel 2013 si aggiudicò la gara della Regione Lazio per la privatizzazione di Laziomar, potrebbe non aver avuto i requisiti necessari alla partecipazione.

È una delle tesi sostenute in un’inchiesta, rivelata dal quotidiano romano Il Tempo, che la Procura della Corte dei Conti del Lazio sta portando avanti sulla conduzione della compagnia negli anni della transizione dal gruppo Tirrenia all’attuale gestione, materialmente cominciata con il 2014. Nel mirino, in particolare, ci sarebbe la gestione triennale da parte della Regione Lazio. Quando nel 2009 venne avviata la privatizzazione del gruppo Tirrenia, si decise che le sue quattro controllate regionali sarebbero passate alle rispettive regioni di riferimento (le sorti di Siremar e Saremar, afferenti a Sicilia e Sardegna, furono differenti, ma è un’altra storia), cui sarebbe spettata poi la procedura di privatizzazione.

Siccome Caremar svolgeva collegamenti anche nell’arcipelago pontino, in territorio laziale, fu deciso di dividerla mediante un accordo fra Regione Campania, titolare di Caremar, e Regione Lazio, che a partire dal 2011 prese in gestione la newco Laziomar. Nell’ambito di questo passaggio a quest’ultima compagnia vennero attribuite una quota della sovvenzione annua che lo Stato riconosceva (e riconosce: circa 12 milioni di euro l’anno) a Caremar per l’organizzazione del servizio e una parte della flotta.

Non però l’Isola di Procida, che avrebbe dovuto essere posizionata sulla tratta Anzio-Ponza-Anzio, per la quale furono quindi noleggiate unità proprio di Snav e Medmar. Un dettaglio che, anche per la modalità di selezione dei fornitori, per gli inquirenti configurerebbe un danno erariale, del quale potrebbero essere chiamati a rispondere 14 persone fra ex amministratori di Laziomar e funzionari della Regione.

L’intero danno contestato ammonterebbe ad oltre 80 milioni di euro. Oltre ai suddetti noleggi, la Corte dei Conti avrebbe messo nel mirino gli acquisti di carburante effettuati a prezzi superiori a quelli di mercato e la procedura di privatizzazione. In questo caso, secondo quanto riportato da Il Tempo, i magistrati avrebbero eccepito che la Compagnia Laziale di Navigazione non avrebbe dovuto essere ammessa alla procedura per mancanza dei requisiti, non disponendo di mezzi per i collegamenti merci. Circostanza pretestuosa, è l’ipotesi investigativa, per assegnare il servizio in subappalto a Snip, compagnia già operante nell’arcipelago pontino.

Insieme ad un ulteriore filone riguardante altre operazioni di noleggio e compravendita ritenute antieconomiche, la Corte dei Conti sarebbe pronta a contestare un danno erariale complessivo di oltre 80 milioni di euro.

Salvatore Lauro, presidente dell’attuale Laziomar, ha preferito non commentare, “non avendo ancora valutato la questione coi legali”, e si è limitato a ricordare come, quanto all’unico filone che interessa l’odierna gestione (cioè la privatizzazione), “tutti i tribunali amministrativi abbiano sancito la legittimità della nostra acquisizione” (da ultimo il Consiglio di Stato proprio poche settimane fa, respingendo un appello di Vetor contro una sentenza di primo grado).

 

A.M.

Stampa