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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/01/20 12:38

Nuovi guai giudiziari per Caronte&Tourist, indagato anche Franza

Sequestrate tre navi nell’ambito di un’inchiesta per truffa, falsità ideologica e frode relative alla gara del 2015 per il servizio per le Egadi vinta da NGI, successivamente inglobata

Dopo l’indagine della Procura di Reggio Calabria che ha decapitato i vertici amministrativi della compagnia, un’altra inchiesta, questa volta dall’altra parte dello Stretto, a Messina, ha messo nel mirino Caronte&Tourist.

All’attenzione degli inquirenti, in particolare, è finita la controllata Isole Minori e la controllata NGI – Navigazione Generale Italiana. L’amministratore delegato di quest’ultima, Sergio La Cava, è stato iscritto nel registro degli indagati, insieme ai dirigenti Luigi Genchi ed Edoardo Bonanno e al manager e azionista di riferimento Vincenzo Franza. I reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana.

Nel mirino la gara con cui nel 2015 NGI, passata successivamente sotto il pieno controllo di C&T, si aggiudicò con un sostanzioso ribasso il servizio quinquennale di trasporto marittimo sovvenzionato dalla Regione fra la Sicilia e le Egadi. Secondo la Procura peloritana, però, - si legge in una nota della Guardia di Finanza che ha eseguito il decreto emesso dal GIP messinese – la nave che NGI aveva individuato per il collegamento, il ro-pax Pace, non “avrebbe consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara a NGI”.

Tale unità, infatti, “presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Tali difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attività ispettive, non sono mai state sanate”.

Le indagini – che sarebbero partite da una segnalazione di Traghetti delle Isole, compagnia che partecipò alla gara e che poi fu acquisita dalla stessa C&T – hanno altresì consentito - si legge ancora nella nota - di riscontrare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (Caronte e Ulisse) anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle P.M.R. Ulteriori mirate ispezioni

hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio circa la assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l’incolumità delle P.M.R.”.

Quanto alle sovvenzioni ricevuta da NGI, “l’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro, è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati (sotto forma di somme di denaro, beni mobili e immobili e quote societarie)”. Anche le tre navi coinvolte sono state sequestrate e affidate ad amministratori giudiziari nominati dal GIP, mentre la società armatrice è stata designata custode.

Una nota di Caronte ha segnalato che “il traghettamento da e verso la Sicilia e le sue isole minori continua a essere regolarmente effettuato. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria, relativo a questioni interpretative delle attuali normative in materia di trasporto di persone a mobilità ridotta, non inficia la continuità nell’esercizio dei collegamenti marittimi”. La compagnia ha inoltre espresso “la certezza di poter dimostrare l’assoluta limpidezza dei comportamenti aziendali e dei manager destinatari di informazione di garanzia”.

A.M.

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