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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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28/04/20 14:13

Non c’è 2 senza 3, e la Fase viene da sé!

Estremo battito d’ali per la logistica prima del canto del cigno: ultima chance per far ripartire il Paese, quasi succube di una silenziosa governance proto-dittatoriale che ne ha atrofizzato le leve a tanti livelli

di Angelo Scorza

 

Mentre ancora quasi tutto il nostro Paese (al netto degli ‘ovini’), perplesso se non costernato o addirittura esasperato, si interroga su quale sia la differenza concreta tra la Fase 1 (quella della chiusura) e la Fase 2 (quella della riapertura intelligente e cauta; almeno sulla carta avrebbe dovuto esserlo…), stante le ultime farneticanti dichiarazioni del Premier (ma come mai lui può andare dal parrucchiere con regolarità?) nelle sue apparizioni TV one man show all’ora del brodino serale - sempre più a suo agio nei panni dell’ineffabile Grande Fratello (quello di Orwell, non il GF!) del Terzo Millennio che, molto paternalisticamente, due mesi dopo la deflagrazione di una super-mega-influenza viralissima e dal rapido contagio (peraltro favorito da una folle globalizzazione da cui ci siamo fatti lusingare tutti negli ultimi decenni credendo di avere trovato la Panacea), ci ama così tanto da impedirci tuttora di lavorare, muoverci, correre, vedere i nostri cari e persino fare l’amore (naturalmente tutto “per il nostro bene!”), così calpestando il  diritto innato di ogni essere umano, prima ancora che sancito costituzionalmente da una democrazia che oramai rispetto all’Italia odierna è un ossimoro – c’è già chi, positivamente ma non senza motivata preoccupazione, pensa alla Fase 3 (quella dell’auspicato rilancio di un’economia che ahinoi troveremo, fatalmente, a rotoli, ‘grazie’ alle sconsiderate scelte politiche dei talebani al potere attuale).

“I maggiori operatori della supply chain chiedono digitalizzazione e semplificazione” recita l’incipit dell’ultima comunicazione diffusa da Massimo Marciani, Presidente Freight Leaders Council FLC.

La logistica - questa arma essenziale dell’economia di ogni Paese, una grande sconosciuta agli occhi del popolino, finora; ci voleva il Covid-19 per farla scoprire all’uomo della strada… - che, seppure vistosamente rallentata, non si è mai fermata neanche nei giorni di maggiori restrizioni da lockdown, chiede ora spazio deciso, ovvero di poter nuovamente dispiegare le sue ali in pieno.

“Abbiamo bisogno di entrare velocemente nella Fase 3” prosegue il leader di FLC. “Per natura questo settore si muove in contesti internazionali dove la competizione negli ultimi anni è stata molto dura. Le nostre aziende hanno imparato a gestirla, tanto che prima della crisi, il settore intravedeva notevoli spiragli di ripresa. Ora che l’Italia ha scoperto la centralità di questa attività, fondamentale per le industrie, il Made in Italy, ma anche per la vita quotidiana dei cittadini, occorre guardare alla nuova normalità di questo servizio: renderlo ‘resiliente’ aiutandolo a fare un passo in avanti grazie alla digitalizzazione dei processi e allo snellimento delle pratiche burocratiche”.

Le aziende, sostiene Marciani, sono pronte a fare la propria parte, ma il Governo dovrebbe velocizzare l’applicazione di misure, elaborate con un metodo chiaro e condiviso, tese ad azzerare il gap competitivo che comincia a diventare evidente con altri paesi europei che stanno già avviando la ripresa o che hanno interrotto solo parzialmente le attività. 

“Oggi la logistica è in sofferenza e rischia di fare passi indietro, perdendo competitività, nella incerta Fase 2 che si aprirà dal 4 maggio.

Confusione metodologica, difficoltà di interpretazione delle norme, incertezza sulle regole, mancanza di coordinamento a livello territoriale, ma soprattutto una ripartenza asimmetrica a livello economico e territoriale rischiano di affossare definitivamente il settore. 

La sofferenza poggia su una perdita dei flussi che va dal 30 al 90% (in base alla filiera di riferimento) e su difficoltà economiche legate alla crisi di liquidità. Questa situazione rischia di peggiorare a causa dell’asimmetria con cui i diversi Stati Europei stanno affrontando la ripartenza” ammonisce il presidente associativo dei caricatori di merce ed utenti del trasporto e della logistica.

Basterebbe indicare con chiarezza protocolli comportamentali nei diversi contesti, aggiunge Marciani, prevedendo controlli ad hoc, per rimettere in moto del tutto il settore e dare la possibilità al Made in Italy di avere servizi completi a disposizione per raggiungere il resto del mondo, oltre che l’intero territorio italiano.

“È ora indispensabile che il Governo condivida col settore una metrica e un metodo di valutazione dell’efficacia degli interventi che ha programmato. Altrimenti il rischio concreto è che la logistica italiana faccia un passo indietro, incidendo sulla competitività dell’intero sistema economico nazionale” è il monito finale paventato dal numero uno del FLC, che ha dunque fornito una ricetta che potrebbe funzionare. Naturalmente – aggiungiamo noi - se il tutto piacerà a Palazzo Chigi e dintorni, ovvero Conte (ops…) Dio volendo!

Ci vorrà infatti il benevolo e generoso placet di un primo ministro ‘uno e trino’ – dopo il potere esecutivo, l’avvocato romano si è arrogato pure quello legislativo, forse in attesa di puntare pure a quello giudiziario… - per far ripartire la macchina che oggi viaggia quasi in folle.

“Un presidente del Consiglio, legittimato da nessuno, creato in laboratorio da una società di profilazione dati che ha generato un movimento-setta, blindato da un Capo dello Stato assai indulgente con le sue oscillazioni di potere, il quale si rivolge a 60 milioni di connazionali con toni da dittatore a vita: Io vi concedo… io vi autorizzo… nessuno si creda libero… nessuno pensi di… lo faccio per voi…sono preoccupato quanto voi… è per il vostro bene…ma non potete abusare…” sono frammenti di un articolo odierno di Max Del Papa su Atlantico Quotidiano.

Una serie di diktat imposti – senza previo confronto con le opposizioni ma forse neanche col proprio partito, a questo punto temiamo - dal suo scranno televisivo a mezzo di decreti personali fuori dalle facoltà previste in Costituzione, perpetrati lungo due mesi di sistematici abusi di potere, di rimando in rimando, settimana dopo settimana, chissà fino a quale traguardo da megalomane: forse la ‘cinesizzazione’ del popolo italiano?

Che peraltro, se non si ribella, forse se lo merita pure…

Una rappresentazione assai grottesca – ma amarissima da digerire per quelli che ormai sono considerati alla stregua di ‘servi della gleba’ – di una forma di ‘Stato Etico’, assai tipica dei regimi totalitaristi, ma ben mascherati dalle varie piattaforme digitali della circostanza, recitando a menadito un mantra che ormai suona come ritornello beffardo alle nostre orecchie non ancora colme di cerume da propaganda di regime: “state a distanza sociale…per il vostro bene”.

Anche perché – sottotitolo implicito – la lontananza e la divisione, che spesso sfociano presso i più deboli e vulnerabili nel panico fobico dallo stare isolati, sono il logico viatico della seconda parte della dottrina da inculcare nella plebe: “fidati di chi ti governa, che ti darà le app, il vaccino, il microchip giusti per farti stare meglio; tu non dovrai più preoccuparti di niente…”

A proposito di distanza ridotte; e le Sardine, quelle che si rivoltavano tutte belle strette e compatte  in opposizione al sovranismo di cui accusavano la destra italiana, che fine hanno fatto costoro, ai tempi del coronavirus?

TAG : Editoriale FLC
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