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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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27/11/17 09:34

Noi siamo piccoli (armatori) ma cresceremo…

L’assemblea triennale di AIATP - organizzata da S&T Broker - stringe sulle urgenze del trasporto passeggeri proponendo un censimento della categoria per presentare massicciamente le proprie istanze alle istituzioni. Cambia il consiglio direttivo, Gambardella presidente succede a Michelini

Livorno - Cambia il vertice di AIATP Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri, nella normale rotazione dei ruoli già prevista.

Le elezioni a scrutinio segreto del Consiglio Direttivo svolte dai soci aventi diritto al voto durante l’assemblea associativa di Livorno – il 7° meeting nazionale della categoria - hanno decretato il rinnovo delle cariche. Presidente per il triennio 2018-2020 è stato eletto Salvatore Gambardella (Coop Sant'Andrea - Campania), consiglieri Nino Bozzo (Golfo Paradiso – Liguria), Mauro Lombardo (Smiv Srl – Sicilia), Rudy Toninato (Delta Tour – Veneto), Giovanni Nicolai (Consorzio delle Bocche - Sardegna), Stefano Citton (Ducale Srl – Veneto), Andrea Turci (Emilia Romagna), Cavalieri (Lazio) e Sergio Michelini (Aldebaran – Liguria, presidente uscente, il cui mandato è durato tre incarichi consecutivi).

I lavori della due giorni toscana – svolti sotto l’egida dell’organizzazione puntuale di S&T Broker, società di assicurazioni di Grosseto specializzatasi nel segmento delle navi minori, e grazie al contributo di alcune importanti aziende fornitrici di prodotti e di servizi al settore (MAN Motori Marini, Vulkan Srl, Cantiere Navale Boschetti, STNO Studio Tecnico Navale Orsini, Punto Nave Autogonfiabili, HPS High Performance Service, Hempel Vernici, Ricci Federico & C.) - erano iniziati con le presentazioni tecniche del giovedì e gli incontri ‘one to one’ ai desk degli sponsor.

La settima volta del meeting di AIATP, tenutasi nella elegante location belle epoque del Grand Hotel Palazzo, ha fatto seguito ai precedenti appuntamenti, sempre organizzati dalla S&T Ships & Transport Insurance Broker ad Olbia 2010, Venezia 2011, Trapani 2012, Napoli 2013, Genova 2014, Venezia 2016, ed ha visto la partecipazione di circa 100 operatori della nautica professionale giunti da tutta Italia.

Il summit degli operatori di barche per il trasporto turistico di passeggeri - che si contraddistingue per tipologia di navigazione e di servizio dalle navi da passeggeri off-shore - ha assunto una importanza speciale per il particolare momento vissuto dalla categoria, come sottolineato dall'organizzatore e da sempre promotore dell'iniziativa Franco Sanna, titolare e amministratore unico della S&T Broker, azienda leader in Italia nelle assicurazioni di motonavi passeggeri, coperture corpi, RC navigazione e P&I, che ha moderato i lavori.

Si tratta di argomenti delicati, come le disposizioni ministeriali sui titoli professionali sia di Comandanti che di Direttori di macchine, regolamenti contorti e farraginosi che negli ultimi due anni hanno provocato in diversi casi addirittura la perdita di titoli professionali, mettendo questi marittimi in mezzo a una strada giacchè non possono più comandare nessun tipo di unità; ovvero i macchinisti che non possono più essere imbarcati su unità che superano determinate potenze.

Purtroppo il nostro Governo, nel recepire le norme comunitarie specie quelle che disciplinano la formazione degli equipaggi, non ha tenuto conto di questa fondamentale differenza portando pian piano all'agonia un settore che potrebbe invece costituire un elemento significativo per la ripresa economica del nostro Paese.

Secondo le stime esistenti, ma certamente da aggiornare, le 103  società di navigazione iscritte per 234 imbarcazioni da trasporto passeggeri con stazze variabili da 4 a 198 tsl hanno capacità di trasporto per 34.363 passeggeri e si stima abbiano trasportato 6.500.000 di passeggeri trasportati nell’ultimo anno conteggiato, generando un volume di affari pari a 62 milioni di euro. Non quantificabile ma certamente enorme l'indotto generato da tale attività.

Se consideriamo che mancano all'appello circa 1000 imbarcazioni (come rilevato dal libro registro del Rina) e almeno 400 società che operano nel comparto, si genera un rapporto fra i dati rilevati e quelli possibili di 1:5, da cui si evince una palese sottovalutazione della portata del fenomeno economico.

L’intensa kermesse labronica si è poi dipanata con la parte politica del giorno successivo, nella quale i rappresentanti dell’associazione, dopo aver illustrato i risultati conseguiti nel triennio di gestione appena trascorso, hanno discusso coi soci le principali problematiche al tappeto di una categoria che senza dubbio ha un valore economico non indifferente ma che tuttavia fatica ad affermare la propria esistenza sui tavoli istituzionali.

Nella seconda giornata c’è stato anche spazio per le assicurazioni. Grazie al successo ottenuto su tutto il territorio nazionale, la S&T Broker s.r.l. si propone come broker grossista a cui si rivolgono agenti di assicurazione e broker per acquisire prodotti marine da fornire alla clientela, specialmente armatori di unità da lavoro; motonavi passeggeri, traghetti per il trasporto di veicoli e persone, navi da carico, unità da pesca e yacht.

La S&T Broker s.r.l., per questi prodotti assicurativi, retrocede interessanti commissioni, tra le più alte del mercato. Inizialmente nata per rispondere alle necessità degli armatori di ottenere coperture corpi "a pieno rischio" con premi accessibili ed anche polizze RC Navigazione con massimali più adeguati rispetto a quello generalmente concesso dalle Compagnie Italiane per coprire le motonavi adibite a trasporto di passeggeri, la società di Sanna – coadiuvato da Yuri Gronchi e Laura Angeli -  grazie al Know-how maturato nel settore e ad un'ampia base statistica rilevata negli anni sullo specifico segmento di mercato, collabora con importanti società di assicurazione nazionali ed internazionali tra cui AIG Europe Limited e i Lloyd's di Londra per le coperture "corpi", con Raets Marine, del Gruppo Amlin, per le coperture P&I, potendo avere quindi l'accesso a massimali e garanzie più ampie che si adattano perfettamente sia alle esigenze degli armatori, che alle nuove normative dettate dall'Unione Europea (regolamento CE n.1177/2010) attinente i massimali RC per il trasporto marittimo dei passeggeri e il trasporto via mare delle merci e i rischi della navigazione in genere, non ultimi il rischio inquinamento cui sono obbligate navi oltre 1.000 TSL o il massimale di 170.000 DSP per ogni passeggero cui sono obbligate navi da 300 TSL e oltre (D.lgs 111/2012).

“Occorre fare proselitismo, per avere un peso specifico maggiore; da anni ci sforziamo in tale senso” ha ricordato Sanna, porgendo i saluti inaugurali della manifestazione, prima di cedere la parola a uno dei numerosi ospiti di rilievo.

“L’osservazione fondamentale è che le vostre navi trasportano passeggeri, che sono una  ‘merce’ davvero pregiata; tutti sappiamo che con la vita in mare non si scherza, per cui è incongruo quanto accade, nella misura in cui vengono mutuate normative di navi maggiori non coerenti con le piccole organizzazioni delle barche dei soci di AIATP” ha spezzato una lancia in favore della categoria il Cap. di Vascello Nerio Busdraghi, in rappresentanza della Capitaneria di Porto, che notoriamente ha a cuore la questione basilare della sicurezza.

L’eco dell’intervento della Guardia Costiera si è fatto sentire nella riflessione del Cap. Sergio Michelini, presentatosi all’evento livornese quale presidente in carica di lunga gittata.“In effetti da quando abbiamo ripreso le redini dell’associazione abbiamo cominciato a  ragionare col Cap. Busdraghi per individuare norme specifiche da utilizzare, essendoci trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda e in piena sintonia su tanti argomenti” ha esordito il comandante genovese, confessando di sentirsi realmente emozionato per la platea piena. “Questo è un chiaro sintomo che la nostra categoria evidentemente funziona e che la stagione appena chiusa è stata positiva. L’associazionismo è fondamentale perché dà credibilità verso le istituzioni che i singoli non avrebbero, occorre rimanere uniti per mantenere una forte presenza e per fare capire che noi esistiamo. Spesso siamo stati ignorati perché il legislatore non aveva modo di costruire un provvedimento adeguato per un semplice motivo: non c’era conoscenza della materia anche per colpa nostra, nessuno era mai andato a spiegare esattamente chi siamo, e noi del consiglio in questi ultimi anni lo abbiamo fatto più volte” ha chiosato Michelini, ringraziando il broker Sanna, autentico ‘deus ex machina’ del meeting, “per avere investito in un settore apparentemente ostico; ma è stato uno sforzo produttivo e un impegno vincente”.

“Purtroppo viviamo una situazione anacronistica e subiamo una sorta di follia dell’apparato ministeriale, che ci ignora; nonostante numerosi relazioni che intratteniamo, quando esce una circolare, tra i destinatari manca la nostra associazione e invece vi sono altri gruppi ben più piccoli, che contano meno di noi. Questa indifferenza testimonia che l’associazione è importante, senza di essa saremmo carne da macello, dunque il messaggio è univoco: dobbiamo stare uniti, è giusta la concorrenza leale fra noi, ma occorre compattezza nei confronti degli esterni” ha chiarito il presidente uscente, ribadendo il concetto con una citazione cinematografica ‘personalizzata’ del Marchese Del Grillo:  “AIATP siamo tutti noi, ognuno di voi da solo non conta un bel niente!”

A latere dello speech ufficiale, il Segretario Generale, nonché Presidente Onorario e Past President di AIATP, Cap. Antonio Bozzo – il comandante camoglino è stato uno dei tre fondatori dell’associazione ben 25 anni fa, insieme al Cap. Albert Sturlese, originario di Santa Margherita, e dell’editore Stefano Fermi, un ‘padano’ (è nativo di Cremona) letteralmente innamorato di mare e navigazione a tutto tondo, fondatore della rivista ufficiale dell’associazione, ‘Il Battelliere’ – ha ricordato i prodromi e le prospettive dell’aggregazione tra colleghi.

“AIATP è stata fondata nel 1992 ma è rimasta dormiente per alcuni anni. Adesso contiamo su ben 127 aziende associate e la copertura del territorio nazionale è praticamente integrale: solo 2 regioni sulle 15 con acque costiere ne sono fuori”.

Il problema fondamentale è quello di dare contorni più precisi al movimento.

“Si stima siano addirittura 1.200 le unità della nostra categoria, ma molte restano nelle retrovie; occorre dunque fare un censimento, iniziativa determinante, che abbiamo proposto di far fare dalla stessa Capitaneria di Porto, la quale ovviamente dispone di tutte le informazioni necessarie” ha puntualizzato Bozzo, che si trova sguarnito anche nella quantificazione del business in oggetto. “Possiamo fare solo ipotesi e stime, perché sussiste una certa (e neanche del tutto comprensibile) reticenza da vincere  per potere avere dalla aziende un dato di fatturato annuo da potere aggregare. Ma alla fine questa incertezza ci danneggia, evidentemente i politici sono poco sensibili alle nostre istanze anche perchè non ci conoscono. Senza considerare che c’è tutto un indotto, che però pure esso non è quantificato”.

D’altronde, che il settore, di grande importanza per il turismo italiano, resti tuttavia inascoltato dalle istituzioni, è sostenuto non da oggi. In particolare nel 2015 un ripetuto sussulto aveva portato l'Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri a potere avere un confronto franco per chiedere aiuto ai rappresentanti delle istituzioni, illustrando le numerose problematiche che affliggono la categoria in un incontro presso la Camera dei Deputati.

In quella circostanza, il presidente Michelini aveva esplicitato ai parlamentari le discrepanze connesse alle certificazioni del personale marittimo, alla modifica dell'art 8 bis del decreto del presidente della Repubblica 633/72 in materia di IVA , alla concorrenza scorretta e sleale delle unità da diporto uso locazione e noleggio, alla mancanza di finanziamenti specifici per il rilancio della categoria, alla richiesta di partecipare attivamente a tutti i tavoli di confronto per questioni che riguardano direttamente o indirettamente la categoria e alla questione relativa alle tariffe dei canoni di concessione demaniale regolati dalla legge 84/94.

Una richiesta d’aiuto concreto che altro non faceva che reiterare quel ‘grido d’allarme’ già manifestato con una certa veemenza un paio di anni prima.

Dei sensibili ‘dolori’ sofferti ancora attualmente da AIATP si occupa assiduamente il consulente legale dell’associazione, che ha aggiornato sulla situazione in essere del contenzioso in corso.

“La nostra causa vede in pista un ricorso presentato al TAR Lazio contro il decreto emanato nell’estate 2016. Abbiamo impugnato tre articoli, venivano chieste figure professionali diverse anche per viaggi costieri entro le 20 miglia, il vostro range operativo. Invece riteniamo che la convenzione STCW non dovrebbe essere rivolta a voi armatori che non fate navigazione internazionale, addirittura qualcuno naviga in acque interne; in più essa si riferisce ad unità fino a 500 GT, ma notoriamente le vostre barche, adibite ad attività turistiche e di pesca, sono tutte sotto le 250 GT e i 35 metri” ha confermato l’Avv. Leopoldo Fiorentino. “Per il 21 febbraio 2018 è stata fissata l’udienza. Un timore fondato è che i giudici possano pensare che solo i marittimi siano danneggiati; ma in realtà anche le compagnie armatoriali subiscono gravi effetti perché avrebbero meno offerta di lavoro; in caso di soccombenza infatti tutti i marittimi opterebbero per abbracciare  le attività a bordo delle navi maggiori, avendo tutti i requisiti per lavorare sulle più lusinghiere unità mercantili” ha concluso il legale partenopeo.

 

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Angelo Scorza

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