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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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25/02/19 09:08

Nel ‘villaggio globale’ di ALIS sfila la governance politica e mezza ‘Italia in movimento’

Il Presidente Guido Grimaldi ospita il Vice Premier Salvini e spiega il ciclo di tre giorni di conferenze: “Siamo un collettore di istanze e laboratorio strategico per lo sviluppo dell’economia del Paese e della sostenibilità ambientale”

Dal nostro inviato

 

Verona – C’è davvero ‘di tutto, di più’ nel ‘villaggio globale’ di ALIS, che alla fiera Transpotec 2019 ha presidiato un padiglione quasi dedicato, radunando mezza ‘Italia in movimento’.

In quel di Verona c’erano persino gli stand dei produttori di pneumatici di Bridgestone e i fornitori di servizi di soccorso aereo alle barche alla deriva in mare di Alisoccorso, passando per il noleggio di auto del self made man siculo Tommaso Dragotto, che ha avuto persino la ribalta mediatica di sedere tra i panelists oltre alla proiezione ripetuta di video promozionali di Sicily by car.

Poco a che vedere, invero, con le aziende e i servizi di trasporto, logistica e intermodalità nella sua accezione pura, ma coerente col disegno dei fondatori dell’associazione di creare un enorme contenitore pan-imprenditoriale, con sconfinamento adesso anche fuori dalle frontiere tricolori.

“Siamo un collettore di istanze e laboratorio strategico per lo sviluppo dell’economia del Paese e della sostenibilità ambientale” ha spiegato il Presidente Guido Grimaldi aprendo il ciclo di tre giorni di conferenze, che ha trovato il culmine mediatico con la visita, sabato mattina, del Vice Premier Matteo Salvini, il quale si  è  compiaciuto della nuova realtà. “ALIS ha raggiunto numeri incredibili; è una delle poche realtà associative che non chiede ma porta idee. Quando incontro imprenditori che anziché portare problemi offrono soluzioni, sono l’uomo più felice del mondo. Senza miracolismi, voglio però dire che ho trovato qui un gruppo di imprese che hanno voglia di ascoltare e di fare” ha esclamato Salvini, indossando – come da suo costume - la felpa bianca dell’associazione (anche se poi ha fatto lo stesso, per par condicio, con quella blu di FAI-Conftrasporto incontrandone il presidente Paolo Uggè).

A fare da claque al Vice Premier – che ha rassicurato circa l’andare avanti della partita TAV - l’assessore regionale ai Trasporti della Regione Veneto Elisa De Berti, il sindaco di Verona Federico Sboarina, e il presidente di Fiera Verona Maurizio Danese, oltre a una folta rappresentanza istituzionale, compreso il Vice Ministro ai Trasporti Edoardo Rixi ed alcuni sottosegretari.

Le parole di Salvini sulle grandi opere erano state anticipate da Armando Siri. “Sulle grandi opere non ci devono essere equivoci, perché senza grandi corridoi rischiamo di diventare fanalino di coda dell’Europa. La Tav è un pezzettino di una cosa enorme che se non si fa ci esclude dal resto del mondo. Noi troveremo una sintesi, perché i nostri alleati sanno anche avere una visione al di là dei blocchi mentali ideologici” ha affermato Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti.  “Noi competiamo a livello globale con paesi che hanno tempi rapidi nella filiera decisionale. È fondamentale una riorganizzazione dell’ordinamento dello Stato. Oggi ci sono 78 stazioni di una vera e propria via crucis prima di realizzare un‘opera, 42 prima della gara e 36 dopo. Abbiamo da spendere 180 miliardi entro il 2030 e dobbiamo decidere come usare le risorse e come unire i punti del Paese per diventare grandi player globali”.

“La partecipazione del Governo è una conferma di quanto il mondo politico-istituzionale stia lavorando con impegno per accrescere il livello di sicurezza, contrastare il lavoro precario ed evitare l’esodo dei nostri giovani dall’Italia” ha detto Grimaldi  illustrando i punti del programma politico istituzionale. “ALIS è l’Italia del fare, del fare bene con sacrificio e obiettivi precisi. Obiettivi che abbiamo illustrato in questa settimana veneta, nei tre giorni di conferenze ed incontri che abbiamo organizzato al Transpotec. Siamo un riferimento consolidato del mondo trasportistico, un cluster di eccellenze formato da 1.365 imprese associate, 151.000 uomini e donne che operano su mercati specializzati, attraverso un parco veicolare di oltre 105.500 mezzi impiegati in attività logistiche complesse, 140.300 collegamenti marittimi annuali, oltre 120 linee di Autostrade del Mare e con l’autorevole supporto di I.T.S., Università e Centri di Ricerca. Un cluster capace di esprimere circa 20 miliardi di fatturato e che nel solo 2018 è stato capace di generare oltre 1.500 nuovi posti di lavoro. Insieme per crescere per un’Italia in movimento, con dei numeri che ci consentono nell’immediato futuro di mettere in campo azioni volte alla sottoscrizione del CCNL Spedizione, autotrasporto merci e logistica.

ALIS guarda al futuro ed ai processi di sviluppo. Le imprese che rappresentiamo in tutto il Paese, da nord a sud, in campo finanziario, possono godere di un rilevante margine di operatività per lo sviluppo del proprio business grazie al Tranched Cover di 110 milioni di Euro, che prossimamente arriverà fino a 500 milioni, varato alla fine dello scorso anno e che risulta già attivo sul territorio nazionale.

I nostri grandi obiettivi sono l’internazionalizzazione, il riscatto del Mezzogiorno, lo sviluppo della continuità territoriale e l’abbattimento dell’emissione di Co2. Uno dei nostri imperativi è la programmazione: il cluster ALIS investe in innovazione e tutela ambientale. Oggi il GNL, il Gas Naturale Liquefatto, e un domani l’energia elettrica, sono il futuro prossimo del trasporto. Con il Ministero dell’Ambiente abbiamo firmato un Protocollo di Intesa che favorirà lo sviluppo di progettualità in tema di decarbonizzazione e competitività del nostro Paese e stiamo fornendo supporto a progetti di realizzazione della rete italiana per la logistica e distribuzione dei carburanti alternativi per il trasporto..

Anche la digitalizzazione è un pilastro di sviluppo dei nostri servizi associativi. Con la nostra APP stiamo rivoluzionando il modo di fare associazionismo, interconnettendo a costo zero gli operatori e gli stakeholders del settore, favorendo l’incontro tra domanda e offerta. Una filosofia che punta ad una decisa riduzione dei costi di accesso alle professioni della logistica e dei trasporti, rendendole maggiormente attrattive e sostenibili per i nostri giovani” ha concluso Guido Grimaldi.

Il nuovo polo forte della logistica aveva già tenuto banco nell’intera giornata di venerdì, prima dell’acme raggiunto con la visita di Salvini.

Con una presentazione all’americana, preceduta da un paio di filmati ad effetto - tra cui quello sull’allungamento delle navi ro-ro nel cantiere di Palermo che è tanto piaciuto pure a Salvini – e sotto il vigile sguardo di poche ma minacciose guardie del corpo (come si suol dire  metaforicamente ‘armate sino ai denti’), era partita la tavola rotonda che aveva messo a confronto con ALIS i due cluster portuali della Sicilia (con i numeri uno degli enti di Augusta e Messina) e della Sardegna (con l’omnicomprensivo presidente di Cagliari).

“ALIS svolge quel ruolo fondamentale che altri consessi non svolgono; ad esempio, siamo usciti da Assoporti perché prima di nominarne il Presidente occorreva stilare un programma, invece loro hanno fatto il contrario” ha esordito con un pizzico di polemica Andrea Annunziata, presidente dell’AdSP megarese-etnea. “A Catania abbiamo speso 100 milioni per la Nuova Darsena che però non funziona, dunque ne spenderemo altri 5 ed io forse mi beccherò un avviso di garanzia per abuso di atti d’ufficio. Ma pazienza: il traffico ro-ro ha dato un grosso contributo alla Sicilia ma anche a tutta la nazione. Resta ancora qualche discrasia: a Catania abbiamo una nave che va a GNL ma lo stato non mi dà modo di costruire una stazione di bunkeraggio dedicato”.

“Facciamo parte del corridoio Berlino-Palermo che non a caso era il n. 1 dei TEN T e che avrebbe dovuto essere completato con l’infrastruttura del Ponte sullo Stretto, al pari del traforo ferroviario del Brennero. Avere un corridoio europeo indebolito da questa soluzione di continuità rivela già la sua fragilità” ha accusato Antonino De Simone, commissario straordinario dell’AP peloritana. “L’AdSP dello Stretto ci vuole per una ottimale governance di questa area e affinché faccia dialogare le due sponde di Sicilia e Calabria, visto che i grandi assenti nella nostra isola sono le reti ferroviarie, lente e inadeguate”.

“Si poteva fare una sola port authority per tutta la Sicilia come da noi in Sardegna” ha annotato Massimo Deiana, presidente AdSP sarda, prima di guardare alle questioni ‘calde’ dei traghetti.

“Nel 2020 quando scadrà la gara Tirrenia, vedremo che succede. Non sta a me fare il giudice; la convenzione è stata attaccata da più parti, ma altro non è che la riproposizione dell’antica convenzione Tirrenia che era stata istituita nel 1988 (e doveva durare due anni), poi reiterata fino al 2000 e poi al 2010 e quindi al 2020

Nel 2001 fu proprio il soggetto che ora ne usufruisce a fare ricorso e la UE disse che il periodo era abnorme e la sua entità pure: 72 milioni sono tanti, ma prima Tirrenia ne prendeva 115 e addirittura 135 in passato! Bisognerà capire chi ci metterà i soldi, se la Regione o lo Stato, e con che tipo di provvedimento. Faccio solo notare che nella scorsa convenzione gli interessi dei sardi non sono stati considerati, dunque nella prossima formulazione ciò non dovrà più accadere.

In ogni caso questo interventi di supporto dei servizi vanno usati con parsimonia perché rischiano di drogare il mercato” ha concluso Deiana.

“Sulla Sardegna mi tengo lontano dalle polemiche” ha esordito cautamente Eugenio Grimaldi, fratello minore di Guido. “Noi non siamo contro i contributi, che sono giusti se dati per un periodo breve, in maniera giusta, e se sono controllati da chi li eroga per certificarne l’uso. Ma sarebbe meglio che fossero dati direttamente alle aziende di trasporto così queste possono andare dal vettore marittimo che vogliono a loro discrezione”.

Grimaldi ha annotato che “sulla Sicilia abbiamo avuto risultati straordinari. Il nostro settore è diventato estremamente capital intensive, dunque siamo fortunati ad essere seguiti da presidenti di AdSP molto competenti. In alcuni porti come a Catania ci siamo noi e solo altri operatori che hanno contributi; altri privati sono falliti a dimostrazione che quello dei traghetti è un mercato difficile”.

 

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Angelo Scorza

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