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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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29/11/17 17:53

MSC ordina altre due navi da crociera a Fincantieri

Durante la consegna della MSC Seaside (cui seguirà a breve la Seaview), Aponte e Bono firmano per due ulteriori unità del valore complessivo di 1,8 miliardi con consegne nel 2021 e 2023

Monfalcone - Evidentemente MSC Crociere è rimasta soddisfatta del risultato della MSC Seaside, la prima nave da crociera costruita da Fincantieri per conto del gruppo italo-svizzero, nonché la più grande cruiseship mai realizzata in Italia con le sue 153.516 tonnellate di stazza lorda e una capacità di 5.179 passeggeri.

Il patron di MSC Gianluigi Aponte, in occasione della cerimonia di consegna della nuova ammiraglia della compagnia – che è costata 700 milioni di euro e verrà posizionata a Miami per presidiare il mercato dei Caraibi – svoltasi presso gli stabilimenti di Monfalcone alla presenza dell'Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha infatti firmato un nuovo ordine per due unità Seaside EVO, evoluzione della Seaside e della gemella Seaview, anch'essa in costruzione a Monfalcone, con consegna prevista nel maggio 2018.

Le due newbuilding, il cui valore complessivo è pari a 1,8 miliardi di euro, cifra che porta a 3,5 miliardi l'investimento complessivo di MSC a favore di Fincantieri (per un totale di 4 navi, considerando che il nuovo contratto di fatto 'assorbe' l'opzione per una terza Seaside legata al precedente ordine), saranno un'evoluzione del progetto Seaside originario, con una lunghezza di 339 metri, una stazza lorda di 169.380 tonnellate e una capacità di 7.280 passeggeri (ospiti più equipaggio).

Un nuovo impegno che potrebbe costituire solo il primo step di una collaborazione ancor più ampia: “Vogliamo costruire almeno una nave all'anno – ha infatti annunciato Aponte, prima di accompagnare la nipote Asya, madrina della Seaside, a tagliare il nastro della tradizionale bottiglia benaugurale, che si è infranta contro lo scafo della cruiseship – e ci auguriamo di poterlo fare con Fincantieri. Ma le banche devono continuare a sostenerci come hanno fatto fino ad oggi, dando un contributo fondamentale, al pari di quello di Cassa Depositi e Prestiti e di SACE (l'agenzia italiana di credito all'export; ndr)”.

La cerimonia di consegna della MSC Seaside, 14esima unità della flotta di MSC Crociere, è stata anche l'occasione per Giuseppe Bono di ripercorrere – davanti ad una nutrita platea, in cui spiccava la presenza del Capo dello Stato – le tappe del rilancio del gruppo navalmeccanico italiano, “che nel 2015 ha portato a termine la sua ristrutturazione, nel 2016 ha chiuso in utile e alla fine del 2017 prevede di poter riconoscere un giusto dividendo ai suoi azionisti”.

Oggi Fincantieri, 4° gruppo cantieristico al mondo dietro solo ai 3 'big' sudcoreani, dispone di 20 stabilimenti in 4 continenti, impiega 8.200 addetti diretti e da lavoro a 3.000 aziende italiane dell'indotto, di cui il 75% è costituito da PMI. “Nel 2017 abbiamo già consegnato 5 navi da crociera, 5 unità militari e 11 mezzi offshore” ha ricordato Bono. “Attualmente abbiamo lavoro per i prossimi 10 anni, con un monte ordini pari a 25 miliardi di euro, che ci auguriamo possano diventare 30 entro la fine del 2017” (la nuova commessa di MSC porta già il valore complessivo a 26,8 miliardi; ndr).

Particolarmente rilevante è l'impatto del gruppo di Trieste sul territorio nazionale: “Nei prossimi anni l'attività di Fincantieri inciderà per l'1% del PIL italiano, e una sola delle navi da noi costruite genera un gettito fiscale di 100 milioni di euro per lo Stato”. Ma, come noto, l'orizzonte dell'azienda valica i confini nazionali: “L'alleanza con STX France e Naval Group – ha infatti ribadito l'AD di Fincantieri concludendo il suo intervento – da vita a un operatore leader europeo della cantieristica navale, con stabilimenti in 20 paesi, 10 miliardi di fatturato, 35.000 dipendenti diretti e 50 miliardi di carico di lavoro”.

Riguardo l'espansione internazionale di Fincantieri, in Francia come in Cina (tramite la partnership con la conglomerata CSSC), come noto, MSC ha sempre manifestato un certo scetticismo, e infatti Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Crociere, pur senza citare direttamente le singole operazioni, nel suo intervento si è complimentato con Bono, ma ha aggiunto di augurarsi che “questi importanti risultati vengano sfruttati con saggezza, per difendere il patrimonio di competenze e know-how italiano”.

Vago ha poi ricordato che le attività del gruppo MSC generano in Italia un impatto economico annuale complessivo di 5 miliardi di euro, più del 10% dei 43 miliardi complessivamente generati sul territorio nazionale dall'intero comparto della Blue Economy (che impiega 850.000 addetti diretti). “Nel 2018 – ha aggiunto l'Executive Chairman di MSC Crociere – la compagnia movimenterà 3 milioni di passeggeri in 14 porti italiani, dove i nostri ospiti spendono in media 100 euro al giorno in ogni scalo”.

In conclusione del suo intervento, Vago ha voluto anche fare un riferimento all'ormai annoso dibattito sull'imbarco dei marittimi italiani e sulle agevolazioni (fiscali e contributive) di cui godono gli armatori, che – come noto – vede nettamente contrapposti Manuel Grimaldi (e Confitarma) da un lato, e Vincenzo Onorato (e Confcommercio e Fedarlinea, di cui MSC fa parte tramite SNAV) dall'altro: “E' venuto il momento di fare una riflessione equilibrata sul Registro Internazionale: bisogna trovare un equilibrio a livello europeo che possa favorire l'assunzione di cittadini comunitari. Con un corretto quanto auspicabile adeguamento normativo, gran parte delle 30.000 persone che MSC assumerà nei prossimi anni, con l'entrata in servizio delle nuova navi, potrebbe essere costituita da italiani. Le possibili modifiche al Registro Internazionale non devono essere oggetto di uno sterile scontro all'interno del settore armatoriale italiano, bensì un'opportunità che ci auguriamo la politica sarà in grado di cogliere”.

 

Francesco Bottino

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