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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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31/10/18 19:11

Mattioli e Boccia lanciano la 'Confindustria del Mare'

Il Presidente di Confitarma confida in risposte positive dal Governo su tutela del Registro Internazionale e Ministero del Mare

Mario Mattioli

Roma - La presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e la visita, a sorpresa (non era prevista da programma) del Vicepremier e Ministro degli Interni Matteo Salvini, all'assemblea annuale di Confitarma (nonché di Marco Bucci, Sindaco di Genova, città a cui viene dedicata l'assemblea, con un ricordo delle 43 vittime di ponte Morandi), sono, per il Presidente della Confederazione Italiana degli Armatori Mario Mattioli, la conferma dell'attenzione del Governo nei confronti dal cluster marittimo nazionale, che all'esecutivo giallo-verde – ma in verità anche a quelli che l'hanno preceduto – pone tre richieste ben precise: un Ministero del Mare, o quanto meno un organo amministrativo dedicato al settore, un deciso intervento di sburocratizzazione e la tutela del Registro Internazionale nella sua attuale formulazione.

Su queste tre direttrici si sviluppa lo speech di Mattioli, che annuncia anche la futura nascita di una 'Confindustria del Mare': “Dobbiamo dare una voce forte e unitaria alle componenti industriali del nostro mare: armamento, terminal portuali, logistica, navalmeccanica, nautica e pesca. Confitarma, con le altre associazioni confindustriali del settore Assiterminal, Assologistica, Assonave, Ucina e Federpesca, è pronta a costruire il primo nucleo industriale della 'blue economy' di Confindustria, che si candida fin d'ora ad essere il punto di riferimento per la futura strategia marittima e logistica al servizio del Paese”.

Il modello a cui si sta pensando è analogo a quello di Federtrasporto, che già esiste in seno a Confindstria, la quale ha sposato con decisione l'idea avanzata dagli armatori: “Siamo d'accordo con Confitarma per dare vita ad una grande Confindustria del Mare e sviluppare al massimo grado la 'blue economy', in un Paese che è un grande porto naturale, avvantaggiato dalla sua posizione centrale tra Europa e Mediterraneo, aperto a est e a ovest. Un Paese che, per progredire, ha bisogno di infrastrutture, di aprire cantieri e non di chiuderli, di realizzare una grande politica per la crescita” dichiara infatti Vincenzo Boccia, Presidente dell'organizzazione degli industriali italiani.

In attesa quindi di veder nascere una Confindustria del Mare, Confitarma si concentra sulle altre istanze care alla categoria, a partire dall'attuale latitanza di un'interfaccia amministrativa adeguata: “Il cluster marittimo rappresenta oltre il 2% del PIL nazionale, e nel 2017 il 60% delle merci importate e il 50% di quelle esportate dall'Italia sono transitate via mare”. Eppure, ricorda Mattioli, “una componente così importante dell'economia nazionale è governata da una sola Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ringraziamo per l'abnegazione con cui lavora, pur trovandosi sotto organico”. Confitarma chiede quindi un cambio di rotta a la creazione di un'amministrazione dedicata, ovvero (anche se Mattioli non lo cita apertamente nel suo discorso) un Ministero del Mare.

Ma nel 2018 cade anche il 20° 'compleanno' del Registro Internazionale, la cui difesa è da sempre – o almeno da quando una componente del settore, riferibile sopratutto all'armatore Vincenzo Onorato, ne ha chiesto una drastica modifica – prioritaria per la Confederazione: “Grazie a questo strumento la consistenza della flotta mercantile italiana in 20 anni è sostanzialmente raddoppiata, passando da 8,5 a 16,3 milioni di tonnellate nel 2017, e oggi da lavoro a 38.500 marittimi italiani o comunitari”. Numeri che, secondo il numero uno di Confitarma, “dimostrano che la facoltà di imbarcare anche una quota di marittimi extra-comunitari, garantisce sia la competitività della nostra flotta di bandiera che l'imbarco di un numero elevato di marittimi italiani e comunitari”.

Una eventuale modifica del Registro Internazionale, volta a ridurne i benefici, “sarebbe quindi controproducente e in controtendenza a quanto si registra a livello europeo. Gli armatori italiani impegnati in traffici internazionali o misti, iscriverebbero le loro navi in altri registri più competitivi”.

A margine del discorso ufficiale, Mattioli ribadisce poi che anche questo tema va affrontato ragionando sui numeri: “Sento dire che ci sarebbero 60.000 marittimi italiani a casa, ma mi sembra un'enormità. Non esiste un'anagrafe dei marittimi, e quindi questi numeri non hanno nessuna base scientifica”. Non va poi dimenticato – ricorda l'armatore partenopeo - “che questa polemica sull'italianità dei marittimi è nata più che per difendere l'occupazione per ragioni di battaglia commerciale, e francamente lo trovo anche un po' squallido”.

Il terzo focus dell'intervento riguarda la semplificazione normativa: “Confitarma ha istituito una commissione ad hoc che ha elaborato un pacchetto di misure a costo zero che avvicinerebbe il nostro shipping a quello delle altre nazioni marittime più competitive”.

Per tutte queste istanze, il Presidente di Confitarma si dice poi – parlando a margine del suo intervento ufficiale – fiducioso di un riscontro positivo da parte del Governo. Per quanto riguarda la tutela del Registro Internazionale “mi sento tranquillo. Il ministro Toninelli, la cui presenza qui alla nostra assemblea, insieme al Vicepremier Salvini, è indicativa dell'attenzione che il Governo intende riservare al settore marittimo, ci ha rassicurato e ha fatto un ragionamento in termini di costi/benefici: il Registro Internazionale nei suoi 20 anni di esistenza, ha raddoppiato la flotta nazionale e l'occupazione a bordo di marittimi italiani e comunitari”.

L'istituzione di un Ministero del Mare, Confitarma l'aveva già chiesta prima della formazione del nuovo esecutivo, “e più di recente questa necessità è stata nuovamente ribadita anche dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Il Ministro Toninelli ha già annunciato un rafforzamento della Direzione Generale del MIT, e ha ricordato che competente per i porti è il Viceministro Edoardo Rixi, persona molto preparata, che noi stimiamo. Sono quindi fiducioso che il dialogo con l'esecutivo, anche su questo tema, possa presto dare i suoi primi, concreti frutti”.

Tra gli altri temi affrontati da Mattioli anche l'innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori marittimi: “Nel contesto attuale è importante raggiungere un accordo con i sindacati che tenga conto delle legittime aspirazioni alla stabilità ma anche della necessità di essere flessibili. Inoltre è fondamentale delineare un contratto unico per personale imbarcato e di terra, in modo da evitare distorsioni”.

In sede di rinnovo del CCNL, dallo stesso lato del tavolo di Confitarma, siede anche Assarmatori. L'associazione guidata da Stefano Messina “è stata inclusa perché di fatto è subentrata a Fedarlinea (che ha aderito ad Assarmatori; ndr), che era un legittimo attore contrattuale”.

Anche se sul contratto, quindi, il dialogo è per forza di cose aperto con Assarmatori, il giudizio di Mattioli su questa 'giovane' aggregazione di armatori è netto: “Io ancora non capisco il senso di avere una doppia associazione, e sopratutto non capisco perché questa associazione ha dei numeri straordinari di bandiere non italiane. Che senso ha avere un'associazione in Italia, che teoricamente dovrebbe tutelare interessi italiani, che però rappresenta in larga maggioranza navi di bandiera non italiana? Io questo – conclude Mattioli – continuo a non capirlo”.

 

Francesco Bottino

TAG : associazioni
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