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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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10/02/17 09:31

Maersk risponde alla crisi con nuove aperture in Italia

Secondo il sales director Antonio Ascari il 2016 è stato un nuovo anno nero per i container e nel 2017 si riparte con tre nuove alleanze

Ascari Antonio (Ceva Logistics) NC

Milano - Se anche il “primo della classe”, il gruppo danese A.P. Møller-Mærsk, chiude il bilancio 2016 in rosso per 1,9 miliardi di dollari (in deciso calo rispetto all’utile di 925 milioni del 2015), la descrizione del 2016 dello shipping mondiale è presto fatta. A contribuire al rosso di fine anno ci ha pensato anche la compagnia di navigazione del gruppo, Maersk Line, che nell’esercizio passato ha trasportato 10,4 milioni di container (+9,4%) aumentando quindi la propria quota di mercato ma il nolo medio per ogni box da 40 piedi (Feu) è risultato pari a 1.795 dollari (-18,7%).

Meglio se la passano i terminal portuali controllati e operati dalla APM Terminals (presente in Italia a Vado Ligure) che l’anno scorso hanno movimentato 37,3 milioni di Teu (+3,6% sul 2015) e il bilancio ha chiuso con un utile netto di 438 milioni di dollari (-33%) su ricavi pari a 4,18 miliardi di dollari (-1,5%).

Il Central Mediterranean Sales Director Sales Director di Maersk Line Italia, Antonio Ascari, parlando a Milano in occasione del convegno Shipping Forwarding & Logistics meet Industry ha detto che “il 2016 come anno nero per lo shipping non ha avuto nulla da invidiare al 2009. Molte scelte di investimento e di impiego delle grandi navi erano fondate su previsioni degli analisti che si sono rivelate sbagliate, soprattutto quelle riguardanti i trade Asia – Europa dove oggi navigano le portacontainer di ultima generazione”. Ascari ha poi proseguito spiegando che “il comparto sta andando verso progressive aggregazioni fra vettori marittimi con l’obiettivo primario di cercare di efficientare i servizi offerti. Nel 2016 i noli non erano economicamente sostenibili per nessuna compagnia e quest’anno vedremo se e come cambierà lo scenario con la grande novità rappresentata dall’avvio delle tre nuove alleanze: 2M, The Alliance e Ocean Alliance”.

Nel nostro Paese il gruppo danese ha cambiato strategia di sviluppo passando dalla scelta di razionalizzare al massimo i costi accentrando tutte le attività su Genova, a quella di privilegiare l’assistenza e la vicinanza ai clienti e riaprendo quindi nuove sedi in giro per l’Italia. “Negli ultimi tempi abbiamo ampliato il nostro network nazionale con uffici a Napoli, Firenze, Padova e Milano” ha aggiunto infine Ascari che, a proposito delle nuove sfide imposte dai colossi dell’e-commerce ha detto: “I vari Alibaba e Amazon è vero che oggi contribuiscono ad alimentare le spedizioni di merci in giro per il mondo ma non dimentichiamo che hanno richiesto e stanno ottenendo licenze per diventare spedizionieri e trasportatori. Oggi dunque sono clienti, un domani chissà…”.

Nicola Capuzzo

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