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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/12/18 09:04

Letterina natalizia dei Giovani del Propeller a Santa Claus Bucci

Dalla missiva delle nuove leve della Genova marittimo-portuale recapitata al sindaco, ad enunciare la loro vision per il rilancio della Superba, un new deal di governance per la città?

Genova – Una serata decisamente sui generis, e proprio per questo ancor più apprezzata, la conviviale natalizia del Propeller Club di Genova, che ha visto, per una volta almeno – ma l’auspicio è che sia solo l’inizio di un new deal – decisamente ‘svecchiata’ e rimpolpata nel numero la platea dei convitati.

Oltre 120 persone hanno partecipato alla prima uscita pubblica ufficiale, quali organizzatori dell’evento, del Gruppo Giovani (formato circa un anno fa), certamente allettate dall’annunciata presenza del sindaco di Genova Marco Bucci come ‘guest star’ della serata.

E a tale proposito, legittimo - ma anche sterile e vano, se permettete – il pacato mugugno nei corridoi di un tecnocrate dello shipping che lamentava quanto di più attirasse la presenza di un politico, seppure non di ambito marittimo-portuale, come relatore, rispetto a quella di sommi esperti pescati tra gli addetti ai lavori.

D’altronde si sa, in Italia (e non solo) senza il consenso della - o quantomeno senza essere intralciata dalla - classe politica, nessuna imprenditoria può far strada quanto merita…Potenza della res publica.

La Presidente Giorgia Boi aveva preannunciato un evento dal format originale, e che alla prova dei fatti si è rivelato di certo vincente.

Azzeccato anche il periodo sotto Natale per invitare a parlare di questioni portuali, marittime, infrastrutturali, logistiche e di turismo del mare un illustre ospite che aveva anche il perfetto ‘physique du role’ per indossare i panni di Santa Claus del giorno (barba e corporatura robusta già di serie…) cui indirizzare una missiva pregna di significati.

Dunque, una prima volta, per i ‘Zuenotti Zeneixi’, promossa a pieni voti e per nulla rovinata dal neo dell’assenza (giustificata) del primo cittadino genovese, bloccato a letto da un violento malanno; la prova provata che non si trattasse di una scusa diplomatica sono le videoconferenze che Bucci ha allestito in questi giorni dalla sua casa per portare avanti ‘febbrilmente’ (è il caso di dirlo) la selezione della società o cordata cui appaltare i lavori di ricostruzione del Ponte Morandi.

A farne le veci uno Stefano Balleari ‘di rappresentanza’ (certamente privo del carisma e della giurisdizione a dare risposte decisive in presa diretta che avrebbe avuto il sindaco, il quale, per inciso, abituato com’è quale metodo di lavoro ad ascoltare tutte le campane, aveva accettato con entusiasmo l’invito a partecipare all’evento e a poter replicare alle proposte rivoltegli) il quale ha raccolto l’invito dei giovani, sintetizzato in un manoscritto – confezionato in un bel cofanetto – che recapiterà al suo ‘capo’.

Che poi possa essere forse non sempre ferreamente attesa la regola dell’Under 40 nella ‘eleggibilità’ dei membri del Gruppo Giovani – come accade già in più di un’associazione omologa, peraltro – e dunque faccia ancora parte del consesso qualche ‘fuori quota’, ovvero pure coloro che ‘si sentono giovani dentro’, nel caso fosse come malignamente rilevato da alcuni, avrebbe rilevanza relativa.

Le facce pulite e le idee fresche che sono echeggiate al Settimo Cielo – così viene altrimenti definita l’ampia sala al 7° piano del Grand Hotel Savoia, location preferenziale del Propeller genovese – sono state senz’altro una nota lieta della serata, a ravvivare l’attività di un territorio che da oltre mezzo secolo è in tragica crisi demografica, dove il brillante manager e professionista 40enne-50enne è quasi una razza estinta (si tratta di cervelli geniali e portafogli imprenditoriali spesso emigrati a far fortuna presso lidi più ospitali ed accoglienti).

Nel blasonato e aristocraticamente un po’ snob establishment genovese, come noto alla generazione che segue quella dei saggi saldamente al timone, raramente viene ceduta la governance prima del compimento del mezzo secolo di vita (e dopo non meno di un buon ventennio di gavetta aziendale); “maniman facessero pazzie giovanili da inesperti…” mormorano gli antichi capitani d’industria, ampiamente demodée.

Tutto ciò accade mentre negli Stati Uniti, - tanto cari al sindaco Bucci, per fare un nome - a 30 anni puoi già essere sbocciato fino a diventare in un amen un Bill Gates o un Mark Zuckerberg, affermatissimi e onusti di guadagni ‘fantastiliardari’.

D’altronde in Italia non saremo mai il paese dove un ex venditore di noccioline è potuto diventare Presidente della Repubblica (Jimmy Carter, 1977), perché la cultura di dare una possibilità a chiunque - anche privo di doppio cognome o della giusta raccomandazione - voglia farsi largo da ‘self made man’, non alligna certo alle nostre latitudini.

Per una città che sta faticosamente riprendendosi da una doppia mazzata consecutiva in 75 giorni – la violenta mareggiata ‘coast to coast’ ha avuto minore impatto mediatico ed impasse logistica del crollo del viadotto sul Polcevera, ma come conta dei danni è sicuramente stata una sciagura di analogo effetto sul territorio – sapere di potere contare anche su forze fresche nel rilancio può essere una risorsa addizionale di non trascurabile apporto.

I 7 coetanei che, dopo l’introduzione del leader del Gruppo Giovani, il broker Umberto Novi, si sono alternati al microfono per esporre con stile e padronanza della comunicazione (malgrado l’essere probabili esordienti di fronte a un’audience di un certo peso), filone per filone, desiderata, proposte e progetti da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione municipale, pur avendo diverse matrici, collocazioni professionali e attività diverse, hanno dato l’impressione di avere tutti il comun denominatore della palpabile voglia di fare e della forte volontà di potersi esprimere per dare una concreta mano al ‘Risorgimento della Lanterna’.

Il contributo di idee nato dal sinergico e coordinato intervento delle nuove leve occupate ad operare nel mondo dello shipping e fortemente determinati a dare il via ad una nuova e più vitale era cittadina è stato dunque recapitato indirettamente a Bucci nella forma di una Lettera Aperta a mò di ‘presente natalizio’, destinata a racchiudere pensieri e speranze dei nostri giovani; sicché i tradizionali auguri a ridosso dell’albero sono anche diventati, da parte dei membri del Propeller appartenenti alla precedente generazione, una forma speciale di auguri alla città e a chi potrà interpretarne i prossimi vertici deputati a determinarne il futuro, ha efficacemente chiosato la Presidente Boi.

Seguendo la scaletta tracciata dal ‘moderatore’ Umberto Novi, si sono avvicendati Marco Fehmer (DSP), che ha parlato di automazione portuale e della necessaria interazione tra terminal portuali; Martina Iguera, che ha centrato il suo intervento sulla necessità di creare un polo formativo in tutto e per tutto legato al mondo dell'industria dello shipping tramite un reale confronto con le aziende del territorio; Chiara De Angelis (IMASCO), con la visione di fare di Genova un Porto Rifugio del Mediterraneo; Giulia Fioretti (Camera Vernetti), ha approfondito la parte normativa in via del tutto generale del precedente argomento; Alberto Abrassi (Costa Crociere) ha avanzato la funzione del marketing di Genova e del suo territorio con idee ed esempi concreti su come poter migliorarsi in futuro, per far scegliere Genova come tappa ambita e non solo come porto di passaggio obbligato; Lorenzo Fabro (Berlingieri Maresca) ha ampliato al turismo in tema nautica da diporto e di salone nautico pienamente integrato con la città; Aldo Coppa (Hapag Lloyd) ha proposto di portare a Genova il "G8 dello Shipping" all’ennesima potenza, allargando a 20 paesi riuniti in un summit destinato ad accentrare le attenzioni del cluster marittimo internazionale, in concomitanza ad uno degli eventi che contraddistinguono la Genova del Mare (Salone Nautico, Blue Economy, Genoa Shipping Week). È rimasto invece volutamente in canna l’intervento di Andrea La Mattina (Bonelli Erede) che collegandosi al discorso marketing in chiave ‘industriale, avrebbe voluto porre al Sindaco – e solo a lui - la domanda ed un suo parere circa la ZES (Zona Economica Speciale), oggi privilegio dell'Italia meridionale, quale potenziale chiave di rilancio per Genova.

Questa, in estrema sintesi, la ‘vision’ scaturita da studi ed analisi portati avanti in questi ultimi mesi dai Giovani in quali, esaminando molti tra i più importanti profili che contraddistinguono Genova, hanno individuato alcune ipotesi di intervento che potrebbero essere inseriti tra i punti cardine del nuovo processo di sviluppo della città, certamente sofferente per i recenti, tragici eventi che l’hanno colpita ma certamente ben determinata a superare in breve tempo queste criticità per riaffermarsi, ancor più di prima, quale capitale dello shipping a livello internazionale e continentale.

Angelo Scorza

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