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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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23/03/20 17:36

La UE rilancia le ‘green lanes’ e spalanca le frontiere a qualsiasi tipo di merce

Il passaggio attraverso questi punti deve avvenire in massimo 15'. Gli Stati membri dovranno togliere i divieti settoriali e le limitazioni sui tempi di guida

di Pietro Roth

Designare come ‘green lane’, ovvero ‘corsia verde’, tutti i punti di frontiera interna lungo la rete trans-europea di trasporto (TEN-T) ed individuare nel più breve tempo possibile gli eventuali altri passaggi strategici anche al di fuori di questa rete. È quello che la Commissione Europea chiede di fare al più presto a tutti gli Stati membri: attraverso una ‘green lane’ le merci di qualsiasi natura, provenienza e destinazione, trasportate a bordo di veicoli di qualsiasi immatricolazione e grazie ad autisti di qualsivoglia nazionalità, dovranno passare la frontiera in un tempo massimo di un quarto d’ora, inclusi eventuali controlli sanitari, a prescindere dal mezzo di trasporto, sia esso su gomma, ferro o anche nave.

“Il Coronavirus ha avuto un notevole impatto sulla catena logistica: le misure introdotte per rallentare la diffusione dell’epidemia hanno rallentato, e in alcuni casi addirittura paralizzato, i nostri trasporti. Una situazione del genere non è più accettabile e per questo abbiamo fatto pervenire agli Stati membri le nostre linee guida sui trasporti con quattro principali obiettivi: attraversare il confine attraverso una ‘green lane’ dovrà impiegare al massimo un quarto d’ora, mentre è capitato di vedere code sino a 18 ore; attraverso queste arterie dovranno passare liberamente merci di qualsiasi tipo, visto che il nostro mercato interno è fortemente interconnesso; gli Stati membri dovranno far cessare i divieti settoriali in essere ed eventuali limitazioni alla guida ad esempio nei fine settimana o di notte; ridurre al minimo indispensabile i documenti necessari per attraversare il confine. I controlli sanitari alle frontiere possono essere utili, ma non dovranno ritardare il flusso delle merci nel nostro mercato interno” sono le parole con cui il Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha accompagnato questa decisione.

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Da Bruxelles si chiede anche di applicare queste decisioni pure ai lavoratori attivi nel settore dei trasporti (autisti, equipaggio delle navi, piloti, membri dello staff e manutentori) e di non applicare misure come la quarantena o altre limitazioni a lavoratori che non presentino sintomi. In aggiunta, viene chiesto di accantonare l’obbligo, valido per gli autisti, di avere con sé il certificato medico di buona salute all’atto di attraversare la frontiera. Basterà disporre dei certificati riconosciuti a livello internazionale o avere una lettera del datore di lavoro. Eventuali controlli sanitari dovranno avvenire in tempi celeri, da un solo lato della frontiera e senza che l’autista debba scendere dal suo mezzo.

Di certo l’Italia è stata una delle Nazioni più penalizzate da blocchi alle frontiere messi in piedi in modo estemporaneo da alcuni Stati membri: basti pensare alla situazione a tratti surreale che si è creata al valico del Brennero, o alle strade addirittura chiuse con i massi lungo il confine con la Slovenia.

“Le nostre linee guida servono a proteggere la catena logistica europea in questi difficili momenti, nei quali abbiamo bisogno di spostare senza ritardi di alcun genere tutte le merci e alcune categorie di lavoratori. Queste raccomandazioni servono anche per proteggere la salute di queste persone, che sono sul fronte di questa crisi”, il commento del Commissario ai Trasporti Adina Valean.

 

Corridoio preferenziale (senza dazi né IVA) per il materiale contro l’emergenza in arrivo in Italia

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una circolare, ha deciso di attivare una sorta di ‘corridoio preferenziale’ per lo sdoganamento, in porti e aeroporti del nostro Paese, delle merci che servono per contrastare l’epidemia di Coronavirus. In particolare, in caso di “importazione di strumenti ed apparecchi utilizzati a scopo di ricerca, diagnosi e trattamenti medici, offerti in dono o acquistati secondo il Regolamento CE 1186/2009 si potrà procedere all’importazione in franchigia di dazi e al ricorrere delle condizioni sarà applicata anche l’esenzione IVA”. Ancora, “per l’importazione nel territorio nazionale di altre merci per fronteggiare la situazione emergenziale, da altri Stati o enti a carattere caritativo o filantropico, potrà darsi corso all’applicazione provvisoria della franchigia dai dazi e dell’IVA in via provvisoria, producendo una lettera d’impegno”. Analoga autorizzazione potrà essere rilasciata dall’Ufficio delle Dogane per le altre merci finalizzate a contrastare l’epidemia. Infine, per velocizzare le operazioni di sdoganamento sarà data evidenza della specifica finalità della merce indicando nel campo 44 della dichiarazione doganale il codice addizionale 17YY.

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