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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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27/12/19 15:43

La convenzione Stato-CIN Tirrenia sarà prorogata

Lo hanno annunciato i sindacati confederali a valle di un incontro con De Micheli: “Saranno comunque garantiti tutti i posti di lavoro attuali a condizioni economiche invariate”

Il rapporto contrattuale fra lo Stato e la CIN Tirrenia (72 milioni di euro annui circa per l’effettuazione delle rotte marittime in convenzione fra continente e isole) non si chiuderà alla scadenza naturale, il prossimo luglio.

Lo ha chiarito una nota di FILT Cgil, FIT Cisl e Uiltrasporti a valle di un incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli organizzato “per una prima disamina delle problematiche che affliggono il Gruppo Onorato Armatori”, proprietario della compagnia. Al centro dell’attenzione “la prossima scadenza del contratto ministeriale per la continuità territoriale nonché le intenzioni di Tirrenia CIN di procedere con un importante progetto riorganizzativo che vede la chiusura delle sedi di Napoli e di Cagliari con contestuale trasferimento di tutto il personale presso le sedi di Portoferraio, Livorno e Milano”.

Come era logico attendersi, dato che a fine novembre il Governo parlava ufficialmente di istruttoria ancora in corso, De Micheli avrebbe dato per certa al sindacato confederale “una proroga tecnica dell’attuale contratto fino ad assegnazione definitiva del nuovo servizio”. La relativa procedura di assegnazione sarà prerogativa di Invitalia e, stando alla nota delle OOSS, la struttura della convenzione non dovrebbe essere rivoluzionata, perlomeno nel numero e nella frequenza delle tratte operate col supporto dello Stato, dato che il Ministro avrebbe offerto al sindacato “garanzia occupazionale per tutto il personale attualmente impiegato attraverso la cosiddetta ‘clausola sociale’, a parità di risorse economiche”.

Quanto alla specifica tematica delle chiusure annunciate dall’attuale proprietà di CIN, le sigle sindacali hanno “preannunciato al Ministro l’imminente avvio di specifiche iniziative affinché’ l’azienda receda da tale improponibile e insostenibile determinazione che equivale a circa 100 licenziamenti”. De Micheli avrebbe “condiviso le preoccupazioni”, impegnandosi ad “intervenire nei limiti delle proprie competenze” e a riconvocare a gennaio le OOSS.

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