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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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30/04/20 09:19

La Confederazione dei Trasporti partorisce una montagna (di dati)

Confetra dà alle stampe l’Almanacco della Logistica 2020, prima edizione di una ponderosa ‘opera magna’ di raccolta ed elaborazione di dati, fatti e informazioni su tutte le modalità di trasporto e il commercio internazionale che afferiscono all’Italia

Quando è arrivato sulle nostre scrivanie telematiche l’annuncio, legittimamente orgoglioso, di Ivano Russo, dinamico e poliedrico Direttore Generale di Confetra, abbiamo preso un attimo di respiro per dare il giusto peso all’iniziativa che ci era appena stata comunicata.

“Ti anticipo il nostro primo numero dell'Almanacco della Logistica. È la raccolta di dati più completa ad oggi unitariamente prodotta in Italia, sul nostro settore. In tutte le modalità (porti, mare, gomma, corrieri, ferro, aereo) e tutti i capitoli complementari (e-commerce, borsino immobiliare logistico, Autostrade del Mare ecc).

Abbiamo coinvolto, e sono nostri Partner Istituzionali: il CNEL, Dogane, RAM, RFI, Assoporti, i Politecnici di Napoli e Milano e tanti altri soggetti di grande autorevolezza scientifica.

Tutti i dati consolidati e le tendenze del 2019, dettagliate ed analizzate, ci aiuteranno anche a meglio comprendere gli scostamenti causati dall'emergenza Covid-19 sui volumi nell'anno in corso.

Spero ti piaccia anche l'infografica semplice ed innovativa…” recitava l’amichevole whatsapp circolato dall’ex delfino di Graziano Delrio ai tempi del MIT, colui che una testata d’inchiesta online partenopea, tracciandone la biografia ha definito, con un certo acume ‘il golden boy della logistica’, essendosi egli sempre mosso, nei suoi diversi ruoli istituzionali affrontati in una sinora breve ma intensa carriera di una dozzina abbondante di anni, tra studi economici e politica, fra statistiche e loro interpretazioni analitiche e questioni di governance.

La nostra curiosità, più che la perplessità, nell’affrontare la ‘notizia’ della pubblicazione, avvalendoci di un’esperienza di oltre un quarto di secolo nel soppesare le informazioni anziché – come spesso capita a colleghi più giovani e superficiali – effettuare un rapido ‘copia&incolla’ per (credere di) vincere la famosa guerra della velocità nel dare per primo una notizia peraltro di pubblico dominio, era legata al fatto di essere stati in passato, come tutti noi della stampa specializzata e non, talvolta abbacinati e infine ‘traditi’ da pubblicazioni assai promettenti ma alla resa dei conti poco originali, con valore aggiunto risicato, insomma più dai titoli altisonanti e roboanti che non dalla sostanza di peso.

D’altronde, sarebbe stato anche poco professionale e dunque esecrabile ‘liquidare’ con un semplice messaggio del tipo “è disponibile un nuovo volume di informazioni statistiche” un’analisi approfondita che condensa in 78 intense e documentate pagine tante notizie, dati, annotazioni; alcune delle quali, fatalmente, non sconosciute al fianco di altre invece inedite e per questo assai intriganti.

Diciamo subito che, al di là dei buoni propositi, ci siamo parzialmente arresi pure noi, poiché pensare di potere metabolizzare un volume così ponderoso in qualche ora di seppure approfondita ‘scorsa’, ci è parso subito compito improbo, per non dire ‘mission impossible’: sicchè quello che possiamo affermare con una certa tranquillità nel tentare la recensione di questa sorta di ‘opera magna’ - edita dalla Confederazione dei Trasporti “di status uguale alle altre 8 Confederazioni nazionali di altri settori (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura ecc.), al pari di queste, tutte e 9 in CNEL, ognuna in rappresentanza del proprio comparto, che associa 20 Associazioni nazionali di categoria (come Fedespedi, Assologistica, Fercargo, Assiterminal, Fedit ecc. e 60 territoriali (come ad esempio Spediporto, Alsea ecc)” precisa ancora Russo, per sottolineare una volta di più il diverso rango istituzionale e organizzativo di cui gode Confetra nel confronto ad alcune associazioni ‘rivali’ quali Federlogistica e Conftrasporto, tanto per fare nomi…- è che trattasi di meritorio e notevole lavoro, certamente perfettibile ma che comunque segna una pietra miliare in questo genere di iniziative di studi ed analisi di macro-settori.

Finora, per ritrovare qualcosa di simile, ci eravamo rifatti ad un prodotto ‘antico ma sempre valido’, quale il ‘mitico’ CNT Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti redatto dall'Ufficio di Statistica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, realizzato in collaborazione con altre Amministrazioni Pubbliche, ISTAT, Aziende, Imprese, Enti ed Istituti di ricerca; un realmente ponderoso volume (consta di alcune centinaia di pagine) che dal 1967 costituisce una fonte statistica ufficiale di grande rilevanza informativa.

Una vera enciclopedia dei trasporti, ma che sconta, a nostro modesto parere, alcuni difetti su cui davvero non si può sorvolare: proprio per il suo eccessivo grado di dettaglio in alcune analisi veramente puntuali, è spesso dispersivo e dunque non si trova un filo logico conduttore

E il suo difetto più grave è che, proprio per volere parlare ‘di tutto e di più’ (come Mamma RAI!) raccoglie con un sensibile ritardo i dati stastistici, sicchè arriva sulle scrivanie degli stakeholders con mediamente un paio o più di anni di ritardo rispetto all’attualità.

In sostanza, secondo quanto si trova ‘sfrugugliando’ sullo scaffale informstivo, l’ultimo volume ha l’endorsement dell’ex Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli (in carica sino all’estate 2019), sicchè oggi disponiamo di dati del 2017 e 2018, ben poco utili a chi voglia prendere decisioni economiche basandosi su un trascorso molto recente; il CNT è dunque più una pubblicazione da ‘amatori’ delle statistiche, da ‘collezionisti’ di analisi, che non utile ai decision-makers dell’imprenditoria, del mondo associativo e istituzionale e della politica.

Altre encomiabili pubblicazioni di egual tenore (almeno ‘tentativamente’) che nella nostra esperienza di giornalisti abbiamo visto circolare con pretese, più velleitarie che non realmente ambiziose, di esaustività, hanno invero spesso lasciato il tempo che hanno trovato, rivelandosi più annuari commerciali o promozionali se non semplici repertori, sorte di Who’s Who dei trasporti, quasi dei simil elenchi telefonici, a fianco a qualche dato statistico ‘scopiazzato’ qua e là o dichiaratamente mutuato da fonti ben più autorevoli, seppure (queste ultime) inevitabilmente paziali o molto mirate.

Insomma, ad oggi manca - o mancava? prudentemente attendiamo la metabolizzazione della novità prima di dare giudizi troppo definitivi – un reale compendio onnicomprensivo, realmente esaustivo o quantomeno legato nelle sue parti da un nitido fil rouge, soprattutto di immediate intellegibilità e fruibilità. Sarà tutto ciò il nuovo prodotto di Confetra?

“L'almanacco (con etimo arabo) è una pubblicazione annuale simile al calendario ma con informazioni aggiuntive, come indicazioni astronomiche, geografiche e statistiche”, recita la definizione di Wikipedia, ormai la fonte cui tutti noi si ricorre più facilmente, magari meno scientifica ma molto pragmatica, sorta di Bignami del Terzo Millennio; ma, alla resa dei conti, una definizione che non si discosta affatto da quella, di lignaggio assai superiore, della Treccani, che a tal proposito afferma: “almanacco, calendario; libro che registra i giorni dell’anno con le indicazioni astronomiche, meteorologiche; talvolta anche annuario, pubblicazione con notizie statistiche, nobiliari, o più genericamente titolo di pubblicazioni periodiche”.

Logicamente è questa seconda accezione quella cui aspirano i redattori di Confetra.

A tale riguardo ci preme sottolineare che l’opera è ‘firmata’, per indiscutibili logiche gerarchiche, dall’attuale Presidente Confederale, Guido Nicolini, il quale illustra nell’editoriale di apertura scopi e ambizioni dell’Almanacco, con un’introduzione proiettata sull’attualità del difficilissimo momento che il pianeta sta attraversando.

Pare peraltro di capire, dando a Nereo quel che è di Nereo, che il ‘genitore’ ufficioso del volume sia l’ex Presidente Marcucci, oggi investito della carica ufficiale di Vice Presidente con delega al Centro Studi ed ai progetti di Sistema.

Dopo questa lunga premessa, occorre provare a scendere nel merito per apprezzare l’impegno di chi ‘ha dato i numeri’.

Come anticipato, ci riserviamo di dare un giudizio definitivo, ma intanto prendiamo atto di alcuni fatti evidenti: l’Almanacco della Logistica 2020 è un’autentica miniera di informazioni (forse persino troppe?) ma col pregio di saperle tradurre in alcune tabelle e grafici di immediata digeribilità, in modo da dare numeri di pratico utilizzo.

Ci vogliano scusare i Lettori, in questa sede è prematuro potere fare un’analisi approfondita per singolo settore, perché appunto ci vorrebbe un impegno temporale che i tempi tecnici dell’informazione moderna non consentono: “è la stampa, bellezza” recitava un famoso aforisma dalle labbra di Humphrey Bogart al riguardo…

Avvalendoci ancora una volta del contributo dell’amico Russo, possiamo evidenziare alcune realtà macroscopiche che destano le maggiori sorprese, ma anche alcune conferme di tendenze già note.

In positivo si evidenzia la crescita dell'e-commerce che continua a moltiplicarsi di fattore 2 ogni anno, al pari dell'immobiliare logistico (settore che non ci pare mai essere stato analizzato con grado così fine in passato; non a caso tra i patrocinatori dello studio figura la società specializzata World Capital) che sta volando e traina l'intero settore immobiliare.

Sui flussi del trasporto internazionale, specie in ambito marittimo, e del connesso commercio mondiale – qui crediamo decisiva sia stata la consulenza di SRM Napoli – si cristallizza la sostanziale ‘dipartita’ del transhipment in Italia, in agonia ormai da un quinquennio.

Come già ben rappresentato proprio nelle puntuali statistiche di inizio anno di Ship2Shore, il cluster degli hub port del Mezzogiorno (Gioia Tauro, Cagliari e Gioia Tauro), che era arrivato a pesare oltre il 50% del movimento complessivo della portualità nazionale (oltre 5 milioni tra i tre porti), oggi è ridotto a molto meno della metà, causa la sostanziale sparizione dalla scena dei due porti pugliese e sardo. Ma questa, d’altronde’ è solo la ‘cronaca di una morte annunciata’, per citare un ben noto titolo letterario. E del resto – non sarà mal comune, mezzo gaudio – ciò accade in tutta Europa, ove tra penisola iberica e Russia non si rinviene l’esistenza di un solo porto di puro transhipment, a dimostrazione che di sola logica ‘hub & spoke’ nello scacchiere moderno dei trasporti marittimi globali non si campa.

Nel suo editoriale di apertura del progetto, il Presidente di Confetra rimarca che, essendo in piena emergenza Covid-19, inevitabilmente “le necessarie diffuse e drastiche limitazioni, su scala nazionale ed internazionale, alla mobilità di vettori, merci e passeggeri, stanno provocando una crisi nel Settore Logistica e Trasporto merci senza precedenti nella storia recente”.

Tuttavia sia bene inteso che il lockdown commerciale e industriale che dall’11 marzo grava sul nostro Paese e che ha condannato a un drammatico blackout produttivo la maggior parte dei committenti delle imprese logistiche non diventi un alibi.

“Bisogna tenere a mente che gli effetti della ‘pandemia economica’ non si sono scagliati su una economia globale e nazionale florida e in salute; in particolare il nostro settore già proveniva da un 2019 molto delicato. Una serie di fattori, quali il rallentamento della locomotiva cinese, la guerra dei dazi, la Brexit, il clima di incertezza internazionale, le politiche sovraniste e tendenzialmente autarchiche e le serie difficoltà nella produzione industriale europea, avevano già inciso in misura significativa sugli indicatori economici e di fiducia del commercio globale con gravi ripercussioni

ovviamente sul Vecchio Continente e sull’Italia”, ammonisce Nicolini, ricordando l’obiettivo tracciato e la valenza del pregnante lavoro di ricerca coordinato dalla Confederazione: ripercorrere e analizzare tutti i dati nazionali e non solo, segmento per segmento, del 2019 logistico, per fornire uno strumento prezioso anche per misurare a fondo, nel corso di questo 2020, in che misura gli effetti dell’emergenza Covid-19 avranno colpito il nostro settore.

In tale ottica, si sottolinea come già nel 2019 nonostante la contrazione dell’Indice della Produzione Industriale e la sostanziale stabilità del Prodotto Interno Lordo, le esportazioni italiane avessero

continuato a crescere confermandosi come la componente che nell’ultimo decennio, con una crescita del +43,5%, ha maggiormente contribuito alla tenuta del PIL.

Lo stesso Presidente evidenzia quanto già osservato dal Direttore: “la modalità che presenta le performance migliori è la strada trainata dall’eCommerce che nonostante la crescita del +15% degli acquisti da consumatori italiani, rappresenta ancora una componente troppo piccola dei consumi. Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, infatti, nonostante la continua crescita raggiunge appena il 7,3%, ancora molto lontano dai principali mercati europei.

Continua la consacrazione del container nel mare, unica modalità in crescita nel comparto. Crescono i treni-km sulla rete ferroviaria italiana (+3,4%) ma le tonnellate movimentate diminuendo leggermente, sono indice di un maggiore utilizzo delle tratte caratterizzate da una minore efficienza dal punto di vista della capacità, ossia quelle in cui il peso assiale e i limiti di sagoma impongono dei limiti ai treni movimentati”.

La conclusione di Nicolini è ‘buonista’, adeguandosi ai ‘mala tempora’ che ‘currunt’.

“Questo numero 0 del nostro nuovo Almanacco cade in un periodo del tutto particolare: la più grave crisi economica globale dal 1929. L’anno prossimo potremo misurarne e commentarne gli effetti specifici da essa prodotti sul nostro settore. Speriamo che politiche pubbliche importanti e lungimiranti, unitamente alla consolidata resilienza del sistema produttivo italiano, possano almeno in parte attutirne i colpi” è l’auspicio finale del numero uno di Confetra.

Ancora da mettere in risalto alcune osservazioni

A fianco di una doverosa Nota Metodologica iniziale e della Guida alla Lettura, da guardare con attenzione alcune originali ‘trovate’: la compartimentazione regionale di molti dati, il confronto Italia-estero su molti valori forniti (il che fornisce interessanti indici di competitività del nostro Paese) e infine la fornitura di indici di attrattiva e di performance di sicura utilità per gli utenti.

TAG : Confetra
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