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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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19/03/20 19:06

La Capitaneria prepara la revisione delle tabelle di armamento

Con le navi ferme le compagnie hanno chiesto di poter alleggerire gli equipaggi. Potrebbe restare a terra il 50% del personale normalmente impiegato sui ro-pax, in parte senza copertura. ICS e ITF chiedono che l’ONU si attivi per ottenere deroghe sulla movimentazione dei marittimi

Fra gli effetti della forzata riduzione di attività per l’armamento italiano, uno dei più seri è quello che riguarda il mercato del lavoro, particolarmente nel comparto ro-pax (almeno per quel che riguarda i marittimi italiani).

Una circolare del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto evidenzia in proposito come alcune compagnie e società di gestione abbiano lamentato “di avere unità armate con una forza equipaggio ormai sovrabbondante rispetto al numero di merci e passeggeri trasportati, con particolare riguardo ai traffici da/per le Isole maggiori. Circostanza sollevata anche dalle principali Associazioni di categoria le quali hanno altresì sottolineato l’opportunità di ridurre la composizione degli equipaggi delle suddette unità anche allo scopo di limitare le occasioni di esposizione al rischio di contagio tra lo stesso personale di bordo”.

Il Comando ha ritenuto condivisibili tali argomentazioni, predisponendo “linee guida da adottare a livello locale qualora dovessero essere formalizzate richieste di riduzione temporanea delle tabelle di armamento delle unità passeggeri ro-ro”. La procedura si baserà su “istruttorie speditive”. All’esito positivo della quale, “l’Autorità competente emanerà una tabella di armamento provvisoria-integrativa da allegare alla tabella definitiva/provvisoria già in possesso dell’unità, la cui validità deve intendersi limitata al solo periodo emergenziale e comunque non superiore ai 90 giorni”.

Difficile, mentre le compagnie (è il caso di Grandi Navi Veloci e del fondo Solimare) cominciano a muoversi sul fronte dell’attivazione degli strumenti di integrazione del reddito dei propri dipendenti, intuire gli effetti di tale misura. Secondo calcoli sindacali condivisi anche sul fronte datoriale, considerate le attuali composizioni medie delle tabelle, potrebbe restare a terra circa un 50% degli equipaggi dei traghetti. Da vedere poi quanti di costoro possano beneficiare di uno strumento come il Solimare: l’INPS, che gestisce il fondo, si è sempre messa di traverso alla fruizione da parte dei marittimi senza CRL – Continuità di Rapporto Lavorativo, non considerandoli dipendenti. Ancora da chiarire poi se per il personale non CRL siano attivabili gli strumenti messi in campo dal Decreto Cura Italia, mentre è certo, dato il numero ingente, che tutti possano ricorrere alla cassa marittima.

ICS e ITF chiedono che l’ONU si attivi per ottenere deroghe sulla movimentazione dei marittimi

In una comunicazione congiunta alle competenti agenzie delle Nazioni Unite (OIL, IMO, UNCTAD e OMS) il tema del rapporto fra Covid-19 e impiego dei marittimi è stato affrontato anche da Guy Platten e Stephen Cotton.

I segretari generali di International Chamber of Shipping e International Transport Workers’ Federation, rappresentanti quindi di entrambe le parti sociali, hanno espresso all’ONU “la necessità vitale che ai marittimi del mondo siano concesse esenzioni adeguate da qualsiasi restrizione nazionale per gli spostamenti, al fine di far funzionare le catene di approvvigionamento marittime del mondo”.

Per ICS e ITF “ciò significa mantenere i porti del mondo aperti all’attracco di navi mercantili facilitando gli avvicendamenti degli equipaggi e la loro circolazione con il minor numero possibile di ostacoli. Si tratta di circa 100.000 marittimi che ogni mese si avvicendano sulle navi per conformarsi alle normative marittime internazionali che disciplinano l'orario di lavoro sicuro e il benessere dell'equipaggio, in modo che il commercio marittimo mondiale possa continuare in modo sicuro”

Di qui l’invito alle agenzie delle Nazioni Unite “a sottolineare l'importanza critica di questo problema con i governi degli Stati membri”, chiedendo “che questo argomento venga urgentemente aggiunto all'ordine del giorno delle opportune riunioni ad alto livello e che le autorità nazionali degli Stati membri siano incoraggiate a impegnarsi immediatamente con le associazioni nazionali degli armatori e le organizzazioni sindacali nazionali dei marittimi, al fine di trovare soluzioni rapide a un grave problema che rischia di ostacolare gli sforzi globali per affrontare la pandemia di Covid-19”.

 

A.M.

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