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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/10/19 16:11

L’Ungheria ha il tricolore dal verso giusto

Il paese magiaro, in rassegna a Palazzo S.Giorgio per iniziativa del Console Onorario Giacomini, è avanti all’Italia su tanti aspetti economici e sociali; e Genova punta ad appaiare Trieste come partner

Genova – Negli anni ’50 l’Ungheria era famosa alle cronache mondiali per il lustro che le dava la nazionale di calcio dei fenomeni del Ferencvaros (Puskas & C.) e, assai mestamente, per la infelice insurrezione resistita solo due settimane contro i carri sovietici invasori nel 1956, poi repressa nel sangue.

In Italia, oltre alla fama senza tempo del gulash, prelibato piatto nazionale, il paese magiaro è balzato alla ribalta negli anni ’70 perché ha dato i natali ad una bionda (tinta) starlette ‘senza veli’ - per usare un delicato eufemismo - diventata così popolare tra i nostri elettori (maschi, con ogni probabilità) da arrivare addirittura a sedere in Parlamento.

Un prodotto da export sempre valido poi tentato di replicare (ma con successo decisamente inferiore) da una collega compatriota 20 anni dopo andata in sposa allo stesso ‘importatore’ italiano.

Nulla o quasi normalmente trapela da quel paese molto meno reclamizzato di altri dell’Est Europa, non tanto per le palesi difficoltà a dialogare nella lingua nazionale – pare che solo i finlandesi possano intendere l’idioma magiaro per la comune radice ugro-finnica – quanto perché di fatto ben poco di rilevante sembra accadere dalle parti di Budapest.

A far scendere la cortina (non più di ferro) dal Paese che ha lo stesso nostro tricolore, ma disposto in senso orizzontale, ha pensato bene l’Avv. Giuseppe Giacomini, Console Onorario dell’Ungheria in Liguria, che ha organizzato un seminario apposito in tandem con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il cui Presidente Paolo Emilio Signorini ha ammesso di essere sinceramente interessato a verificare le opportunità di business per il porto di Genova.

“È un paese che si presta a tante suggestioni, più di altri, per le diverse soluzioni di politica economica già adottate, grazie ad un estremo dinamismo e ad un governo molto propositivo. Inoltre si avvale di una posizione geografica vantaggiosa, essendo al centro dell’Europa che sarà nel futuro prossimo; entro 15 anni avremo grandi sconvolgimenti, da cui scaturiranno paradigmi completamente diversi rispetto a quelli cui siamo abituati circa la centralità dei paesi e lo sviluppo delle correnti commerciali” ha detto il numero uno di Palazzo S. Giorgio.

E se è vero che il porto di Trieste, forte anche dei retaggi austro-ungarici dell’Impero Asburgico, è stato lesto a rinsaldare, di recente, il link storico con lo sbocco a mare dei magiari, non è detta che lo scalo giuliano possa avere l’esclusiva né ad oggi e neppure su tutti i fronti.

Sulle maggiori capacità di offrire asset e servizi rispetto agli omologhi triestini puntano Signorini e Gilberto Danesi, Amministratore Delegato di PSA Genova Prà (previsto alla tavola rotonda ma giunto al termine per impegni sopraggiunti), per catturare altri flussi commerciali di rilievo.

“Siamo qui riuniti per promuovere un Paese di cui si parla poco, ed a torto, e con cui l’interscambio e il business andrebbero certamente incrementati” ha ricordato l’Avv. Giacomini, sottolineando che “gli ungheresi sono concreti, intelligenti e pratici; da loro abbiamo parecchio da imparare. Vedi il caso dei finanziamenti europei, che Budapest è in grado di cogliere al 100%, mentre noi – che non siamo meno intelligenti ma certamente siamo meno scaltri – non approfittiamo di quei miliardi di Euro che Bruxelles rende disponibili. Sono un convinto europeista, e dalle pratiche europee dovremmo solo imparare”.

Il legale genovese ha ricordato la sussistenza della flat tax - per le imprese 9%, per i privati 15% - e l’IVA al 27% per sostenere un’economia che – come ha ricordato lo staff del Consolato Generale d’Ungheria a Milano – veleggia al +5% di crescita annua del GDP. “Non siamo un’economia chiusa, abbiamo un’economia forte da una decina di anni allorquando il Governo ha impresso una svolta alla politica del lavoro e del commercio, creando un ambiente molto favorevole alle PMI”. 

L’intervento (molto apprezzato) di Enrico Musso, Professore ordinario di Economia applicata dell'Università di Genova, con una ricognizione certosina dei flussi tra il paese estero ed il nostro territorio, ha dato lustro proprio alla chance che ha la Superba di cogliere un treno (merci, in questo caso, coi vagoni pieni) lanciato in piena corsa sulle rotaie dello sviluppo economico e sociale.

Sono stati presenti alla tavola rotonda – seppure impegnati quasi in contemporanea anche per il convegno di celebrazione delle Colombiane (XVI Convention Nazionale) dei Propeller Clubs al Palazzo della Borsa - anche Stefano Messina, Presidente AssArmatori, e Alessandro Pitto, Vice Presidente Fedespedi, vertici del cluster dei trasporti nei rispettivi ambiti, a rappresentare due anelli essenziali della filiera dei trasporti.

 

Angelo Scorza

 

Caloni Trasporti ha scelto l'Ungheria come seconda casa

 

Chi ha decisamente imparato presto a sfruttare le opportunità che offre il paese dell’Europa Orientale è Nicola Caloni, Presidente e Amministratore Delegato Caloni Trasporti, che ha saputo fare dell’Ungheria la propria seconda casa.

Il titolare dell’impresa brianzola – presente al tavolo dei relatori – ha sperimentato una continua

evoluzione che da Monza l’ha portata nel cuore dell’Europa, senza mai perdere di vista il punto di riferimento della propria mission, il cliente.  

“Il Paese magiaro, diventato oggi la nostra seconda casa, racchiude in sé elementi che lo rendono una delle zone economicamente più strategiche dell’intera Unione Europea. Gode infatti di un’ottima posizione geografica che consente un facile accesso ai Paesi del Centro Est, grazie alla terza rete stradale più fitta dell’UE: 4 su 10 corridoi di trasporto paneuropei attraversano Budapest” spiega Caloni, motivando i presupposti per avere scelto proprio l’Ungheria, quando per molti altri imprenditori italiani – anche dei trasporti – il paese di riferimento ad est era piuttosto la Romania.

“Gli ungheresi hanno: politica estera focalizzata sul commercio estero, stabilità politica, favorevole tassazione societaria, PIL in crescita continua, debito pubblico in calo, poca disoccupazione. E sulla scia del nostro esempio altri compatrioti hanno seguito, sicchè oggi vi sono circa 2.000 imprese italiane in loco, mentre già nel 2015 l’Italia occupava il 5° posto nella classifica dei partner commerciali dell’Ungheria”.

Bastano questi pochi dati a far capire il motivo per cui il Paese magiaro sarà lo Stato estero su cui Caloni Trasporti punterà maggiormente nei prossimi anni. “Un futuro già presente: la copertura di tutta l’Ungheria è ad oggi garantita attraverso la partnership stretta con uno dei principali operatori logistici dell’est Europa” conclude l’imprenditore lombardo.
 

A.S.

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