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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/03/20 12:40

L'UK ci ripensa e si prepara a gestire l'emergenza coronavirus

Operatori ferroviari e marittimi pronti ad adattarsi alla nuova situazione, ma lo shipping britannico chiede un sostegno diretto al Governo di Londra

Dopo le prime prese di posizione molto blande sulla minaccia del coronavirus, il Governo britannico ha ora invertito decisamente la rotta introducendo una serie di misure mirate a contenere il potenziale contagio, senza tuttavia danneggiare i settori industriali ritenuti essenziali.

Il premier Boris Johnson sembra aver preso consapevolezza che, senza una immediata restrizione alla vita sociale dei suoi concittadini, ila diffusione del COVID-19 potrebbe generare una tragedia di enormi dimensioni nel Paese, con centinaia di migliaia di vittime: le cose quindi si stanno muovendo e il Governo di Londra, per garantire la continuità degli approvvigionamenti di beni primari in tutto il Paese, ha deciso di puntare sulla ferrovia, grazia all'ampia e capillare articolazione della rete nazione.

Anche in questo settore, comunque, sono state necessarie misure di contenimento della pandemia a livello europeo, che tuttavia non hanno impedito agli operatori intermodali di proseguire con le loro attività: DB Cargo in Germania ha annunciato che le operazioni procedono regolarmente per tutte le destinazioni internazionali, Italia compresa. Stesso discorso vale per l'austriaca Rail Cargo Group, che continua a lavorare nel Belpaese e nei suoi magazzini di Desio e Santo Stino Livenza. La tedesca TX Logistik, controllata da Gruppo Ferrovie dello Stato, ha confermato anch'essa la piena operatività dei suoi collegamenti in tutto il continente.

Come detto, però, si è resa necessaria l'introduzione di una serie di misure di contenimento, principalmente mirate ad evitare il contatto umano nei terminal di interscambio per quanto possibile, come per esempio sta facendo l'operatore svizzero Hupac.

Guardando invece al fronte marittimo, nei giorni scorsi la UK Chamber of Shippin ha chiesto al Minitro britannico degli affari marittimi Kelly Tolhurst un corposo pacchetto di aiuti pubblici al settore, affinchè gli armatori siano in grado di continuare a garantire alla Gran Bretagna l'approvvigionamento di beni primari via mare.

“Lo shipping è la linfa vitale della nostra nazione e noi dobbiamo fare tutto il possibile affinchè l'industria marittima possa continuare a garantire l'afflusso di beni nel Regno Unito. Gli armatori faranno il massimo sforzo per adattarsi alla nuova situazione e alle norme introdotte per contenere la diffusione del virus, ma per riuscirci serve un sostengo diretto del Governo” ha dichiarato il CEO della UK Chamber of Shipping Bon Sanguinetti.

“Chiediamo quindi al Governo di istituire un fondo di emergenza per aiutare l'industria, che fa viaggiare il 95% del nostro commercio e impiega 180.000 persone. Un sostegno finanziario immediato è fondamentale per garantire la continuità degli approvvigionamenti di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità, e anche per garantire un futuro ai lavoratori del settore”.

 

 

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