APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
01/08/18 17:19

L’ira di Confindustria Genova che boccia le prime mosse di Governo

Mondini: “Non si possono rimettere in discussione le Grandi Opere e gli accordi industriali già in stato di avanzamento”

Il momento per l’economia genovese è positivo, dati alla mano, ma la ripresa in corso rischia di essere ‘gambizzata’ dai provvedimenti inattesi che il nuovo Governo sembra volere prendere a livello nazionale, con inevitabile impatto per alcuni di questi anche nella sfera regionale.

Non va giù leggero Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, nel commentare le notizie inquietanti che giungono da Roma, sponda ministeriale, a margine della presentazione degli indicatori economici relativi al primo semestre 2018 e previsioni a fine anno.

Gli strali del rappresentante degli industriali genovesi e contitolare del Gruppo ERG sono diretti a due dicasteri - Infrastrutture e Trasporti, Lavoro e Politiche Sociali – ‘rei’ di voler virtualmente stoppare processi in atto già in forte divenire se non in piena dirittura d’arrivo, solo per la smania di far vedere che si deve cambiare tutto per dare un segnale al Paese.

“Mi riferisco alle Grandi Opere e ai Grandi Dossier: situazioni come TAV e Terzo Valico, ILVA e Alitalia, non si possono rimettere in discussione solo per il gusto di fare il bastian contrario. Quello che io contesto è il metodo; un po’ come buttare via l’acqua sporca col bambino. I nuovi arrivati non possono pensare che nei precedenti quaranta anni si siano fatte le cose in maniera non corretta; sbandierare trasparenza e legalità non giustificano assolutamente un’idea folle come quella di rifare i conti da zero per analizzare costi e benefici, che nel caso delle grandi infrastrutture significa alla fine bloccare tutto per anni, dunque sostanzialmente accantonare il progetto in maniera definitiva”.

Mondini si dichiara visibilmente seccato di certi atteggiamenti.

“Anche se detesto e rigetto il nome orrendo dato al ‘Decreto Dignità’ – perché implicitamente afferma che quello che c’era prima era contrario alla dignità, e non mi pare proprio… - almeno questo provvedimento è frutto di un’azione che punta a un obiettivo. Anche se attualmente stanno aumentando i contratti a termine, non mi pare questo sia un disastro; è una formula in voga in tutta Europa ed in uso dagli anni ’80.

Ma gettare via il lavoro di anni, fatto per raggiungere una convergenza politica su certi grandi investimenti che vanno a favore di tutto il Paese, scusate ma non è proprio accettabile.

Personalmente eviterò di continuare a promuovere presso gli investitori stranieri i benefici e vantaggi che darà a tutto il territorio il Terzo Valico quando completato nel 2022, come stavo facendo sinora, finchè la nuova classe politica al comando non mi darà nuove garanzie.

Certe loro affermazioni fatte nell’ambito della campagna politica, ora che sono ai posti di governo, dovrebbero essere riviste e mitigate. In particolare mi dispiace che l’altra metà del Governo, la Lega, in fatto di infrastrutture sia stata finora sostanzialmente inerte, subendo le clamorose ‘sparate’ del M5S. Non sorprendiamoci poi se Arcelor Mittal, il maggior gruppo siderurgico al mondo, dovesse perdere la pazienza sul fronte ILVA e così rinunciare ad investimenti per 2 miliardi di euro”.

 

A.S.

Stampa