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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/11/20 18:03

L’IMO studia nuove misure per ridurre la ‘carbon intensity’ dello shipping

Definite una serie di modifiche alla Convenzione MARPOL, che dovranno essere ratificate dal Marine Environment Protection Committee nel 2021

Dopo la recente introduzione del cosiddetto ‘sulphur cap’ che ha ridotto di molto il quantitativo massimo di zolfo consentito negli scarichi delle navi a partire dal 1° gennaio 2020, la normativa in tema di emissioni del comparto marittimo potrebbe farsi ancora più stringente nel corso dei prossimi anni.

Il Marine Environment Protection Committee (MEPC) dell’IMO (International Maritime Organizzation) ha infatti messo a punto una nuova regolamentazione obbligatoria per ridurre l’impatto della flotta mondiale in termini di emissioni di carbonio.

Come spiegato dalla stessa organizzazione, che segue tutte le tematiche marittime in seno alle Nazioni Unite, si tratta di modifiche alla Convenzione MARPOL che prevedono l’introduzione di nuovi standard sia dal punto di vista tecnico che operativo, in linea con la Initial IMO GHG Strategy che punta a ridurre del 40% le emissioni di carbonio del settore marittimo entro il 2030 (rispetto al dato del 2008).

Le modifiche messa a punto, per diventare effettive, dovranno comunque essere ratificate nel corso di una seduta plenaria del MEPC che si terrà nel 2021.

“Deve essere svolto ancora un lavoro significativo per l’implementazione di questa misure, ma sono fiducioso che lo spirito di cooperazione all’interno dell’IMO, già dimostrato in passato, consentirà di fare progressi con lo sviluppo di linee guida tecniche e di un Carbon Intensity Code” ha dichiarato il Segretario Generale dell’IMO Kitack Lim.

Le misure di breve termine, come previsto nella Initial IMO GHG Strategy, dovranno essere implementate entro il 2023.

La nuova proposta riguarda modifiche alla MARPOL in tema di requisiti tecnici, per ridurre la carbon intensity sulla base di un nuovo Energy Efficiency Existing Ship Index (EEXI), e di requisiti per la riduzione della carbon intensity da un punto di vista operativo, sulla base di un nuovo operational carbon intensity indicator (CII).  

Il nuovo Energy Efficiency Existing Ship Index (EEXI) dovrà essere calcolato per tutte le navi con una stazza lorda superiore a 400 tonnellate, tenendo conto delle peculiarità delle diverse tipologie di mezzo. Definito un valore di riferimento, le navi dovranno raggiungere un livello dell’indice calcolato applicando un coefficiente di riduzione in percentuale rispetto EEXI ‘base’.

Le modifiche all’ Annual operational carbon intensity indicator (CII) riguarderanno invece le navi con stazza lorda superiore a 5.000 tonnellate e prevedono la certificazione dei parametri utilizzati per calcolare questo valore da parte di ogni nave, con la conseguente assegnazione di un ‘rating’ che potrà andare da A (major superior) fino ad E (inferior Level), indicante il livello di performance in tema di riduzione della carbon intensity dal punto di vista operativo.

Questo rating sarà poi incluso nello Ship Energy Efficiency Management Plan (SEEMP) della nave. Le unità che otterranno una D per 3 anni consecutivi, o anche una sola E, dovranno implementare dei ‘piani correttivi’ che consentano di raggiungere almeno il livello C, mentre la amministrazioni nazionali, le port authority e gli altri stakeholder nella posizione per farlo saranno incoraggiati a prevedere dei sistemi di incentivazione per le navi che otterranno un rating A o B.

 

F.B.

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