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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/09/21 11:41

L’export italiano torna a correre

SACE prevede a fine anno un rimbalzo dell’11,3% rispetto al 2020 con un ritorno ai livelli pre-pandemici. La Germania principale Paese importatore

A fine anno l’export italiano sarà cresciuto dell11,3% rispetto al 2020, un trend che proseguirà nel 2022 con un balzo del 5,4% e nel biennio successivo del 4%, arrivando così ad attestarsi, a fine 2024, a quota 550 miliardi di euro.

La previsione è di SACE, società pubblica (partecipata da Cassa Depositi e Prestiti) che si occupa anche del sostegno alle imprese nel mercato globale, che nel suo Rapporto Export annuale inquadra il 2021 “come un anno di transizione caratterizzato da un forte rimbalzo dell’economia globale che, seppur con velocità variabili nei diversi mercati di destinazione, apre importanti opportunità per l’export italiano che torna così su quel sentiero di crescita interrotto dalla profonda recessione dello scorso anno”.

“L’export italiano è tornato a crescere dopo l’interruzione della crisi pandemicacommenta Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE  - Stiamo parlando di un vero e proprio ‘Ritorno al futuro’, da qui il nome della XV edizione del Rapporto Export di SACE, che si propone come una guida per le imprese che devono riformulare le proprie strategie e piani commerciali all’estero nella lettura di questo scenario complesso. L’estrema eterogeneità di questa ripresa non è semplice da decifrare e occorrono, oggi più che mai, chiare coordinate delle opportunità sia a livello settoriale che geografico”.

Nell’anno delle Olimpiadi, in occasione del Rapporto Export 2021, SACE ha classificato le principali destinazioni del Made in Italy sotto forma di medagliere, tenendo conto di geografie già consolidate e di altre tuttora poco presidiate, in funzione della capacità di recupero delle esportazioni di beni in valore già completa nel 2021 e della loro dinamica più o meno intensa prevista negli anni successivi. SACE ha assegnato quindi la medaglia d’oro ai Paesi dove il nostro export ha recuperato prontamente e rimarrà dinamico negli anni successivi, l’argento a quelli dove tornerà sui livelli pre-crisi già quest’anno, ma procederà poi a ritmi più contenuti, per chiudere con il bronzo ai Paesi che nel 2021 non avranno ancora recuperato i valori pre-crisi, pur continuando a mantenere prospettive positive di crescita in un orizzonte temporale più ampio. Infine, ai piedi del podio alcuni mercati verso cui il nostro export non recupererà i livelli pre-crisi nel 2021 e registrerà una crescita molto più contenuta negli anni successivi a causa di assetti politico-istituzionali incerti, limitazioni commerciali collegate a quadri sanzionatori internazionali oltre ovviamente agli impatti economico, sanitari e sociali della pandemia.

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Come si legge nello studio, la medaglia d’oro per aver mantenuto un’attività economico-commerciale dinamica, va alle vendite italiane di beni in Germania, primo mercato di sbocco per il nostro Paese, che cresceranno a doppia cifra nel 2021 grazie al traino dei beni di investimento e intermedi. A seguire gli Stati Uniti, terzo mercato italiano e primo extra UE, con un tasso di crescita dell’11% nel 2021. Si consolida il ruolo di hub logistico internazionale per la Svizzera che contribuirà in particolare la crescita attesa dei beni di consumo, soprattutto del tessile e abbigliamento (+11,1%). Un recupero simile è previsto anche in Giappone (+14,3% nel 2021), mercato sempre più vicino all’Italia sulla scia dell’accordo di partenariato economico con l’Ue in vigore dal 2019. Nonostante le tensioni politiche degli ultimi anni, la Russia solo in parte intaccata dalla pandemia, resta una destinazione significativa per l’export italiano vista la solidità economica, il debito pubblico contenuto e le importanti riserve valutarie. Sarà la meccanica strumentale a trainare le esportazioni italiane verso Mosca (+18,7%). Spicca la crescita del 15,5% attesa per il 2021 del nostro export verso il Canada, trainata soprattutto dalle dinamiche favorevoli di meccanica strumentale (+19,6%) e gli alimentari e bevande (+11%).

Altra medaglia d’oro per la Polonia che manterrà alta la domanda di prodotti alimentari e bevande. Chimica e metalli hanno guidato la performance in Cina dello scorso anno, ma nel 2021 supererà i 14 miliardi di euro nel 2021 e l’accelerazione delle vendite verso Pechino sarà trainata in particolare da moda e arredamento. Anche la Corea del Sud ha saputo contrastare gli effetti della pandemia, diventando il terzo mercato nella regione e i beni di consumo, che valgono oltre il 40% delle nostre esportazioni, guideranno la ripartenza (+16,1%), grazie soprattutto al tessile e abbigliamento che rappresenta un quinto delle nostre vendite nel Paese, riflesso dell’apprezzamento da parte dei consumatori coreani per l’alta moda italiana. In Vietnam si confermano positive le dinamiche attese per l’export dell’Italia (+16% nel 2021) e anche in Taiwan (+7,5% nel 2021). Altro mercato strategico sul podio è quello degli Emirati Arabi Uniti, verso cui l’export crescerà quest’anno del 15% grazie alla meccanica strumentale che beneficerà dei piani di diversificazione del Governo per diventare un hub manifatturiero.

La medaglia d’argento dell’export va ai Paesi che, secondo le previsioni SACE, torneranno sui livelli pre-crisi nel 2021, proseguendo poi a ritmi più contenuti. Come la Francia, secondo mercato di destinazione, spinta anche dalla robusta ripresa della domanda interna nei settori automotive e costruzioni, tra cui il progetto “Grand Paris Express”, il più grande piano infrastrutturale europeo in essere da 35 miliardi di euro, che comprenderà una linea metropolitana automatizzata attorno a Parigi, per collegamenti tra periferia e centro, aeroporti compresi. Argento anche per i Paesi Bassi, con un ruolo cruciale della meccanica strumentale e per una delle maggiori economie dell’America Latina, il Brasile, che recupererà nel 2021 grazie alla performance della meccanica strumentale (+10,2%), i mezzi di trasporto (+19,3%, in particolare automotive) e gli apparecchi elettrici.

In Arabia Saudita si prevede quest’anno una crescita del 9,6% con buone prospettive per chimica e metalli, che insieme valgono quasi mezzo miliardo di euro di beni, i metalli in particolare saranno trainati dalle infrastrutture e costruzioni, che sono al centro dei due ingenti programmi di diversificazione voluti dal principe ereditario, “Vision 2030” e “Shareek”. A questi si aggiungono i piani di privatizzazione e ammodernamento della sanità nell’ambito dell’iniziativa “E-Health Strategy”, che prevede circa 18 mld di euro di investimenti annuali per strutture e apparecchiature sanitarie, con opportunità rilevanti per le imprese italiane. E poi ancora per la Malesia i cui prodotti elettronici spingeranno la crescita a due cifre dell’export italiano; il Cile, alle prese con una fase di mutamento politico, dinamismo dell’economia elevato e l’import dall’Italia farà segnare quest’anno +13,2%; il Marocco grazie agli investimenti nel settore energetico e delle rinnovabili. Il Senegal continuerà a esprimere buone potenzialità nell’area Subsahariana soprattutto con meccanica strumentale (+19,2%) e raffinati (+13%) ed i programmi di sviluppo in Ghana – con risvolti positivi anche sulle PMI attive come subfornitrici nelle filiere – faranno da volano per le nostre esportazioni nel 2021 (+15,4%) ed è tra l’altro tra le poche destinazioni ad aver segnato un andamento positivo anche nel 2020.

In testa tra i Paesi con la medaglia di bronzo troviamo il Regno Unito, i cui effetti derivanti dall’uscita dall’Ue nonostante il raggiungimento di un accordo in extremis non permetteranno di recuperare i livelli pre-crisi prima del 2023. Nella categoria del terzo gradino del podio ci sono i paesi in cui il nostro export nel 2021 non avrà ancora recuperato i valori pre-crisi, registrando una dinamica debole della domanda di beni Made in Italy per via degli impatti sanitari della pandemia e delle sue ricadute economiche come sta succedendo all’India, con ripercussioni anche sull’export italiano nel Paese comunque previsto in crescita dell’11% nell’anno in corso dopo il -23,9% del 2020. Il Perù è in assoluto il Paese con la maggiore mortalità al mondo da Covid-19, ma recupererà lentamente grazie ai metalli e a gomma e plastica; stessi settori sui quali punterà il nostro export in Messico. Il Sudafrica, nostro primo mercato di destinazione nell’area Subsahariana, ha risentito della pandemia sia in chiave sanitaria che economica, complice la lentezza della campagna di vaccinazione. Le conseguenze della pandemia sul settore turistico, che rappresentava circa il 20% del Pil nel periodo pre-crisi, hanno impattato la Thailandia e questo si riflette anche sull’export italiano che, nonostante la crescita dell’8,8% prevista per quest’anno, riuscirà a recuperare i livelli pre-crisi non prima del 2022.

 

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