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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/01/20 17:33

L’Antitrust prende altro tempo per ridefinire la multa a Tirrenia

Prima si attenderà il pronunciamento del Consiglio di Stato, a cui la stessa authority si è appellata contro la sentenza del TAR che imponeva di riformulare la sanzione

L’Antitrsut ha preso altro tempo per rideterminare la sanzione pecuniaria già comminata (per un valore iniziale di 29,2 milioni di euro) nel febbraio 2018 a Tirrenia CIN, colpevole secondo l’authority guidata da Roberto Rustichelli di aver attuato condotte configurabili come abuso di posizione dominante sui collegamenti marittimi merci con la Sardegna e la Sicilia.

Il nuovo termine del procedimento è stato infatti spostato dal 31 dicembre 2019 – data a sua volta frutto di una prima proroga – fino a 60 giorni dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che deve ancora pronunciarsi sulla materia.

Come ricostruisce la stessa AGCM, dopo la delibera del 2018 il gruppo Moby-Tirrenia si era appellato al TAR del Lazio, il quale con sentenza n. 7175 del 22 maggio 2019 aveva confermato la pratica scorretta attuata dall’ex compagnia pubblica nei confronti di alcuni autotrasportatori (come ‘ritorsione’ per essersi avvalsi dei servizi di trasporto marittimo della concorrenza) ma ne aveva derubricato l’intensità, imponendo contestualmente all’Antitrsut di riformulare (evidentemente al ribasso) la sanzione, inizialmente fissata in quasi 30 milioni di euro.

A quel punto l’autorità garante aveva avviato una nuova procedura volta a ridefinire la sanzione, che avrebbe dovuto concludersi il 30 novembre 2019, ma che poi – considerata la “necessità di garantire alle parti il più ampio esercizio dei diritti di difesa e del contradditorio” - era stata prorogata fino a fine anno.

Termine nuovamente slittato con l’ultima decisione dell’Antitrsut, che con delibera del 20 dicembre 2019 ha ritenuto necessario prendere in considerazione un nuovo elemento, ovvero il ricorso avanzato, dalla stessa AGCM, contro la sentenza del TAR innanzi al Consiglio di Stato.

Premesso che “i criteri di rideterminazione della sanzione contenuti nella sentenza del Tar del Lazio del 22 maggio 2019, n. 7175, non sono di immediata decodificazione” l’authority – si legge nell’ultimo provvedimento – considera opportuno “attendere la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso in appello dell’Autorità avverso la sentenza del Tar del Lazio del 22 maggio 2019, n. 7175, attesa anche la rilevanza e la solidità, in fatto e in diritto, dei motivi presentati”.

Per tali ragioni l’ente ha quindi “ritenuto necessario il   differimento   del   termine   di   conclusione   del procedimento, attualmente fissato al 31 dicembre 2019, a sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato con la quale sarà deciso il summenzionato ricorso”.

 

F.B.

 

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