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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/03/19 17:02

L’Antitrust al MIT: “Impensabile prorogare la concessione a CIN Tirrenia”

Secondo il garante è ininfluente che la continuità aziendale dipenda dall’allungamento della scadenza, tanto più che non manca il tempo per una nuova gara

“Risvolti critici sotto il profilo concorrenziale”.

È questa l’espressione che l’Antitrust utilizza nel suo bollettino odierno riepilogando alcune considerazioni sull’operazione di fusione inversa fra le società del Gruppo Onorato Moby e CIN, operazione peraltro sospesa – come ricordato dal Garante – per l’impugnazione della stessa da parte dei commissari della bad company Tirrenia, timorosi che l’incorporazione della controllante (Moby) nella controllata (CIN) metta a repentaglio il credito ancora vantato dallo Stato.

Come a suo tempo rivelato da Ship2Shore, l’AGCM, infatti, rileva come “uno dei presupposti (previsti dal Gruppo Onorato, ndr) per la realizzazione della fusione tra Moby e CIN sia la proroga dell’attuale scadenza della Convenzione (prevista per il 18 luglio 2020) quantomeno al 2022/2023”. Ma per l’Antitrust “l’obiettivo di garantire la continuità aziendale della società risultante dalla eventuale fusione tra Moby e CIN anche successivamente al 18 luglio 2020 non pare in alcun modo una circostanza che possa giustificare una deroga ai principi più sopra menzionati e, dunque, consentire un’eventuale proroga della Convenzione rispetto alla sua naturale scadenza”.

I “principi sopra menzionati” sono la normativa comunitaria e il regolamento, in via di emanazione da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, per la definizione di bandi di gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto marittimo di passeggeri e relative convenzioni. Fra essi vi è per l’Antitrust anche la “verifica preventiva del mercato per stabilire se vi siano le condizioni per l’offerta dei servizi predetti a condizioni di mercato, senza compensazione”. Solo ad esito negativo si potrà procedere ad erogare sovvenzioni, rimanendo da stabilire se sia più opportuno procedere con un contratto di servizio – sul modello dell’attuale di convenzione fra Stato e CIN – o attraverso la contribuzione a singole rotte, magari operate da più vettori.

Insomma, conclude l’Antitrust, l’auspicio è che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui è indirizzata la nota, proceda, dato che i tempi lo consentono, alla suddetta “analisi dei fabbisogni effettivi di mobilità da e per le isole interessate (declinati in termini di tipologia e frequenza dei collegamenti, articolazione tariffaria, standard qualitativi, ecc.)”. Lo scopo deve essere infatti una nuova gara, “lo strumento più appropriato per raggiungere gli obiettivi posti dal Regolamento e dalla regolazione settoriale, tra i quali rileva l’efficienza delle gestioni e il rispetto delle condizioni minime di qualità del servizio”.

 

A.M.

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