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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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12/03/20 18:43

L’allarme degli armatori: “A rischio gli approvvigionamenti alimentari del Paese”

Assarmatori e Confitarma (insieme a Federagenti) avvertono: “Molti colleghi rifiutano contratti di trasporto che prevedano scali nei porti italiani”

di Pietro Roth

“Un numero crescente di armatori stranieri rifiuta contratti di trasporto che prevedono lo sbarco di merci nei porti italiani mettendo in seria difficoltà l’import di materie prime. Tra i settori che potrebbero trovarsene presto sprovvisti ci sono anche quelli essenziali a garantire gli approvvigionamenti alimentari del Paese”: l’allarme, collegato al diffondersi del Coronavirus in Italia, è uno dei punti salienti, e senz’altro il più preoccupante, di una lunga lettera inviata al Governo e firmata congiuntamente dalle due associazioni armatoriali, per una volta unite, ovvero Confitarma e Assarmatori, per voce dei rispettivi Presidenti Mario Mattioli e Stefano Messina, insieme a Gian Enzo Duci, numero uno di Federagenti.

Nella missiva, inviata al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, a quello degli Affari Esteri Luigi Di Maio e al titolare del dicastero della salute, Roberto Speranza, scrivono che “lo shipping vive con estrema preoccupazione l’evolversi della grave emergenza COVID-19 anche per l’impatto che questa situazione sta avendo e continuerà ad avere sul sistema socioeconomico italiano. Le problematiche che riguardano i trasporti marittimi sono numerose ed è urgente individuare soluzioni adeguate a garantire l’operatività delle navi e la regolarità dei traffici. Auspichiamo l’urgente insediamento di un tavolo di analisi e di confronto del settore con le Amministrazioni coinvolte, garantendo fin da ora la nostra disponibilità a partecipare al suddetto tavolo e a fornire il nostro supporto”.

In allegato alla lettera, un lungo ed esaustivo elenco delle problematiche che il mondo dello shipping, fondamentale insieme ai trasporti terrestri per garantire i livelli minimi di servizio, sta affrontando. La più preoccupante è quella, appunto, del rischio che vengano a mancare approvvigionamenti alimentari: “I servizi di trasporto previsti scalare i porti italiani possono decidere di bypassare il nostro Paese per non precludersi l’approdo in altre Nazioni. Al fine di non vanificare gli sforzi compiuti dagli armatori per garantire la continuità nel trasporto dei passeggeri e delle merci è importante che nei porti sia assicurato un adeguato livello di funzionamento di tutti i servizi necessari”.

Ancora, nel loro testo, i tre Presidenti parlano di “notizie preoccupanti” che arrivano da “Paesi terzi e purtroppo anche Stati dell’UE relative all’interdizione dei porti alle navi che abbiano scalato negli ultimi 15 giorni l’Italia. Non sono a rischio dolo le nostre imprese di navigazione, ma il Paese intero visto che la nostra economia è principalmente di trasformazione”.

Messina, Mattioli e Duci sottolineano poi le difficoltà nell’avvicendamento degli equipaggi: “In molte Nazionali non è più possibile avvicendare gli equipaggi italiani con altro personale italiano, avendo esse vietato l’ingresso e il transito dei nostri marittimi. Sussiste il reale pericolo che queste navi non possano più operare perché non sono in grado di soddisfare la tabella minima di sicurezza, con il conseguente rischio di cancellazione dei contratti di fornitura dei servizi”. Sempre con riferimento ai marittimi, nella lettera si pone l’attenzione anche sulla scadenza delle certificazioni e delle attestazioni IMO degli stessi e l’impossibilità di svolgere le visite sanitarie.

Infine, l’attenzione su quello che sta succedendo sul fronte delle navi passeggeri (traghetti e crociere) e delle Autostrade del Mare: “Il settore, oltre a subire pesanti ripercussioni economiche dovute ad un azzeramento delle prenotazioni, rischia di vedere compromessa l’operatività delle navi che assicurano la continuità territoriale. A livello crocieristico, la situazione appare sempre più drammatica, con gravi danni economici e d’immagine”.

Il documento può essere scaricato, nella sua versione integrale, a questo link.

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