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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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15/05/20 14:31

IMO 2020 pesa nella trimestrale di Hapag-Lloyd più del coronavirus

La nuova normativa ha fatto schizzare le spese di trasporto, ma i ricavi sono comunque aumentati del 6% e i volumi di traffico del 4,5% nonostante la pandemia

Più che il coronavirus, sono gli effetti di IMO 2020 a pesare nel bilancio del primo trimestre 2020 di Hapag-Lloyd, bilancio che comunque – soprattutto considerato il contesto globale in cui è maturato – fa sorridere il liner tedesco. Nel primi tre mesi dell’anno i ricavi sono aumentati del 6% rispetto all’analogo periodo del 2019, raggiungendo quota 3,3 miliardi di euro: una crescita che si spiega con il dato positivo dei volumi trasportati (+4,3%, oltre 3 milioni di TEUs) e a noli più elevati, con la tariffa media che nel periodo è stata di 1094 dollari per TEU.

Le spese di trasporto, si legge nella relazione, sono aumentate del 10% “in particolare a causa dei maggiori costi del bunker, che sono passati da 98 a 523 dollari a tonnellata in seguito al passaggio al carburante a basso contenuto di zolfo come chiesto dalle regole IMO 2020. Questo ha avuto un impatto negativo sugli utili e una svalutazione delle scorte di bunker di circa 58 milioni di euro dovuta al rapido calo dei prezzi del greggio iniziato alla fine di marzo”.

Gli utili prima di interessi e imposte (EBIT) si attestano così a 160 milioni di euro, in calo rispetto a 214 milioni di euro registrati nel 2019. “Nonostante il coronavirus abbiamo iniziato l’anno in modo positivo. Più volumi trasportati e tariffe più elevate hanno fatto crescere i ricavi, mentre il risultato finanziario è inferiore proprio a causa degli effetti di IMO 2020”, spiega l’Amministratore Delegato di Hapag-Lloyd Rolf Habben Jansen.

Alla fine del primo trimestre la riserva di liquidità è pari a 1,1 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa arriva a 274 milioni. “Abbiamo preso un po’ di vento in poppa a inizio anno, ma prevediamo che la pandemia di coronavirus avrà impatti molto significativi a partire dal 2020. I nostri obiettivi restano quelli di garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e la solidità della catena logistica. Per salvaguardare la nostra redditività e liquidità abbiamo già intrapreso alcune misure”.

Il Consiglio di Amministrazione, nonostante il ‘picco’ degli effetti della pandemia previsto per il secondo trimestre, ha confermato le previsioni sugli utili 2020 diramate a fine 2019, perché confida in una graduale ripresa dell’economia globale nella seconda metà dell’anno: l’EBITDA potrà variare da 1,7 a 2,2 miliardi di euro, l’EBIT sarà compreso fra 0,5 e 1 miliardo. Tuttavia, “a meno che non vi sia una ripresa della domanda di trasporto containerizzato superiore a quanto prevedono oggi gli studi di mercati, difficilmente il punto più alto di quella previsione potrà essere raggiunto”.

P.R.

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