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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/05/18 15:12

Il Governo coglie l’ultimo treno sui marittimi

Poche ore dopo l’approvazione in CdM del decreto di recepimento della direttiva europea 1794 è arrivato l’ultimatum di Bruxelles

Marittimi italiani AM

Ottenuti i pareri favorevoli delle Commissioni speciali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, il Consiglio dei Ministri ha adottato ieri il decreto che recepisce la direttiva europea 2015/1794/UE in materia di lavoro marittimo.

Il provvedimento consente di adeguare l’ordinamento nazionale a quello, ampliando il sistema delle tutele previste ad ordinamento vigente, con l’obiettivo di evitare che i lavoratori marittimi possano godere di una differente tutela da parte dei singoli Stati membri e che non sia conseguentemente garantita, nel settore, la parità delle condizioni all’interno del mercato unico.

L’adozione è arrivata appena in tempo, dato che proprio oggi la Commissione Europea ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia e al Portogallo per sollecitare i due paesi a notificare le misure nazionali di recepimento della direttiva 1794. Il termine per il recepimento di tali norme nell'ordinamento nazionale era il 10 ottobre 2017, ma finora l'Italia non ha comunicato alla Commissione le misure adottate in tal senso, ricevendo a novembre una lettera di costituzione in mora. Ora, non appena le misure entreranno in vigore saranno quindi comunicate a Bruxelles, che altrimenti, entro due mesi, potrebbe decidere per il deferimento alla Corte di giustizia dell'UE.

Come spiegato nella nota emessa dal Governo dopo il Consiglio dei Ministri di ieri “le principali novità che vengono introdotte riguardano, sostanzialmente, l’estensione ai marittimi della disciplina in materia di tutela dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro, di comitato aziendale europeo, di diritto di informazione e consultazione, di estensione del coinvolgimento delle autorità di controllo nelle procedure sui licenziamenti collettivi, di trasferimento d’impresa, in modo da accrescere il livello di protezione dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e da assicurare condizioni omogenee di concorrenza nel mercato interno”.

 

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