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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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23/02/21 13:12

Il falso viaggia (via container) dalla Cina all’Italia

Uno studio firmato EUIPO-OCSE evidenzia che solo il 2% dei contenitori viene ispezionato: “Un vantaggio per la criminalità, come l’aumento degli scambi e il gigantismo navale”

Il trasporto marittimo rappresenta oltre l'80% degli scambi di merci a livello internazionale, ma meno del 2% delle navi portacontainer viene ispezionato: fatto che costituisce, unitamente all’aumento degli scambi a livello globale al fenomeno del gigantismo navale, un vantaggio per le reti criminale.

A sottolinearlo, lanciando un vero e proprio allarme, è un nuovo studio di EUIPO (in collaborazione con l’OCSE), un’agenzia decentrata dell’UE, con sede ad Alicante (Spagna),  che gestisce la registrazione dei marchi dell’Unione europea (MUE) e dei disegni o modelli comunitari registrati (DMC), entrambi intesi a proteggere la proprietà intellettuale in tutti gli Stati membri dell’UE.

“I sequestri di merci contraffatte spedite in container rappresentano una percentuale relativamente modesta del numero totale di sequestri, ma costituiscono il 56 % del valore totale delle contraffazioni sequestrate – si legge nello studio - La Cina è il principale punto di partenza per i prodotti contraffatti spediti con trasporto marittimo containerizzato, che rappresenta il 79% del valore totale dei container con merci contraffatte sequestrati a livello mondiale. Nel complesso, nel 2016 il commercio mondiale di contraffazioni ammontava a 460 miliardi di euro, pari a circa il 3,3 % del commercio mondiale. I prodotti contraffatti hanno rappresentato il 6,8 % delle importazioni nell’UE da paesi terzi, per un valore di 121 miliardi di euro”.

Le spedizioni via mare riguardano tutti i tipi di merci contraffatte, da apparecchiature elettroniche di alto valore ad articoli di pelletteria, abbigliamento, cosmetici, giocattoli, giochi e apparecchiature e prodotti farmaceutici. Ad esempio, nel 2016 il commercio mondiale di apparecchiature elettriche e dispositivi elettronici contraffatti ammontava a un valore stimato di 125 miliardi di euro, corrispondente a più del 5,6 % del commercio totale di tali prodotti. Quasi la metà (49 %) del valore totale dei prodotti elettronici contraffatti sequestrati era stata trasportata via mare.

Fra i problemi individuati nella relazione si cita la necessità che le contraffazioni siano considerate una priorità fondamentale per i funzionari doganali e si evidenza l’esigenza di tecniche e strumenti di ricerca e ispezione più adeguati per individuare le merci contraffatte. Nel corso degli anni gli scambi internazionali sono cresciuti notevolmente e l’aumento del commercio di prodotti contraffatti è diventato un inevitabile effetto collaterale.

“L’incremento del volume complessivo degli scambi e della capacità delle navi più grandi rappresenta un onere supplementare per le dogane – si legge ancora nel testo - La scansione a raggi X o raggi gamma dei container può essere efficace per individuare altri tipi di spedizioni illegali, come il traffico di stupefacenti, armi o specie selvatiche. Tuttavia, non lo è nel caso delle merci contraffatte, per le quali l’ispezione fisica costituisce l’unico strumento adeguato. Meno del 2 % dei container è sottoposto a ispezione fisica, il che fornisce alle reti criminali notevoli opportunità di approfittare di questo importante canale della catena di approvvigionamento”

L’Italia risulta una delle prime destinazioni di arrivo di prodotti contraffatti via mare, con una quota sul volume totale del 12,8% di ingressi. Per quanto riguarda la tipologia, nel 2014 e nel 2016, l'82% delle merci sequestrate rientravano della categoria di profumi e cosmetici, l'81% calzature e il 73%  di prodotti alimentari.

“La maggiore preoccupazione per la contraffazione di dispositivi di protezione personale e di medicinali come conseguenza alla crisi dovuta al COVID-19 ha creato la possibilità di compiere progressi significativi nella lotta a questo commercio illecito – commenta Christian Archambeau, direttore esecutivo di EUIPO - Abbiamo bisogno di uno sforzo concertato per combattere le contraffazioni di ogni tipo su tutte le rotte, sia nelle spedizioni di container via mare sia in quelle di pacchi postali di piccole dimensioni. I prodotti contraffatti danneggiano il commercio lecito, sono spesso pericolosi e devono tornare a essere una priorità nell’azione di contrasto alla criminalità internazionale”.

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