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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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24/05/10 11:44

I Traghetti delle Isole non tornano mai indietro

Il rappresentante legale Fontana: “Investimenti mirati tra lavori di adeguamento alla flotta per lo Stockholm Agreement e la ricerca della terza nave di riserva”

Trapani - È sopravvissuta a varie stagioni del cabotaggio tricolore la società trapanese Traghetti delle Isole, costituita nel 1969, ed attualmente dotata di uno staff di 45 unità, marittimi compresi, come spiega Francesco Fontana, in azienda da oltre venti anni e dal 1997 rappresentante legale.
“Siamo nati oltre quaranta anni fa da un gruppo di soci guidati dall’imprenditore Castiglione, attivo nella lavorazione del tonno; alcuni nel frattempo si sono ritirati ed oggi la maggioranza appartiene alla famiglia Bulgarella, imprenditori del settore edilizio”.
La prima linea esercita fu la Milazzo-Lipari, con la nave Vulcano (ex-Costa Gaia), che poi ebbe una disavventura ribaltandosi ed affondando in porto.
Nel 1986 entrò in flotta la Tore Russo, una nave per merci alla rinfusa che collegava Trapani a Pantelleria ed al Nord Africa, prima di essere ceduta a fine anni ’80.
Nel 1988 venne rilevato il traghetto tutto passeggeri Lampedusa che effettuava, due volte alla settimana, un articolato servizio Civitavecchia-Ustica-Trapani-Pantelleria-Lampedusa; ma anche questa unità ebbe la sfortuna di un incagliamento a Pantelleria che le determinò un danno vistoso, erano ben 2 miliardi di lire dell’epoca.
Nel 2000 venne acquisito lo Zeus, il quale entrò in linea sulle Egadi. Dopo un opportuno ammodernamento compiuto tra 2002 e 2004, la nave è oggi in pratica ringiovanita di 16 anni.
La flotta attualmente consta dell’ammiraglia Cossyra, acquisita dalla flotta di stato nel 2007 (S2S n. 34/2007) che effettua il collegamento con Pantelleria, e della Zeus, datata unità che ha una capacità di trasporto di una decina di automezzi commerciali, impiegata nei servizi per le isole Egadi.
Le altre due unità che ancora si presentavano nel roster ad inizio anno sono state messe in disuso; la Pantelleria è stata ceduta lo scorso febbraio in Grecia, mentre anche la gloriosa Vulcano è sulla rampa di lancio; disarmata, è stata messa in lista per la demolizione.
“Attualmente non vi sono le intenzioni di investire in una terza nave, ma sicuramente ci servirebbe un mezzo da utilizzare per evenienza, quando i primi due sono in bacino per manutenzione. Ma non è facile trovare una nave di Classe A, ovvero adatta a navigare sino a Pantelleria. Attualmente solo la Siremar ne ha a disposizione”.
Anche la Cossyra ha subito recentemente lavori di adeguamento allo Stockholm Agreement, da effettuare obbligatoriamente entro il 1° ottobre 2010, effettuati in bacino a Messina sotto la sorveglianza del RINA e costati circa 1 milione di euro, che hanno portato ad una riduzione della capacità di passeggeri a bordo.
Interventi diversi da quelli maggiormente in voga presso altri operatori, che invero tecnicamente lasciano qualche perplessità. “Dotare le navi di controcarene riduce l’effetto delle pinne stabilizzatrici. Dunque la spesa non vale il risultato prodotto, sicché la nostra intenzione è quella di adottare una diversa soluzione tecnica. A tale scopo abbiamo concepito un progetto che costerà circa un decimo di quello analogo che è stato previsto per le navi Siremar, per le quali è evidente che l’operatore pubblico non stia tanto a lesinare, anche allo scopo di portare lavoro ai cantieri, che in questa fase critica sono sempre affamati di commesse”.
Altre destinazioni locali – Porto Empedocle e Lampedusa – sono oggetto di attenta valutazione. “Ma ogni progetto è fermo in attesa del destino della Siremar” chiarisce Fontana.
Comprensibile la posizione di  stallo per una società che di fatto basa sui contributi pubblici la sua esistenza. “Nel 2009 abbiamo fatturato 6.775.000 euro con un sussidio dalla Regione Siciliana di 4,5 milioni. Un contribuito decisamente sostenuto, che si giustifica pienamente col fatto che operiamo per tuto l’anno, in regime di sovvenzione, su linee anti-economiche; di fatto siamo a piena disposizione della Regione Siciliana, ma senza essere in concorrenza con la Siremar, rispetto alla quale applichiamo tariffe paritarie”.
Nel 2009 il traffico è stato ripartito come segue.
Sulle Isole Egadi, dove la Zeus effettua da 2 a 3 corse al giorno, sono state registrate 27.427 presenze (7.101 residenti e 20.326 non residenti, cui vengono praticate tariffe differenziate), 5.493 auto (rispettivamente 2.659 e 2.834) e 9.576 automezzi pesanti.
Nella linea con Pantelleria, servita una volta al giorno dalla Cossyra, i dati sono stati: 24.702 passeggeri (10.794 e 13.908), 5.323 auto  (2.823 e 2.500) e 6.655 automezzi pesanti.
Uno dei vanti della Traghetti delle Isole è la bassissima incidenza delle corse annullate per le avverse condizioni meteo marine.  “Perdiamo mediamente non più dell’1% delle corse in estate e del 10-15% in inverno, annullamenti tutti concentrati su Pantelleria”.
Malgrado questo valoroso score, non mancano i problemi, che Fontana segnala prontamente. “Abbiamo grosse carenze infrastrutturali nelle isole, dove alcune corse vengono ritardate per difficoltà nelle operazioni di ormeggio a causa delle banchine non protette e dei fanali che non funzionano adeguatamente. Ma i nostri traghetti non tornano mai indietro, i comandanti si mettono pazientemente a ridosso in attesa del momento propizio”.
Problematiche all’ordine del giorno sono quelle economiche.
“I costi nave sono molto elevati, il bunker è salito a livelli eccessivi nel 2009, tanto da mettere la nostra società a rischio di fallimento, ed ora sembra nuovamente voler risalire in maniera prepotente. La linea per Pantelleria perde circa 1 milione di euro all’anno soprattutto per il caro carburante. Il problema è che le sovvenzioni sono decise in via quinquennale, sicchè sino al 2012 dovremo operare con valori non aggiornati all’attuale situazione economica” conclude Fontana.  

Angelo Scorza

TAG : ferry
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