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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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26/05/14 17:34

I Barbaro dicono dasvidaniya alla Russia

Rosneft acquista il 95% di Prime Shipping. Soddisfatti gli armatori siciliani, che incassano una cifra “molto superiore ai 100 milioni di dollari” accreditati dal mercato

Prime Shipping, la compagnia marittima della famiglia Barbaro specializzata nei trasporti fluviali in Russia, è stata acquisita (al 95%) dal gigante energetico russo Rosneft.
Fin dallo scorso settembre (S2S n.35/2013) Giovanni Barbaro aveva reso noto che la multinazionale guidata dall’ex agente del KGB Igor Sechin, una volta acquisita la compagnia petrolifera TNK-BP con cui Prime ha in essere un contratto di trasporto valido fino al 2022, aveva subito messo gli occhi addosso alla società dei Barbaro, ma l’obiettivo era quella di “mantenerne il controllo”, cedendo, con il supporto dell’advisor Rotschild, solo una quota di minoranza della società. Invece, forse complice la crisi ucraina e le sanzioni occidentali che hanno colpito anche Sechin, la trattativa è andata diversamente, anche se Federica Barbaro, raggiunta a San Pietroburgo, nega che ci siano state pressioni in tal senso: “La trattativa è iniziata oltre 6 mesi fa quando certamente non si parlava di crisi ucraina”.
In base alla stringata nota diffusa da Rosneft, infatti, si è appreso che a passare di mano è stato il 95% di Prime Shipping, acquisito formalmente da una joint venture fra Rosneft e Sberbank Merchant Banking. Secondo il sito della compagnia armatoriale la flotta di Prime consta di 19 petroliere e chimichiere fluviali fra le 5.600 e le 7.500 dwt di portata, costruite fra il 2006 e il 2012 in cantieri russi e cinesi, oltre a cinque chiatte da 4.200 e 4.800 dwt e altrettanti spintori.
Secondo indiscrezioni di mercato il valore dell’operazione si sarebbe aggirato, “in condizioni normali”, sui 100 milioni di dollari, ma non è escluso che le pressioni politiche cui le stesse fonti attribuiscono l’uscita dei Barbaro dal business russo abbiano comportato un ridimensionamento di tale cifra. Anche in questo caso Federica Barbaro smentisce i rumor: “Il valore dell'operazione, che ci rende davvero orgogliosi, è molto superiore, è rimasto sostanzialmente inalterato nel tempo ed è confidenziale”.
In ogni caso sarà certamente un’importante iniezione di liquidità per Pietro Barbaro Spa, la società (controllata pariteticamente dai fratelli Giovanni e Alfredo Barbaro) cui fanno capo tanto PB Tankers Spa (il ramo armatoriale deputato al business marittimo) quanto (fino a pochi giorni fa) l’attività fluviale russa, gestita attraverso la lussemburghese PB Investments SA, la russa Prime Shipping e altre controllate: l’ultimo bilancio disponibile (2012) si è chiuso con una perdita di 4,8 milioni di euro (-11,2 milioni la perdita di PB Tankers), mentre “il risultato aggregato delle partecipazioni coinvolte nel mercato delle sea-river tankers in Russia ha evidenziato un utile di 17 milioni di euro”.
 
 
I rubli di Sechin seducono anche Tronchetti Provera e Sposito

Nella ridda quasi infinita di sigle apposte in calce ad accordi di acquisizioni, partnership e fornitura da parte dell’oligarca supremo di Rosneft, Igor Sechin, durante il St. Petersburg International Economic Forum della scorsa settimana, per quanto concerne il business tricolore, è da registrare anche quello con Pirelli, peraltro da tempo annunciato.
Per la società milanese, l’accordo raggiunto col colosso petrolifero statale russo permette ai soci di Camfin guidati, da Marco Tronchetti Provera, di incassare 490 milioni per rilevare, in estrema sintesi – la transazione in realtà è piuttosto complessa - metà della finanziaria che possiede il 26,2% della Bicocca (il restante 50% è con Tronchetti & C 90%, Unicredit 5% e Intesa Sanpaolo 5%, con le quote delle banche in forte diluizione e il fondo Clessidra in uscita, dopo meno di un anno).

Andrea Moizo

TAG : tanker
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